Esplorare sé stessi attraverso gli stati non ordinari di coscienza
Gli “stati non ordinari di coscienza”, o NOCS, sono quei momenti in cui la nostra percezione della realtà cambia, ci sentiamo diversi da come siamo normalmente e ci apriamo a esperienze che normalmente ci sfuggono. Il tema fu esplorato anche nel film di Ken Russell del 1984, “Altered States”, ma oggi sappiamo che questi stati non sono solo cinematografici: possono diventare strumenti potenti per esplorare noi stessi e persino per affrontare la depressione.
Quando entriamo in un NOCS, il nostro senso dell’io cambia insieme al nostro modo di percepire la realtà. Diventiamo “altro” per un po’, e questa alterazione può avvenire attraverso sostanze psicotrope, tecniche di respirazione, meditazione o deprivazione sensoriale. La coscienza non è un interruttore acceso/spento: è uno spettro con infinite sfumature, e i NOCS ci permettono di esplorare queste sfumature, sia attraverso iper-stimolazioni intense, come alcune tecniche di breathwork, sia attraverso ipo-stimolazioni, come il floating…
Credits to: Paolo Petracchi
Gli “stati non ordinari di coscienza”, o NOCS, sono quei momenti in cui la nostra percezione della realtà cambia, ci sentiamo diversi da come siamo normalmente e ci apriamo a esperienze che normalmente ci sfuggono. Il tema fu esplorato anche nel film di Ken Russell del 1984, “Altered States”, ma oggi sappiamo che questi stati non sono solo cinematografici: possono diventare strumenti potenti per esplorare noi stessi e persino per affrontare la depressione.
Io sono Paolo Petracchi, ingegnere di formazione, appassionato di ipnosi, neuroscienze e stati non ordinari di coscienza. Lavoro con pratiche come il floating, la mindfulness e la meditazione per indurre questi stati e osservare come modificano la nostra percezione, le emozioni e la comprensione di chi siamo.
Quando entriamo in un NOCS, il nostro senso dell’io cambia insieme al nostro modo di percepire la realtà. Diventiamo “altro” per un po’, e questa alterazione può avvenire attraverso sostanze psicotrope, tecniche di respirazione, meditazione o deprivazione sensoriale. La coscienza non è un interruttore acceso/spento: è uno spettro con infinite sfumature, e i NOCS ci permettono di esplorare queste sfumature, sia attraverso iper-stimolazioni intense, come alcune tecniche di breathwork, sia attraverso ipo-stimolazioni, come il floating.
Ricercatori come Charles T. Tart, Stanislav Grof, Ronald Siegel e Arnold M. Ludwig hanno studiato questi stati fin dalla metà del Novecento, dimostrando che non sono affatto rari: anche nella vita quotidiana sperimentiamo micro-variazioni non ordinarie della coscienza.
Durante un NOCS, avviene una profonda trasformazione dell’io: percepiamo noi stessi in modo diverso e vediamo la realtà con occhi nuovi. Possiamo riscoprire intuizioni, immagini, visioni e ricordi normalmente invisibili nello stato ordinario. Si manifestano talvolta fenomeni di sinestesia, come “vedere” la musica o “toccare” un colore, esperienze che stimolano la neuroplasticità e favoriscono un senso di armonia interna. I NOCS ci permettono di recuperare connessioni che sembravano perdute e di esplorare aspetti di noi rimasti inespressi.
Un NOCS comporta un cambiamento del punto di vista su noi stessi e sul mondo. La depressione, per esempio, può essere vista come un punto di vista estremamente rigido e negativo sulla vita. Stimolare un NOCS in un soggetto affetto da depressione — attraverso esperienze nuove, rilascio emotivo o modificazioni della percezione — favorisce un cambiamento di prospettiva e quindi l’uscita dallo stato depressivo perché si realizza l’esistenza di altro che è tutt’altro che negativo.
Ogni esperienza autentica di cambiamento personale passa attraverso un NOCS, che possiamo vivere in tre fasi: riconoscimento di ciò che accade dentro di noi, accoglienza dell’esperienza senza ostacolarla, e integrazione nella nostra vita quotidiana di ciò che emerge dall’esperienza.
Molti si chiedono perché cerchiamo queste esperienze: bere un bicchiere di vino, fumare una canna, fare un’escursione in montagna o una sessione di floating sono tutti modi per alterare la coscienza e accedere a sensazioni particolari. La motivazione è sempre presente, sia consapevole sia inconscia: il riconoscere questa spinta è fondamentale per capire noi stessi. Definire set e setting è cruciale, cioè preparare la mente e l’ambiente per orientare l’esperienza in modo sicuro e profondo.
L’essere umano ha un impulso innato verso l’alterazione: rituali, danze, pratiche spirituali e anche festival e rave sono espressioni moderne di questa ricerca archetipica. Un NOCS può aprire porte diverse: esplorare emozioni sepolte, riconnettersi con parti perdute di noi, oppure fuggire dal dolore. La differenza dipende dal modo in cui ci approcciamo e dall’intenzione che portiamo.
È importante anche distinguere tra approcci dissociativi e associativi: sostanze come alcol, cannabis o oppioidi creano dissociazione, allontanandoci dal nostro sentire profondo, mentre sostanze psichedeliche come psilocibina, LSD, MDMA e DMT, così come pratiche come il floating o la respirazione olotropica, ampliano la percezione e favoriscono il contatto con il sé. Gli stati associativi aumentano la sensibilità interna, la consapevolezza emotiva e la connessione con parti di noi normalmente invisibili.
L’esperienza che deriva da un NOCS dipende da tre fattori: la sostanza o il metodo, il set, cioè la nostra intenzione, e il setting, cioè il contesto fisico, sociale ed emotivo in cui viviamo l’esperienza. Come diceva Paracelso: “Tutto è veleno, nulla esiste senza veleno; ciò che fa sì che un veleno sia un rimedio è la dose.”
A volte cerchiamo un NOCS per fuggire da emozioni spiacevoli o dalle responsabilità. Riconoscere questo è fondamentale per non cadere in una fuga illusoria. L’intenzione, invece, ci guida: vogliamo osservare la realtà, esplorare la nostra vita, ascoltare tutto ciò che emerge senza filtri. Anche un’esperienza difficile può rivelarsi preziosa, se affrontata con coraggio e compassione.
Infine, fare un NOCS da soli o in compagnia ha impatti diversi: da soli possiamo avere un’esperienza profondamente introspettiva, mentre in compagnia entriamo in un “campo condiviso” che amplifica la percezione. L’ideale è affidarsi a persone fidate o a guide esperte che garantiscano sicurezza e spazio per il nostro viaggio interiore. Alcune esperienze, come quelle con Ayahuasca o Curando, richiedono contesti originari e guide affidabili per essere vissute in sicurezza e profondità.
Il NOCS non è quindi solo un momento di alterazione, ma un viaggio attraverso noi stessi, un’opportunità di scoprire parti nascoste, ampliare la percezione e integrare nuove prospettive nella vita quotidiana. E il floating, con la sua ipo-stimolazione sensoriale, è uno dei modi più semplici e accessibili per iniziare questo viaggio, immergendosi completamente in se stessi e scoprendo ciò che normalmente resta invisibile.
Risorse Collegate:
COS'È LA MEDITAZIONE E UNA TECNICA PER POTERLA PRATICARE
SUGGESTIONI IPNOTICHE PER IL FLOATING
SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
PROFUMO E IPNO FLOATING SENSORIALE
BREVE PRESENTAZIONE SUL GALLEGGIAMENTO (FLOATING)
STOP SMOKING! SMETTERE DI FUMARE CON L'IPNOSI È FACILE ED EFFICACE
FLOATING CLINICO: GLI STUDI ED I RISULTATI
9 SUGGERIMENTI PER "FLONAUTI" PRINCIPIANTI
5 COSE CHE PUOI MIGLIORARE E SUPERARE CON IL FLOATING
5 PASSI PER SCATENARE LA TUA CREATIVITÀ ALL'INTERNO DELLE VASCHE DI FLOATING
BREVE PRESENTAZIONE SUL MINDFULNESS. EVENTI FLOATING CAFÉ
JOHN LILLY E GLI STATI ALTERATI DI COSCIENZA
SPAZIO LIMINALE: COS'È E IN CHE MODO INFLUISCE SULLA SALUTE MENTALE?
TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE, IMAGERY E FLOATING PER LA PRESTAZIONE OTTIMALE
TI SERVONO PIÙ RISORSE CEREBRALI? ECCO COME OTTENERLE
HO TRASCORSO DUE ORE FLUTTUANDO NUDO IN UNA CAMERA BUIA PER LA MIA SALUTE MENTALE. HA FUNZIONATO?
La Biorisonanza a 528 Hz
E’ un viaggio immersivo nella biorisonanza a 528 Hz quello che avviene durante la sessione di floating armonico vibrazionale: il corpo galleggia sostenuto e avvolto in una soluzione salina ad alta densità di acqua e sale di Epsom, in completo buio e silenzio. In questo ambiente privo di peso, le onde sonore a 528 Hz si diffondono in modo uniforme, attraversando l’acqua, creando un campo di vibrazione scalare costante che penetra il nostro corpo fatto anch’esso di acqua, attraversandolo con le sue vibrazioni benefiche.
Nella soluzione all’interno delle vasche di floating il suono viaggia a circa 1 800 m/s, molto più rapidamente che nell’aria. A 528 Hz, la lunghezza d’onda è di circa 3,4 m, sufficiente a raggiungere in…
E’ un viaggio immersivo nella biorisonanza a 528 Hz quello che avviene durante la sessione di floating armonico vibrazionale: il corpo galleggia sostenuto e avvolto in una soluzione salina ad alta densità di acqua e sale di Epsom, in completo buio e silenzio. In questo ambiente privo di peso, le onde sonore a 528 Hz si diffondono in modo uniforme, attraversando l’acqua, creando un campo di vibrazione scalare costante che penetra il nostro corpo fatto anch’esso di acqua, attraversandolo con le sue vibrazioni benefiche.
Nella soluzione all’interno delle vasche di floating il suono viaggia a circa 1 800 m/s, molto più rapidamente che nell’aria. A 528 Hz, la lunghezza d’onda è di circa 3,4 m, sufficiente a raggiungere in modo armonico tutto l’ambiente della vasca e ogni parte del corpo immerso. Le vibrazioni a 528 Hz favoriscono una condizione di quiete profonda e di centratura interiore, ma a livello cellulare il DNA viene rigenerato, vengono eliminati gli errori derivanti dalla replicazione, i telomeri si allungano e con essi la capacità di continuare a generare nuove cellule sane e di invecchiare più lentamente, quasi indefinitamente.
Ne avevamo già parlato in Epigenetica Nel Floating.
Molti partecipanti descrivono la biorisonanza a 528 Hz come un’esperienza di:
rilassamento muscolare totale,
alleggerimento mentale,
equilibrio e rinnovata vitalità.
e quando ritornano da noi le le sessioni successive, li vediamo più attivi, luminosi, ringiovaniti
Insieme al galleggiamento, queste vibrazioni possono facilitare processi naturali di recupero e armonizzazione, restituendo una sensazione di coerenza e di connessione con sé stessi ed il proprio corpo.
La combinazione di acqua, suono e silenzio crea un ambiente ideale per il riequilibrio profondo: la biorisonanza a 528 Hz viene percepita come un linguaggio sonoro che riporta ordine e armonia al sistema corpo-mente, stimolandone la rigenerazione naturale.
Vivi un’esperienza immersiva di biorisonanza a 528 Hz: un viaggio di quiete, ascolto e riequilibrio profondo sul nostro shop on line:
Matrix Reinprinting
I nostri pensieri potrebbero essere abbastanza potenti da cambiare la nostra realtà.
Nella fisica quantistica, c'è un concetto affascinante che offusca il confine tra scienza e percezione. Si basa sull'idea che i tuoi pensieri e le tue convinzioni non solo influenzano i tuoi sentimenti, potrebbero effettivamente modellare la versione della realtà che sperimenti.
Questa teoria attinge dall'effetto osservatore, che mostra che semplicemente osservare qualcosa a livello quantistico può cambiare il suo comportamento. Allo stesso modo, la tua attenzione, ciò che scegli di credere, aspettarti e visualizzare, può alterare la "versione" della realtà con cui ti allinei. Pensalo come sintonizzazione su una frequenza diversa. L'energia che emetti attraverso i tuoi pensieri e le tue emozioni potrebbe guidarti verso un percorso parallelo pieno di risultati che corrispondono al tuo modo di essere…
credit to: Paolo Petracchi
I nostri pensieri potrebbero essere abbastanza potenti da cambiare la nostra realtà.
Nella fisica quantistica, c'è un concetto affascinante che offusca il confine tra scienza e percezione. Si basa sull'idea che i tuoi pensieri e le tue convinzioni non solo influenzano i tuoi sentimenti, potrebbero effettivamente modellare la versione della realtà che sperimenti.
Questa teoria attinge dall'effetto osservatore, che mostra che semplicemente osservare qualcosa a livello quantistico può cambiare il suo comportamento. Allo stesso modo, la tua attenzione, ciò che scegli di credere, aspettarti e visualizzare, può alterare la "versione" della realtà con cui ti allinei. Pensalo come la sintonizzazione su una frequenza diversa. L'energia che emetti attraverso i tuoi pensieri e le tue emozioni potrebbe guidarti verso un percorso parallelo pieno di risultati che corrispondono al tuo modo di essere.
Mentre gli scienziati discutono fino a che punto arriva davvero questa connessione, una cosa è chiara: il tuo cervello è un potente processore quantistico. Interpreta e costruisce costantemente il tuo mondo sulla base della concentrazione e della fede: addestrandolo a vedere l'opportunità invece della limitazione, potresti semplicemente cambiare la realtà in cui vivi.
L'idea non è magica: è la mente che incontra la fisica. L'universo potrebbe rispondere alla tua percezione più di quanto tu possa capire.
Matrix Reimprinting è una tecnica terapeutica trasformativa che fonde elementi di psicologia energetica e il concetto di fisica quantistica per rimodellare le nostre convinzioni subconsce. Attingendo ai ricordi traumatici passati, questo approccio consente alle persone di rivisitare e rivivere quei momenti, ma in modo sicuro e potenziante.
Man mano che le persone visualizzano e interagiscono con i loro sé più giovani in questi ricordi, possono introdurre nuove convinzioni positive ed emozioni di supporto.
Questo processo aiuta a rilasciare l'energia negativa associata alle esperienze passate, sostituendola con sentimenti di amore, accettazione e responsabilizzazione. In definitiva, Matrix Reimprinting può promuovere un profondo cambiamento nella percezione di sé e nella visione del mondo, consentendo agli individui di andare avanti con una mentalità rafforzata e convinzioni più sane su se stessi e sul loro potenziale.
Vi propongo uno script da seguire sia a casa ma sopratutto nella vasca di floating per rendere più efficace questa tecnica.
1. Preparazione all’esercizio
Prima di entrare nell’immagine o memoria da trasformare, è utile fare quanto segue:
Trova un luogo tranquillo dove non sarai interrotto.
Prenditi qualche minuto per regolare il respiro: inspira contando fino a 4, trattieni 1–2 secondi, espira contando fino a 7.
Identifica l’evento (memoria) su cui vuoi lavorare — può essere un ricordo del passato che ha generato emozioni intense, credenze negative o limitanti. Matrix Reimprinting considera che le “impronte” emotive e cognitive di quel ricordo influenzino ancora il presente.
Valuta l’intensità presente dell’emozione legata a quel ricordo su una scala da 0 a 10. Questo aiuta a monitorare i progressi:
Totale calma/neutralità (1) - Disagio moderato (5) - Massima intensità/difficoltà a gestire la situazione (10)
Posiziona una x su come senti quell’emozione.
1 _____ _____ _____ _____ 5 _____ _____ _____ _____ 10
2. Accesso alla scena nel “Matrix”
L’idea è di entrare nella memoria come se fosse una scena in un film, osservandola o interagendo con essa da una parte sicura. Alcuni passi:
Visualizza te stesso (nel presente) che si “avvicina” alla scena del passato. Puoi immaginare te stesso come spettatore oppure come protagonista, secondo quello che ti risulta più comodo.
Identifica la/il “te” più giovane che in quel momento ha vissuto quell’evento. Nota come appare, quali emozioni prova, quali credenze ha acquisito.
Lascia che la scena emerga con tutti i suoi dettagli: ambiente, odori, suoni, colori. Non è necessario rivivere con intensità l’emozione, ma osservarla con una certa distanza (dissociazione) — questo differenzia MR dalla semplice rivisitazione di traumi.
3. Interazione e trasformazione
Questo è il cuore della tecnica: trasformare la memoria, offrendo risorse al “sé” del passato e cambiando l’impronta della credenza negativa.
Dal “te” presente, entra nella scena e fai un dialogo con il te più giovane: chiedigli di cosa ha bisogno, cosa avrebbe voluto sentirsi dire, quale risorsa (coraggio, amore, protezione) gli manca.
Porta nella scena risorse/figure positive: un adulto saggio, un amico fidato, un animale protettivo — ciò che per te rappresenta sostegno.
Modifica la scena: non per negare ciò che è successo, ma per aggiustare l’esperienza dal punto di vista del presente. Es: “Ora so che tutto andrà bene”, “Ti proteggo”, “Non sei solo”. Questo cambiamento può includere un nuovo comportamento, una nuova risposta emotiva, un nuovo risultato.
Mentre si fa questo, si possono usare i “tapping” dei meridiani (come in EFT tecnica di liberazione emozionale) o punti energetici — questo accelera il processo perché aiuta a “resettare” l’impronta energetica della memoria:
1) tocca il lato della tua mano, 2) tocca la sommità della tua testa, 3) tocca l’angolo interno del tuo sopracciglio, 4) tocca l’osso all’angolo esterno del tuo occhio, 5) tocca l’osso sotto il tuo occhio, 6) tocca l’area fra il tuo naso ed il labbro superiore, 7) tocca il centro del tuo mento, 8) tocca 3 centimetri al disotto della clavicola, 9) tocca 15 centimetri al disotto dell’ascella.
4. Reimprimere e integrare
Una volta effettuata l’interazione, bisogna “fissare” il cambiamento nella memoria e portarlo nel presente:
Immagina che la nuova scena, con tutte le risorse e la nuova credenza, venga registrata nel tuo campo energetico e nella tua memoria corporea.
Riprendi in mente la credenza o il sentimento che prima era negativo: valuta nuovamente l’intensità su una scala da 0 a 10 — dovresti osservare una diminuzione.
Prenditi qualche minuto per notare come cambia il tuo corpo, quali sensazioni emergono: più leggerezza, maggior respiro, minore tensione.
Immagina te stesso che porta nel presente quel te più giovane con la nuova risorsa e nuova credenza — rafforza la connessione tra il passato trasformato e il presente.
5. Chiusura e rinforzo
Infine:
Ringrazia il te più giovane e il te presente per il lavoro svolto.
Assicurati di tornare al qui-e-ora, connesso al corpo e all’ambiente: apri occhi, fai un paio di respiri profondi, muovi mani e piedi.
Se vuoi, puoi annotare su un diario cosa è cambiato, cosa hai osservato, eventuali intuizioni o nuove credenze che emergono.
Puoi ripetere l’esercizio su altri ricordi o credenze limitanti — la MR è flessibile e può essere applicata più volte per rafforzare l’integrazione.
Valuta ancora l’intensità presente dell’emozione legata a quel ricordo su una scala da 0 a 10.
Totale calma/neutralità (1) - Disagio moderato (5) - Massima intensità/difficoltà a gestire la situazione (10)
Posiziona una x su come senti quell’emozione.
1 _____ _____ _____ _____ 5 _____ _____ _____ _____ 10
Spero che questo contenuto ti sia stato utile e possa disinnescare le tue credenze limitanti affinchè tu possa esprimere tutto il tuo potenziale.
Ti consiglio di praticare questa tecnica a casa ed allenarti a padroneggiarla per poi utilizzarla nella vasca di Floating e massimizzare i risultati.
Le Frequenze che Riprogrammano il DNA: La Nuova Frontiera del Benessere
Negli ultimi anni, le scoperte scientifiche hanno aperto scenari straordinari nel campo della biologia e del miglioramento della salute. Oggi sappiamo che le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA umano, aprendo la strada a un nuovo paradigma terapeutico e di benessere.
Il DNA umano può essere considerato un vero e proprio Internet biologico, immensamente più avanzato di quello artificiale. Secondo le più recenti ricerche condotte da scienziati russi, il nostro DNA è molto più che un semplice “manuale di istruzioni” per il corpo: è anche un sistema di immagazzinamento e trasmissione di informazioni.
Solo circa il 5% del nostro DNA serve alla sintesi delle proteine, mentre il restante 95%, a lungo definito “DNA spazzatura”, nasconde potenzialità sorprendenti. I ricercatori russi hanno unito genetisti e linguisti per studiare proprio questo 95%, scoprendo che segue le stesse regole delle lingue umane: sintassi, grammatica e semantica.
Questo significa che le lingue umane non sono un caso, ma un riflesso del nostro codice genetico.
Credit to Paolo Petracchi
Negli ultimi anni, le scoperte scientifiche hanno aperto scenari straordinari nel campo della biologia e del miglioramento della salute. Oggi sappiamo che le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA umano, aprendo la strada a un nuovo paradigma terapeutico e di benessere.
Il DNA umano può essere considerato un vero e proprio Internet biologico, immensamente più avanzato di quello artificiale. Secondo le più recenti ricerche condotte da scienziati russi, il nostro DNA è molto più che un semplice “manuale di istruzioni” per il corpo: è anche un sistema di immagazzinamento e trasmissione di informazioni.
Solo circa il 5% del nostro DNA serve alla sintesi delle proteine, mentre il restante 95%, a lungo definito “DNA spazzatura”, nasconde potenzialità sorprendenti. I ricercatori russi hanno unito genetisti e linguisti per studiare proprio questo 95%, scoprendo che segue le stesse regole delle lingue umane: sintassi, grammatica e semantica.
Questo significa che le lingue umane non sono un caso, ma un riflesso del nostro codice genetico.
Gli studi guidati dal biofisico Pjotr Garjajev (ne parlo nel capitolo 26 del mio libro nel che potete trovare qui) hanno dimostrato che i cromosomi vivi funzionano come computer olografici che utilizzano la radiazione laser del DNA endogeno. Modulando specifiche frequenze, gli scienziati sono riusciti a influenzare l’informazione genetica stessa senza intervenire sui geni singolarmente.
Il risultato? È possibile riprogrammare il DNA utilizzando frequenze, parole e linguaggio umano. Il DNA vivente reagisce ai raggi laser e alle onde radio modulati con le frequenze giuste. Questo spiega, in chiave scientifica, perché tecniche come le affermazioni positive, l’autoipnosi e l’educazione autogena possono avere effetti tangibili sul corpo.
Il gruppo di Garjajev ha dimostrato che con questo metodo si possono riparare cromosomi danneggiati, trasmettere modelli di informazione genetica da un DNA all’altro e persino trasformare embrioni di rana in embrioni di salamandra semplicemente trasmettendo le informazioni di frequenza del DNA.
Tutto questo senza manipolazioni invasive, ma solo grazie a vibrazioni e linguaggio modulato.
Le scoperte russe confermano ciò che i maestri spirituali insegnano da millenni: il corpo umano può essere “programmato” attraverso linguaggio, parole e pensiero.
Tuttavia, ottenere questi risultati richiede frequenze esatte, difficili da replicare spontaneamente. Per questo motivo, oggi sono disponibili generatori di frequenze avanzati, come il Floanizer® EVO+, progettati proprio per emettere vibrazioni precise e modulazioni ottimali in grado di stimolare i naturali processi di rigenerazione cellulare, sostenere il benessere fisico e mentale e facilitare l’equilibrio energetico.
Con strumenti come il Floanizer® EVO+, la tecnologia delle frequenze esce dai laboratori e diventa accessibile a chi desidera migliorare la propria salute, recuperare energia vitale e favorire processi di auto-guarigione.
Questa nuova scienza delle frequenze — chiamata anche genetica delle onde — non solo apre la strada a una medicina più dolce, ma spalanca la porta all’ipercomunicazione, ossia la capacità del DNA di ricevere e trasmettere informazioni attraverso “tunnel” spazio-temporali, simili a microscopici ponti Einstein-Rosen.
È un potenziale enorme che fino a poco tempo fa era relegato alla fantascienza, ma che oggi è confermato da dati sperimentali.
La capacità di riprogrammare il DNA con frequenze e linguaggio è una delle scoperte più rivoluzionarie del nostro tempo. Con strumenti come il Floanizer® EVO+, chiunque può avvicinarsi a questo straordinario potere e migliorare profondamente la propria vita.
Il futuro del benessere è già qui: entra nella nuova era della salute vibrazionale.
Dissoluzione dell'ego
La dissoluzione dell’ego è un’esperienza che mi ha sempre attratto, perché tocca qualcosa di profondamente trasformativo: la possibilità di andare oltre quella parte di noi che si identifica con il nome, il ruolo, i pensieri, i giudizi e tutte le sovrastrutture che abbiamo costruito per sentirci “qualcuno” nel mondo. L’ego, per quanto utile nella vita quotidiana, spesso ci imprigiona in una percezione limitata, frammentata e condizionata della realtà. Scioglierlo, anche solo temporaneamente, permette di entrare in uno spazio interiore più ampio,…
Credit to Paolo Petracchi
La dissoluzione dell’ego è un’esperienza che mi ha sempre attratto, perché tocca qualcosa di profondamente trasformativo: la possibilità di andare oltre quella parte di noi che si identifica con il nome, il ruolo, i pensieri, i giudizi e tutte le sovrastrutture che abbiamo costruito per sentirci “qualcuno” nel mondo.
L’ego, per quanto utile nella vita quotidiana, spesso ci imprigiona in una percezione limitata, frammentata e condizionata della realtà. Scioglierlo, anche solo temporaneamente, permette di entrare in uno spazio interiore più ampio, libero, silenzioso e autentico, dove può emergere ciò che molti chiamano deep self — il sé profondo, non costruito, che osserva senza giudizio e si sente parte di tutto.
È proprio questa spinta interiore che mi ha portato, con determinazione, a sviluppare la mia attività: un centro di floating dedicato all’esplorazione degli stati di coscienza non ordinari. Volevo prima di tutto vivere in prima persona queste esperienze, usare la deprivazione sensoriale come strumento per favorire il distacco dall’ego, il rallentamento del pensiero, la dissoluzione dei confini mentali e corporei. Ma ancor più forte era il desiderio di creare uno spazio in cui anche altre persone potessero accedere a questa possibilità: fermarsi, lasciar andare la mente, abbandonare il controllo e riscoprire una parte più profonda, più vera e più essenziale di sé. Il floating non è solo rilassamento: è una soglia, un portale verso una coscienza più ampia.
Per me, oggi, è diventato un vero percorso interiore e condividere questo con gli altri è ciò che dà senso a tutto il mio lavoro.
Risorse Collegate:
COS'È LA MEDITAZIONE E UNA TECNICA PER POTERLA PRATICARE
SUGGESTIONI IPNOTICHE PER IL FLOATING
SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
PROFUMO E IPNO FLOATING SENSORIALE
BREVE PRESENTAZIONE SUL GALLEGGIAMENTO (FLOATING)
STOP SMOKING! SMETTERE DI FUMARE CON L'IPNOSI È FACILE ED EFFICACE
FLOATING CLINICO: GLI STUDI ED I RISULTATI
9 SUGGERIMENTI PER "FLONAUTI" PRINCIPIANTI
5 COSE CHE PUOI MIGLIORARE E SUPERARE CON IL FLOATING
5 PASSI PER SCATENARE LA TUA CREATIVITÀ ALL'INTERNO DELLE VASCHE DI FLOATING
BREVE PRESENTAZIONE SUL MINDFULNESS. EVENTI FLOATING CAFÉ
JOHN LILLY E GLI STATI ALTERATI DI COSCIENZA
SPAZIO LIMINALE: COS'È E IN CHE MODO INFLUISCE SULLA SALUTE MENTALE?
TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE, IMAGERY E FLOATING PER LA PRESTAZIONE OTTIMALE
TI SERVONO PIÙ RISORSE CEREBRALI? ECCO COME OTTENERLE
HO TRASCORSO DUE ORE FLUTTUANDO NUDO IN UNA CAMERA BUIA PER LA MIA SALUTE MENTALE. HA FUNZIONATO?
Epigenetica Nel Floating
Il termine "epi" significa "al di sopra" (del gene).
L’epigenetica è una branca della scienza che studia le modifiche ereditabili nell'espressione genica che non alterano la sequenza del DNA. Questi cambiamenti sono influenzati da fattori ambientali, come dieta, stress, stati emozionali e inquinamento, e regolano come e quando i geni vengono attivati o disattivati. Le modifiche epigenetiche includono la metilazione del DNA e la modificazione degli istoni. Queste variazioni possono influenzare lo sviluppo, la salute e il rischio di contrarre malattie senza tuttavia modificare il codice genetico: il database genetico risulta corretto ma il programma che lo utilizza per costruire proteine non funziona correttamente…
Credit to Dr. Joe Dispenza e Paolo Petracchi
Il termine "epi" significa "al di sopra" (del gene).
L’epigenetica è una branca della scienza che studia le modifiche ereditabili nell'espressione genica che non alterano la sequenza del DNA. Questi cambiamenti sono influenzati da fattori ambientali, come dieta, stress, stati emozionali e inquinamento, e regolano come e quando i geni vengono attivati o disattivati attraverso l’azione di ormoni, nutrienti, tossine e fattori di crescita. Le modifiche epigenetiche includono la metilazione del DNA e la modificazione degli istoni. Queste variazioni possono influenzare lo sviluppo, la salute e il rischio di contrarre malattie senza tuttavia modificare il codice genetico: il database genetico risulta corretto ma il programma che lo utilizza per costruire proteine non funziona correttamente.
Verso la fine degli anni ’90, dopo la scoperta della doppia elica del DNA da parte di Watson e Crick, si pensava che i geni fossero i "progetti" della vita e che tutte le malattie fossero causate da geni difettosi. Chiunque fosse stato in grado di identificare i geni e fra questi, quelli difettosi, avrebbe potuto avere un vantaggio competitivo immenso nell’allora nascente settore della genomica. In quegli anni ci furono società private come la Celera Genomics, che si misero a sequenziale tutto il DNA umano con l’obiettivo di poterne brevettare i geni e poi venderne le licenze d’uso dietro il pagamento di royalties.
Nel periodo in cui venne realizzata, considerando le capacità delle macchine sequenziatrici e quelle computazionali dei computer disponibili che comparavano e riassemblavano fra loro i geni, o quegli spezzoni di DNA che si riteneva potessero essere identificati come dei geni, l’impresa è da considerarsi davvero titanica, soprattutto perché la molecola di DNA è estremamente densa di informazioni e la quantità di dati che può essere immagazzinata in un grammo di DNA è immensa e dipende dalla sua capacità di codificare l’informazione genetica.
Nonostante tutta questa mole di informazioni, di tutto il DNA riuscirono a sequenziarne il 99% e ci arrivarono alla fine del 2000.
Celera Genomics utilizzò un’innovativa tecnica chiamata "shotgun", che prevedeva la scomposizione del DNA in piccoli frammenti, il loro sequenziamento e successivo assemblaggio attraverso potenti algoritmi computazionali. Il loro approccio si discostava dal metodo tradizionale e sistematico utilizzato dal The Human Genome Project, finanziato principalmente con fondi pubblici. Quest’ultimo prevedeva la scomposizione del genoma in lunghe sequenze di DNA, il sequenziamento di ciascuna di esse una alla volta e il successivo assemblaggio in un ordine predeterminato.
Celera Genomics e The Human Genome Project arrivarono agli stessi risultati e li pubblicarono insieme stabilendo una tappa storica nella biologia moderna.
Ma torniamo ai geni. Di tutto quel 99% del DNA sequenziato tuttavia, solo l’1,5% è stato identificato come sequenze che codificano proteine, il restante 98,5%, non trovandovi sequenze identificabili come geni capaci di codificare proteine e non riuscendo a comprenderne la funzione, è stato classificato dagli scienziati come "DNA spazzatura”: un inutile residuo della nostra storia evolutiva. Anche qui, così come ha fatto con il concetto di energia oscura nell’universo, la scienza amministra la propria ignoranza mascherandola.
Non considero plausibile che Madre Natura, nella sua proverbiale parsimonia, sprechi il 98,5% del codice genetico. Eppure, la maggior parte degli scienziati, in un atto di arroganza, ha abbandonato l’idea di investigarne il significato, liquidandolo come inutile perché incomprensibile. Tuttavia, è proprio in quel 98,5% che potrebbe celarsi il segreto della nostra esistenza, tanto dal punto di vista della coscienza quanto da quello biologico.
Nonostante lo sforzo di sequenziamento miliardario, si è poi scoperto che meno del 5%, e probabilmente solo l’1%, delle persone nasce effettivamente con una condizione genetica che predispone a malattie come ad esempio il diabete di tipo 1, la malattia di Tay-Sachs o l'Anemia Falciforme. Il restante 95-99% delle malattie è determinato dallo stile di vita e dalle scelte delle persone che non sono certo ereditarie, ma frutto di decisioni più o meno consapevoli.
A supporto di quanto scritto, consideriamo il celebre aneddoto dei gemelli monozigoti identici perché condividono lo stesso genoma, dei quali uno muore a 51 anni e l'altro vive fino a 85. Se dessimo retta solo alla genetica questo potrebbe avvenire soltanto per cause accidentali. In realtà nonostante abbiano la stessa eredità genetica, i fattori ambientali e gli stili di vita diversi possono portare a stati di salute e longevità molto differenti. Stessa genetica ma ambienti diversi implica risultati diversi.
Di conseguenza, la scienza ha dovuto riconsiderare la propria posizione “genocentrica”, riconoscendo che non sono i geni a causare direttamente le malattie o a predisporle, ma è l’ambiente che, attraverso i suoi segnali, attiva i geni e determina lo sviluppo di una malattia (il terreno di Pasteur).
Oltre all’aspetto causale dobbiamo considerare anche l’aspetto temporale: come si spiega che, tra due persone che lavorano nello stesso ambiente e sono esposte allo stesso agente cancerogeno per 25 anni, una sviluppa il cancro mentre l'altra no? Questo suggerisce forse l’esistenza di un'interazione tra patrimonio genetico e ambiente che decide tali esiti o una sorta di ordine nelle interazioni?
Arriviamo adesso alla domanda delle domande:
Se l'ambiente può influire sui geni, come abbiamo visto, e se l'emozione è il risultato finale di un’espe-rienza vissuta nell'ambiente, è possibile attivare i geni coltivando/abbracciando un'emozione elevata prima che l'ambiente stesso intervenga su di essi?
Dr.Joe Dispenza
Cioè posso aggirare l’influenza dell’ambiente sul-l’espressione genica forzando un’emozione? Magari facendolo utilizzando la meditazione?
Per valutare gli effetti della meditazione e delle pratiche mente-corpo sulle espressioni geniche con l'obiettivo di comprendere come la meditazione pos-sa influenzare l'attività dei geni, in particolare di quelli coinvolti nella regolazione dello stress, nella neurogenesi, nella riparazione cellulare, e nella prevenzione del cancro, è stato condotto uno studio su un gruppo di circa 7.500 persone che hanno partecipato a un evento di meditazione intensiva di quattro giorni. Questo studio ha evidenziato cambiamenti significativi nell’espressione genica dei partecipanti, dimostrando come pratiche di meditazione possano influenzare l'attività dei geni, soprattutto quelli legati all’infiammazione e al recupero dallo stress.
La ricerca ha mostrato che la meditazione non solo riduce l'espressione di geni pro-infiammatori, ma altera anche i meccanismi che regolano l'attività genica, suggerendo che l'ambiente interno, influenzato dalla meditazione, può avere un impatto diretto sulla salute cellulare.
Durante l'evento, queste persone hanno praticato meditazione in diverse situazioni: seduti, camminando, sdraiati, in piedi. Al termine del quarto giorno sono stati prelevati loro dei campioni di sangue nei quali si è osservato l’attivazione di 7 geni comuni:
Due Geni oncosoppressori:
TP53: noto anche come "guardiano del genoma”, questo gene codifica per la proteina p53, che ha un ruolo cruciale nel prevenire la formazione di tumori, inducendo l'apoptosi (morte cellulare programmata) in cellule danneggiate o mutate.
BRCA1/BRCA2: questi geni sono noti per la loro funzione nella riparazione del DNA e nella prevenzione della crescita tumorale, particolarmente nel contesto del cancro al seno e alle ovaie.
Due Geni relativi alla neurogenesi:
BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor): un fattore neurotrofico che supporta la sopravvivenza dei neuroni esistenti e promuove la crescita di nuovi neuroni e sinapsi.
GDNF (Glial cell line-Derived Neurotrophic Factor): un altro fattore di crescita che promuove la sopravvivenza e la differenziazione dei neuroni.
Un Gene che segnala alle cellule staminali di ripa-rare le aree danneggiate:
SOX2: un gene che codifica per un fattore di trascrizione essenziale per il mantenimento della pluripotenza nelle cellule staminali embrionali e il potenziale rigenerativo delle cellule staminali adulte.
Un Gene Nrf2 relativo alla regolazione dello stress ossidativo:
NFE2L2 (Nuclear Factor, Erythroid 2 Like 2):il gene che codifica per Nrf2, un regolatore maestro della risposta antiossidante, che attiva l'espressione di una serie di enzimi antiossidanti in risposta allo stress ossidativo.
Si è accertato anche come questi geni, che insieme contribuiscono a migliorare la salute generale e la resilienza delle cellule, influenzando la capacità del corpo di combattere malattie, rigenerare tessuti e mantenere un equilibrio omeostatico, facciano let-teralmente fiorire il nostro corpo.
Cosa potrebbe accadere se le persone praticassero meditazione per tre mesi?
Durante lo studio, oltre a verificare l’attivazione dei geni, sono stati anche misurati i telomeri ovvero le sequenze ripetitive di DNA situate alle estremità dei cromosomi, che proteggono i geni dall'usura durante la replicazione cellulare e che indicano l'età biologica della cellula. Poiché gli enzimi di replicazione del DNA non possono copiare completamente le estremità dei cromosomi, ogni volta che una cellula si divide, i telomeri si accorciano leggermente. Quando i telomeri diventano troppo corti, la cellula perde la capacità di dividersi ulteriormente, entrando in senescenza o morendo. Questo processo è strettamente legato all’invecchiamento: telomeri più corti sono associati a un maggior rischio di malattie legate all'età e a una ridotta longevità. Tuttavia, l’attività della telomerasi, un enzima che allunga i telo-meri, può rallentare questo processo, influenzando positivamente la longevità e la salute cellulare.
Per verificare l’effetto della meditazione sull'attività della telomerasi, è stato condotto un’altro studio all’interno del Progetto Shamatha, realizzato da ricercatori dell'Università della California, Davis e dell’Università della California, San Francisco. In questo studio, a un campione di 60 persone è stato chiesto di meditare cinque giorni su sette per un periodo di 60 giorni. Al termine di questo periodo, sono stati analizzati i telomeri del cromosomi delle loro cellule, rivelando che il 74% dei partecipanti aveva allungato i propri telomeri. Di questi, il 40% ha mostrato un cambiamento significativo, mentre il 20% ha avuto un cambiamento molto rilevante.
Considerando adesso il fatto che nello studio condotto a Floating Flo nel 2019 su un campione di 530 persone, il 78% di queste era stato rilevato un valore di stress medio alto, ed il risultato del Progetto Samantha in cui il 74% dei partecipanti aveva allungato i propri telomeri con la sola seduta di meditazione/mindfulness, possiamo concludere che questi risultati dimostrano una correlazione significativa tra la gestione dello stress mediante tecniche di meditazione, mindfulness e deprivazione sensoriale e l’attivazione dei geni e dei meccanismi di replicazione cellulare. Tali pratiche sembrano influenzare positivamente i telomeri, contribuendo così a prolungare la durata della vita cellulare e, di conseguenza, a guadagnare potenzialmente un po' di tempo in più nella nostra vita.
Risorse Collegate:
COS'È LA MEDITAZIONE E UNA TECNICA PER POTERLA PRATICARE
SUGGESTIONI IPNOTICHE PER IL FLOATING
SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
PROFUMO E IPNO FLOATING SENSORIALE
BREVE PRESENTAZIONE SUL GALLEGGIAMENTO (FLOATING)
STOP SMOKING! SMETTERE DI FUMARE CON L'IPNOSI È FACILE ED EFFICACE
FLOATING CLINICO: GLI STUDI ED I RISULTATI
9 SUGGERIMENTI PER "FLONAUTI" PRINCIPIANTI
5 COSE CHE PUOI MIGLIORARE E SUPERARE CON IL FLOATING
5 PASSI PER SCATENARE LA TUA CREATIVITÀ ALL'INTERNO DELLE VASCHE DI FLOATING
BREVE PRESENTAZIONE SUL MINDFULNESS. EVENTI FLOATING CAFÉ
JOHN LILLY E GLI STATI ALTERATI DI COSCIENZA
SPAZIO LIMINALE: COS'È E IN CHE MODO INFLUISCE SULLA SALUTE MENTALE?
TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE, IMAGERY E FLOATING PER LA PRESTAZIONE OTTIMALE
TI SERVONO PIÙ RISORSE CEREBRALI? ECCO COME OTTENERLE
HO TRASCORSO DUE ORE FLUTTUANDO NUDO IN UNA CAMERA BUIA PER LA MIA SALUTE MENTALE. HA FUNZIONATO?
Volitare necesse est, vivere non necesse est...
Oggi voglio parlarvi di una pratica che, a prima vista, potrebbe sembrare lontana dai contesti accademici e dalle rigorose analisi psicologiche: il floating. Tuttavia, se osservata attraverso una lente spirituale e filosofica, questa pratica ci offre una straordinaria opportunità per esplorare il nostro rapporto con la realtà e con noi stessi.
Il floating è un’esperienza che ci permette di immergerci in un’esistenza priva dei filtri sensoriali attraverso cui siamo abituati a percepire il mondo. In una vasca di deprivazione sensoriale, galleggiamo sospesi in acqua a temperatura corporea, isolati da stimoli visivi, uditivi e tattili. Questo stato elimina, temporaneamente, il filtro dei sensi attraverso cui percepiamo la realtà quotidiana, e su cui abbiano costruito i nostri modelli comportamentali, le credenze, gli archetipi, ma soprattutto ci connette a qualcosa di più grande: una dimensione più profonda e universale.
Per comprendere il significato di questa esperienza, mi piacerebbe partire da una frase che lo storico e fiolosofo greco Plutarco attribuisce a Gneo Pompeo Magno uno dei più grandi generali e politici della tarda Repubblica Romana, vissuto nel primo secolo AC…
Credit to Paolo Petracchi
Da una lezione agli studenti di Psicologia.
“Oggi voglio parlarvi di una pratica che, a prima vista, potrebbe sembrare lontana dai contesti accademici e dalle rigorose analisi psicologiche: il floating. Tuttavia, se osservata attraverso una lente spirituale e filosofica, questa pratica ci offre una straordinaria opportunità per esplorare il nostro rapporto con la realtà e con noi stessi.
Il floating è un’esperienza che ci permette di immergerci in un’esistenza priva dei filtri sensoriali attraverso cui siamo abituati a percepire il mondo. In una vasca di deprivazione sensoriale, galleggiamo sospesi in acqua a temperatura corporea, privati degli stimoli visivi, uditivi e tattili. Questo stato elimina, temporaneamente, il filtro dei sensi attraverso cui percepiamo la realtà quotidiana, su cui abbiano costruito i nostri modelli comportamentali, le credenze, gli archetipi, e ci connette a qualcosa di più grande: una dimensione più profonda e universale.
Per comprendere il significato di questa esperienza, mi piacerebbe partire da una frase che lo storico e filosofo greco Plutarco attribuisce a Gneo Pompeo Magno uno dei più grandi generali e politici della tarda Repubblica Romana, vissuto nel primo secolo AC.
Plutarco riporta che al termine di una difficile ma vittoriosa campagna militare contro i pirati, le truppe di Pompeo esitavano ad imbarcarsi alla volta di Roma a causa del mare in tempesta. Il rischio era evidente, la paura comprensibile. Ma Pompeo, con una frase diventata leggendaria, ordinando di levare l’ancora, li esortò dicendo:
"Navigare necesse est, vivere non necesse est."
Parafrasando e adattando questa celebre frase, potremmo dire oggi:
"Volitare necesse est, vivere non necesse est.”
Con le sue parole, Pompeo non si limitava a spronare i suoi soldati a imbarcarsi: li stava spingendo a guardare oltre la paura del momento, a comprendere che ciò che conta non è tanto la sopravvivenza, quanto lo scopo, la missione che dà significato alla loro vita.
Allo stesso modo, il floating ci invita a riconsiderare ciò che percepiamo come reale e importante. Nella nostra vita quotidiana, siamo immersi in un abituale ma incessante flusso di stimoli, impegni e distrazioni. Questo vortice spesso ci allontana da una verità più essenziale: non siamo qui solo per vivere, ma per comprendere il perché della nostra esistenza e darle, capirne lo scopo.
Anche Rudolf Steiner lo diceva, “lo scopo della vita è dare uno scopo alla vita.”
Quando galleggiamo, isolati dai sensi, ci troviamo in un luogo in cui il tempo sembra dissolversi e la mente si libera delle sue solite occupazioni. In questo stato, emerge una nuova prospettiva: una realtà che non è mediata dai nostri sensi, ma percepita direttamente attraverso la coscienza. E’ come se le percezioni dovute alla nostra fisicità comprimessero e tenessero intrappolata la nostra coscienza che altrimenti tenderebbe ad espandersi. Questa esperienza ci rivela quanto spesso la nostra visione della vita sia limitata da vincoli fisiologici terreni. E, paradossalmente, è proprio in questa disconnessione dai sensi che ci riavviciniamo a ciò che è davvero significativo.
La pratica del floating, dunque, non è solo un’esperienza di rilassamento o un’opportunità per sfuggire allo stress. È un modo per ricordarci che la vita, per quanto preziosa, non è fine a sé stessa. Ci aiuta a riconoscere che il nostro scopo – quella missione che spesso rimane nascosta dietro i bisogni e le preoccupazioni quotidiane – è ciò che conferisce alla nostra esistenza il suo vero valore.
Così, come Pompeo incoraggiava i suoi uomini a imbarcarsi nonostante la tempesta, il floating ci invita a volitare – a galleggiare in una dimensione diversa, a lasciare andare ciò che è superfluo per ritrovare ciò che è essenziale. E proprio come la frase di Pompeo ci insegna il coraggio di affrontare il mare in tempesta, questa pratica ci insegna il coraggio di confrontarci con il mistero del nostro io più profondo.
Anche Gesù nei vangeli di Marco, Matteo e Luca ci dice di lasciare tutto e seguirlo: lasciare andare tutto, spogliarsi dalla abituale comodità dei beni materiali come se questi fossero ancore che ci trattengono dall’affrontare l’ignoto, il mistero, il nostro scopo. E ce lo dice anche Deepack Chopra: “the real trick of life is not to be on the known but to be in the mistery”. Non è necessario conoscere tutto ed averne il controllo per poter affrontare il nostro destino, perché è comunque solo nell’affrontarlo che manifestiamo il nostro scopo.
Il floating non è solo un viaggio verso la calma, ma un viaggio verso la consapevolezza. Non importa quanto le onde della vita siano turbolente: se riusciamo a sospenderci in questa esperienza e a liberarci dei filtri della quotidianità, possiamo intravedere il vero scopo che ci guida e comprendere tutta la futilità delle paure che ci trattengono ancorati alla nostra fisicità.”
Un luogo di incanto dove liberarsi, conoscersi e riscoprirsi
Al FloatingFlo a Firenze le persone rinascono!
Ho avuto la fortuna di esserne stato ospite e questo è ciò che ho sperimentato:
entrando sei accolto da Silvia, una vera oste di casa, e da Paolo che ti introduce con le sue conoscenze a questo tuo nuovo viaggio.
Si percepisce ovunque una brezza gentile, le note calde e delicate degli aromi inebriano i sensi, in sottofondo riecheggiano dolci melodie che trasmettono serenità.
L’esperienza centrale consiste nel distendersi in una vasca speciale contenente una soluzione acquosa, chiamata Floating Pod, la cui componente salina permette di galleggiare senza il minimo
movimento e quindi di rilassare completamente i muscoli. Questo porta il corpo a un profondo stato di rilassamento, chiamato Theta, in cui la carne e la mente diventano due entità separate e riacquisiscono tutta l’energia consumata in precedenza.
Non avevo mai vissuto una vera deprivazione sensoriale ed ora ne capisco appieno l’importanza, lasciate che vi spieghi il perché…
Credit to: Federico Fabbri
Al Floating Flo di Firenze le persone rinascono!
Ho avuto la fortuna di esserne stato ospite e questo è ciò che ho sperimentato:
entrando sei accolto da Silvia, una vera oste di casa, e da Paolo che ti introduce con le sue conoscenze a questo tuo nuovo viaggio.
Si percepisce ovunque una brezza gentile, le note calde e delicate degli aromi inebriano i sensi, in sottofondo riecheggiano dolci melodie che trasmettono serenità.
L’esperienza centrale consiste nel distendersi in una vasca speciale contenente una soluzione acquosa, chiamata Floating Pod, la cui componente salina permette di galleggiare senza il minimo
movimento e quindi di rilassare completamente i muscoli. Questo porta il corpo a un profondo stato di rilassamento, chiamato Theta, in cui la carne e la mente diventano due entità separate e riacquisiscono tutta l’energia consumata in precedenza.
Non avevo mai vissuto una vera deprivazione sensoriale ed ora ne capisco appieno l’importanza, lasciate che vi spieghi il perché.
DOVE NON C’È FONDO
Disteso in una bolla di piacere, è così che inizia il viaggio...
In ogni momento della nostra vita siamo sottoposti a milioni di stimoli che entrano nella nostra mente senza chiedere, sfondano la porta senza bussare e ci prosciugano dell’energia di cui disponiamo, rendendoci saturi e incapaci di scegliere liberamente.
Questo ci allontana dalle nostre volontà, distoglie l’attenzione da ciò che realmente conta.
Nel mondo in cui viviamo riprendere contatto con noi stessi non è più una scelta, è una necessità.
Il trattamento della FLOATING EXPERIENCE ti permette di allontanare la realtà fittizia, rispecchiarti nudo nell’acqua e riconciliarti con i tuoi più profondi desideri.
Una volta immerso nella soluzione salina, l’unica cosa da fare è svuotare la mente ed abbandonare il rumore dei pensieri che abitano la tua testa, così facendo puoi tornare in contatto con la parte di te stesso che non sai più vedere.
Lentamente sprofonderai in uno stato di quiete, in cui tutto è immobile, perderai la consapevolezza del luogo in cui ti trovi e ti dimenticherai di quello che fino ad allora conoscevi come “tempo”. Continuerai ad esplorare le profondità della tua anima rimanendo perfettamente a galla e quando tornerai cosciente….
LA PACE DEI SENSI
dove tutto è immobile...
Il risveglio è paradisiaco.
Nonostante sarà passata un’ora ti sembrerà di aver appena chiuso gli occhi e la prima differenza che noterai sarà nel tuo corpo. Dimenticati dei dolori muscolari ed immagina di risvegliarti con un radicato sentimento di leggerezza: avrai riacquisito tutta la mobilità persa nel tempo e lasciato andare via tutto lo stress.
La tua pelle, grazie ai sali naturali presenti nella Floating Pod, sarà libera dalle impurità e pronta a respirare come mai prima d’allora.
Lo stato di rilassamento raggiunge il suo apice nell’area relax, alla quale ti recherai una volta uscito dalla vasca e dove troverai una tisana calda e profumata pronta ad aspettarti. Questo ambiente dispone di comodi divanetti sui quali stendersi e lasciarsi cullare dall’intimo stato di pace che starai ancora vivendo.
In poche ore, la tua stanchezza mentale sarà sparita e ti sentirai pieno di una nuova energia della quale potrai immediatamente godere a tuo piacimento.
C’è chi dopo questa esperienza si mette a lavorare perché si sente più produttivo, chi medita e anche chi, come me, decide di godersela dormendo.
PER CHI NON SI FIDA
La floating experience fa bene.
Lo dicono diversi studi scientifici condotti negli anni, come quelli riportati da PubMed, un portale che attinge ad archivi bibliografici e banche dati di contenuti medici e scientifici. È stato provato che la deprivazione sensoriale riduce stress e ansia. Ma non solo, è efficace anche per patologie come depressione, dipendenze ed emicrania da stress. Vi lascio un grafico per darvi un’idea più precisa.
E se siete ancora scettici risolvete i vostri dubbi dando un’occhiata a PubMed.
Impatto del Floatation-REST sullo stato di ansia. (A) L'esperienza del galleggiamento ha apportato una riduzione dello stato d’ansia di evidente in tutti i 50 partecipanti, portando a un cambiamento significativo da prima a dopo il galleggiamento nella Spielberger State Anxiety Inventory (STAI) a livello di gruppo [t(49) = -15.16, p < .0001, d = 2.15]. (B) Nonostante una grande differenza iniziale, l'ansia media post-galleggiamento del gruppo ansioso aveva raggiunto livelli leggermente inferiori rispetto all'ansia pre-galleggiamento riportata dal campione di riferimento non ansioso. Le barre di errore rappresentano l'errore standard della media (SEM).
UN DOLCE FINALE
Insomma, la floating experience non è semplicemente un bagno rilassante ma un vero e proprio investimento sulla tua salute fisica e soprattutto mentale. Le parole spesso non sono sufficienti per descrivere le sensazioni e questo è uno di quei casi. Quindi se vuoi vivere un momento paradisiaco e rigenerante, se vuoi almeno per un giorno rinascere, rivolgiti al Floating Flo a Firenze e concediti l’esperienza esclusiva che meriti.
Visualizzazione e la legge dell'attrazione
L'intensità delle emozioni derivanti da ciò che visualizziamo allinea le risorse dell'universo affinché noi possiamo realmente manifestare quello che abbiamo visualizzato. Più intense sono queste emozioni (positive o negative) più le nostre frequenze si alzeranno o si abbasseranno attirando di conseguenza verso di noi avvenimenti positivi o negativi.
Frasi come guarda che fortuna ha quello gli vanno tutte bene oppure guarda com'è sfortunato quell'altro a cui vanno tutte male. Sono esattamente il risultato della manifestazione di emozioni positive o negative.
Quando ti alzi al mattina per prima cosa, e quando ti corichi la sera come ultima cosa, quando cioè le tue onde cerebrali stanno transitando dall'intervallo "theta" visualizza e vivi le sensazioni/emozioni derivanti dall'aver ottenuto quello che vuoi. Attenzione: Non speranza di ottenerlo ma manifestazione dell'averlo già ottenuto. Sei già li, lo hai già ottenuto, sei grato, soddisfatto, appagato per “quello che hai ottenuto che è già in tuo possesso”.
Credit to: Paolo Petracchi
L'intensità delle emozioni derivanti da ciò che visualizziamo allinea le risorse nostre e dell'universo affinché noi possiamo realmente manifestare quello che abbiamo visualizzato. Più intense sono queste emozioni (positive o negative) più le nostre frequenze si alzeranno o si abbasseranno attirando di conseguenza verso di noi avvenimenti positivi o negativi.
Frasi come guarda che fortuna ha quello gli vanno tutte bene oppure guarda com'è sfortunato quell'altro a cui vanno tutte male. Sono esattamente il risultato della manifestazione di emozioni positive o negative.
Quando ti alzi al mattina per prima cosa, e quando ti corichi la sera come ultima cosa, quando cioè le tue onde cerebrali stanno transitando dall'intervallo “theta", visualizza e vivi le sensazioni/emozioni derivanti dall'aver ottenuto quello che vuoi. Attenzione: Non speranza di ottenerlo ma manifestazione dell'averlo già ottenuto. Sei già li, lo hai già ottenuto, sei grato, soddisfatto, appagato per “quello che hai ottenuto che è già in tuo possesso” ne sei emozionato.
il nostro cervello non riesce a distinguere fra sensazioni, emozioni derivanti da un fatto reale o da un fatto visualizzato. Per cui allinea comunque le risorse dell'individuo fisiche ed epigenetiche verso quello che si è visualizzato: più intense sono le sensazioni/emozioni più efficace sarà l'allineamento e maggiore la possibilità di avverare ciò che si è visualizzato.
Cosa c'entra il Floating? C'entra perché l'intervallo di onde cerebrali più efficace per visualizzare è proprio quello theta in cui i due nostri emisferi cerebrali sono allineati e funzionano sincronicamente. In questo stato le nostre emozioni non sono inquinate da pensieri, sensazioni o altre distrazioni provenienti dall’esterno ma sono unicamente disponibili per manifestare il nostro appagamento, gioia, soddisfazione, amore derivante dall'aver ottenuto quello che abbiamo visualizzato. E indovinate un po' su quale frequenze funziona il vostro cervello durante una sessione di Floating? Proprio 4-8 Hz: quelle proprie dello stato Theta.
Mentre pratichiamo Floating nelle vasche di deprivazione sensoriale in mancanza di distrazioni si genera questo allineamento perfetto fra mente, corpo ed universo.
Se vogliamo per rendere più chiaro il concetto possiamo comparare le l'intensità delle emozioni al potenziale del campo gravitazionale esercitato da un corpo nello spazio: maggiore l'intensità maggiore l'attrazione. E volendo come per il campo gravitazionale potremmo anche provare a definire un “gradiente” dell'intensità emozionale (▽Emozioni) che ci da in ogni punto la pendenza della curva che percorre quello che attraiamo verso di noi... e magari provare a vedere se c’entra qualcosa con "energia oscura" (oscura in questo caso sta a significare non definibile non spiegabile ancora) responsabile dell’espansione dell'universo che non è spiegabile come la risultante dell’effetto dell’energia e della massa visibili, ma questa è un'altra storia...
Intanto, visualizza e buon Floating.
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Si fa spesso una gran confusione quando si cerca di descrivere la "Meditazione" sopratutto perché si descrivere il modo con cui si medita ed il nostro stato di avanzamento in questa pratica, piuttosto che identificarne lo scopo, fuorviati anche dal fatto che nella lingua italiana, questa pratica viene identificata con la parola "meditare", vocabolo questo legato al giudizio, che è proprio quello che dobbiamo evitare di attivare mentre meditiamo.
Probabilmente la miglior definizione di Meditazione è quella di porsi in uno stato di quiescenza, in cui la nostra mente si isola dalle stimolazioni esterne ed osserva se stessa in modo distaccato, non giudicante, lasciando correre i pensieri come se questi fossero i tratti di un panorama che si vede scorrere guardando dritti attraverso il finestrino di un treno, pur tuttavia senza inseguirli…
Si fa spesso una gran confusione quando si cerca di descrivere la "Meditazione" sopratutto perché si descrivere il modo con cui si medita ed il nostro stato di avanzamento in questa pratica, piuttosto che identificarne lo scopo, fuorviati anche dal fatto che nella lingua italiana, questa pratica viene identificata con la parola "meditare", vocabolo questo legato al giudizio, che è proprio quello che dobbiamo evitare di attivare mentre meditiamo.
Probabilmente la miglior definizione di Meditazione è quella di porsi in uno stato di quiescenza, in cui la nostra mente si isola dalle stimolazioni esterne ed osserva se stessa in modo distaccato, non giudicante, lasciando correre i pensieri come se questi fossero i tratti di un panorama che si vede scorrere guardando dritti attraverso il finestrino di un treno, pur tuttavia senza inseguirli.
Per intraprendere un processo meditativo dovremmo concentrare la nostra attenzione su un'attività neutra per noi come la respirazione, portarci nel percepire il nostro corpo nel momento presente "il qui e ora" e gradualmente iniziare a far scorrere le sensazioni ed i pensieri lasciandoli andare concentrandoci sul respiro.
Di seguito una tecnica interessante di induzione fatta di 2 parti che vi consiglio di eseguire ponendovi in un ambiente silenzioso con luci soffuse o al buio tenendo gli occhi socchiusi.
Eseguite lentamente tre respiri profondi col diaframma (pancia) ripetendo quando esalate l'aria tre volte il numero del respiro che state eseguendo (1, 1, 1, 2, 2, 2, 3, 3, 3). Questo processo porterà iil vostro ervello a funzionare su onde Alpha.
Poi per scendere in Theta, fate ancora 10 respiri contando a ritroso da 10 a 1 mentre esalate e quando arrivate al 9 ripetete mentalmente mentre esalate "sto andando in profondità", al 6 ripetete mentalmente mentre esalate "sto andando sempre più in profondità", al 3 dire mentalmente mentre esalate "sto andando ancora più in profondità".
Dopo che sarete arrivati ad esalare all' "1" continuate a respirare rilassati ed osservate senza giudicare i vostri pensieri in completo relax e concentrati nel momento presente.
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Come creare lo spazio necessario alla guarigione e alla tua crescita
La nostra mente è uno strumento potentissimo ma solitamente utilizzato solo parzialmente per le potenzialità che può esprimere.
L’espressione di queste potenzialità tuttavia passa per una particolare modalità di attivazione che qui a Floating Flo conosciamo molto bene.
In pratica dobbiamo passivare la mente conscia che occupa costantemente le capacità del nostro cervello e risvegliare la mente inconscia una modalità che avviene spontaneamente mentre pratici Floating ma che puoi esercitarti a fare anche a casa con "l’esercizio della presenza del non fare” che ti lascerò indicato più avanti.
L’attivazione della mente inconscia è la condizione necessaria non solo per riaccendere il potenziale di benessere e guarigione che è in ognuno di noi, ma anche per sviluppare un programma di potenziamento delle tue capacità che è virtualmente illimitato…
Credits to: Dr. Matthew Starwood
La nostra mente è uno strumento potentissimo ma solitamente utilizzato solo parzialmente per le potenzialità che può esprimere.
L’espressione di queste potenzialità tuttavia passa per una particolare modalità di attivazione che qui a Floating Flo conosciamo molto bene.
In pratica dobbiamo passivare la mente conscia che occupa costantemente le capacità del nostro cervello e risvegliare la mente inconscia una modalità che avviene spontaneamente mentre pratichi Floating ma che puoi esercitarti a fare anche a casa con "l’esercizio della presenza del non fare” che ti lascerò indicato più avanti.
L’attivazione della mente inconscia è la condizione necessaria non solo per riaccendere il potenziale di benessere e guarigione che è in ognuno di noi, ma anche per sviluppare un programma di potenziamento delle tue capacità che è virtualmente illimitato.
La mente conscia controlla il fare, ovvero tutto quello che generiamo con i nostri gesti e le nostre abitudini, mentre quella inconscia controlla i nostri processi più intimi e fondamentali, dei quali non siamo coscienti ma che sono legati alla guarigione, al nostro benessere olistico e alla crescita delle nostre facoltà.
Un’altra caratteristica che ci viene in aiuto è l’automatismo dell’attivazione della mente inconscia che si innesca sempre e comunque quando la mente conscia viene passivata. Quindi non ti devi preoccupare di attivarla in modo conscio perchè questo avviene comunque proprio quando la tua mente conscia è passivata.
Per passivare la mente conscia dobbiamo imparare a diventare insensibili, impermeabili, alle stimolazioni del mondo esterno e trattare i pensieri che queste generano osservandoli senza analizzarli e giudicarli: semplicemente "accettandone la presenza senza fare nulla”. Ci viene in aiuto un esercizio molto semplice ma potentissimo che spero ti aiuti e ti predisponga ad attivare la tua mente inconscia affinché essa si prenda cura di te in modo conscio e consapevole perché lei sa cosa è meglio per te più di quanto tu possa immaginare.
Step per l'esercizio di presenza del non fare
Rilassamento e respirazione
Trova una posizione comoda e rilassati.
Respira profondamente, concentrandoti sul ritmo naturale del tuo respiro.
Accettazione e consapevolezza
Accetta qualsiasi pensiero o emozione emerga senza giudicarlo.
Osserva semplicemente, senza cercare di cambiarlo.
Rimanere presenti
Focalizzati sul momento presente.
Se la mente inizia a vagare, riportala gentilmente al respiro o alla sensazione del corpo nel presente.
Impassibilità
Esercita la capacità di rimanere impassibile davanti a qualsiasi stimolo.
Immagina di essere una sfinge: osservi tutto ma non reagisci.
Sensibilità senza reazione
Sviluppa la sensibilità nel percepire il mondo intorno a te senza essere trascinato via dalle emozioni.
Rimani consapevole e presente, lasciando che tutto scorra attraverso di te senza trattenerti.
Comunicare verità
Sperimenta il comunicare la tua verità interiore anche quando sei in un ruolo.
Mantieni l'autenticità e la trasparenza nel tuo modo di essere.
Questo metodo ti aiuterà a scoprire che la guarigione non è qualcosa da forzare, ma da permettere. La presenza del non fare ci insegna a lasciar fluire le cose e l’energia a esse associata che in questo caso è energia di pensiero, a fidarci della nostra mente inconscia e delle sue capacità innate di guarigione.
Il concetto di flusso energetico ci richiama gli insegnamenti della medicina cinese nella quale il Qi fluisce nei meridiani, in quella indiana dove il Prana fluisce nelle nadi e si addensa nei Chackra e giapponese dove ancora il Ki fluisce nei meridiani, nelle quali l’energia vitale deve fluire in modo costante ed equilibrato. Quando un pensiero invece che scorrere e passare viene fermato, l’energia necessaria al suo processamento viene drenata ed assorbita dalle facoltà. A seconda di quanto questo pensiero è persistente l’energia ad esso associata può raggiungere livelli non sostenibili e generare problemi. Mantenere un corretto ed equilibrato flusso dell’energia di pensiero è fondamentale per mantenere o migliorare il nostro stato di salute.
Con pratica e costanza, possiamo diventare sfingi sensibili lasciando fluire l’energia dei nostri pensieri: presenti, consapevoli e in pace con noi stessi e con il mondo che ci circonda.
Una volta che avrai imparato a creare lo spazio necessario alla guarigione e/o alla tua crescita dovrai installare il programma giusto per te affinché questo possa avvenire in modo automatico e impeccabile.
Noi siamo a tua disposizione per poterlo sviluppare attraverso la creazione di suggestioni ipnotiche potenzianti.
Se sei interessato a capire a come lo facciamo puoi prendere un appuntamento con noi di Floating Flo utilizzando i nostri recapiti.
Oppure clicca su: IPNO FLOATING
A presto e keep floating.
Matthew
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SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
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Respira che ti passa: la tecnica della lunga vita
Nobuo Shioya: un pioniere della Medicina Integrativa nacque in Giappone nel 1902 e visse fino al 2008, raggiungendo l'età di 106 anni. Durante la sua infanzia, la sua salute fragile lo spinse a cercare soluzioni per migliorare il proprio benessere. Questa ricerca lo portò a intraprendere la carriera medica, desideroso di aiutare se stesso e gli altri. Dopo aver conseguito il dottorato, Shioya combinò le metodologie della medicina occidentale con le tradizioni orientali.
Il Potere della Visualizzazione nella Guarigione
Nel corso della sua pratica medica, Shioya scoprì che la visualizzazione poteva accelerare la guarigione dei pazienti. Da questa intuizione, sviluppò un metodo curativo unico, basato sulla visualizzazione e su una tecnica respiratoria particolare. Questo "metodo della forza creativa dei pensieri e della respirazione corretta" gli permise di vivere una vita lunga e in salute, affermando di sentirsi ringiovanire dopo i sessant'anni. A dimostrazione della sua vitalità, a cento anni vinse un torneo di golf.
Credit to: Matteo Petracchi
Nobuo Shioya: un pioniere della Medicina Integrativa nacque in Giappone nel 1902 e visse fino al 2008, raggiungendo l'età di 106 anni. Durante la sua infanzia, la sua salute fragile lo spinse a cercare soluzioni per migliorare il proprio benessere. Questa ricerca lo portò a intraprendere la carriera medica, desideroso di aiutare se stesso e gli altri. Dopo aver conseguito il dottorato, Shioya combinò le metodologie della medicina occidentale con le tradizioni orientali.
Il Potere della Visualizzazione nella Guarigione
Nel corso della sua pratica medica, Shioya scoprì che la visualizzazione poteva accelerare la guarigione dei pazienti. Da questa intuizione, sviluppò un metodo curativo unico, basato sulla visualizzazione e su una tecnica respiratoria particolare. Questo "metodo della forza creativa dei pensieri e della respirazione corretta" gli permise di vivere una vita lunga e in salute, affermando di sentirsi ringiovanire dopo i sessant'anni. A dimostrazione della sua vitalità, a cento anni vinse un torneo di golf.
Dottor Nobuto Shioya
I Tre Atteggiamenti Mentali per una Vita Lunga e Felice
Oltre alla tecnica di respirazione, il dottor Shioya individuò tre atteggiamenti mentali fondamentali per condurre una vita sana e felice. Questi principi, facilmente applicabili alla vita quotidiana, possono portare a cambiamenti significativi.
1. Pensiero Positivo: Pensare positivamente è cruciale per una lunga vita. I pensieri positivi migliorano la salute fisica rafforzando il sistema immunitario. Questo atteggiamento permette di vedere le opportunità in ogni situazione, senza ignorare le difficoltà, ma considerandole insieme alle possibilità.
2. Costante Gratitudine : La gratitudine è un sentimento fondamentale. Essere consapevoli delle cose per cui siamo grati invia vibrazioni positive che attraggono situazioni simili. Anche nei momenti difficili, trovare piccole cose per cui essere grati può trasformare la nostra percezione della vita.
3. Evitare le Lamentele e la Ruminazione: Lamentarsi continuamente e ruminare sui problemi genera vibrazioni negative che attraggono situazioni difficili. Adottare un atteggiamento di gratitudine invece di brontolare aiuta a creare un ciclo di positività che migliora la nostra vita.
La Tecnica di Lunga Vita: Esercizio di Respirazione:
1. Posizione Seduta: Sedersi con la schiena dritta.
2. Mudra della Campana: Formare un pugno allentato con la mano sinistra e avvolgerlo con la mano destra, sovrapponendo i pollici.
3. Cicli di Respirazione:
- Inspirare dal naso, portando l'energia universale all'addome (Hara).
- Trattenere il respiro per non più di 10 secondi contraendo la zona dell'ano e immaginare l'aria che raggiunge l'ombelico e da li si diffonde in tutto il corpo come una luce viola, visualizzando il problema/malattia risolto e una salute perfetta.
- Espirare dal naso, rilassando l'addome e immaginando di espellere con l’aria che esce tutte le scorie fisiche, emotive ed energetiche.
- Fare un breve respiro normale.
- Ripetere questo ciclo per 25 volte.
4. Respirazione Libera: Effettuare 10 respiri liberi a ritmo naturale.
5. Visione Interiore: mentre si esegue questa respirazione libera Immaginare se stessi guariti e felici con gli occhi dell’anima.
6. Grande Conferma: Durante i 10 respiri liberi, pensare e recitare mentalmente: "Io sono uno con l’universo... il mio problema svanisce... l’energia inesauribile dell’universo si addensa e il mondo è fatto di grande pace... “ -Rudi Carone-
Questa tecnica di lunga vita è in sintonia con i principi esposti, promuovendo un equilibrio tra mente e corpo per una vita sana e longeva.
Ognuno di noi ha la capacità di guarirsi immediatamente. L’uomo deve ogni giorno riempire tutti i 63 trilioni di cellule di gioia, di salute, di bellezza e di Amore. Qualsiasi male che viene a noi è stato generato dalla nostra percezione sbagliata del mondo, dai nostri pensieri e azioni negative (limitati n.d.r.). Pertanto le persone che ci hanno fatto del male sono i nostri insegnanti, le loro azioni sono la riflessione del nostro mondo interno. Loro sono quelli che ci fanno vedere i nostri problemi e ci fanno ripensare a tutto quanto. Il male non può essere vinto con il male.”
Grigori Grabovoi
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COS’È IL FLOATING ANCHE CONOSCIUTO COME SENSORY DEPRIVATION
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In che modo la Floating Therapy può aiutare la tua salute mentale
La terapia di Floating, che prevede di galleggiare in una vasca di acqua calda e satura di sale di Epsom in assoluto buio e silenzio, è una forma di rilassamento popolare tuttavia negli ultimi anni un crescente numero di ricerche suggerisce che praticare floating riduce i sintomi di un'ampia varietà di condizioni di equilibrio psicofisico.
La maggior parte delle sessioni in vasca di floating dura circa un'ora. Durante un'esperienza tipica, una persona si spoglia in una stanza privata ed entra nella capsula, che può assomigliare a una vasca idromassaggio di grandi dimensioni. La capsula è riempita con acqua poco profonda, a temperatura corporea, satura di sali di Epsom per sostenere il corpo. Puoi lasciare la capsula aperta o chiudere il coperchio per coccolarti in un ambiente privo di luce e suoni.
Gli esperti affermano che la terapia del floating funzioni su più livelli, intensificando le percezioni sensoriali, favorendo il rilassamento e calmando il corpo e la mente…
Credits to: Rachel Zimmerman
La terapia di Floating, che prevede di galleggiare in una vasca di acqua calda e satura di sale di Epsom in assoluto buio e silenzio, è una forma di rilassamento popolare tuttavia negli ultimi anni un crescente numero di ricerche suggerisce che praticare floating riduce i sintomi di un'ampia varietà di condizioni di equilibrio psicofisico.
La maggior parte delle sessioni in vasca di floating dura circa un'ora. Durante un'esperienza tipica, una persona si spoglia in una stanza privata ed entra nella capsula, che può assomigliare a una vasca idromassaggio di grandi dimensioni. La capsula è riempita con acqua poco profonda, a temperatura corporea, satura di sali di Epsom per sostenere il corpo. Puoi lasciare la capsula aperta o chiudere il coperchio per coccolarti in un ambiente privo di luce e suoni.
Gli esperti affermano che la terapia del floating funzioni su più livelli, intensificando le percezioni sensoriali, favorendo il rilassamento e calmando il corpo e la mente.
"Calma la mente, affina il senso del corpo e ci aiuta a vivere il momento, tutto ciò può interrompere il ciclo di pensieri negativi", ha affermato Sahib Khalsa, ricercatore principale e direttore clinico presso il Laureate Institute for Brain Research di Tulsa. , un centro di ricerca sulla terapia del floating.
Abby Michel, 27 anni, era in terapia per l'ansia da quando si era diplomata al liceo. Quando si è trasferita a Boston nel 2019, è stata assunta come receptionist presso l'Indoor Oasis, un centro benessere con vasche di Floating a Newton, Massachusetts. Michel ha detto che ha iniziato a fare floating regolarmente, ed è diventato "uno strumento importante nella cassetta degli attrezzi" per gestire la sua ansia.
"È diventato come un rituale", ha detto. "Ti rilassi e inizi a vedere la vita in modo diverso, da una prospettiva più distante."
La scienza dietro la terapia di Floating
La ricerca sui benefici per la salute mentale della terapia di floating è mista e limitata. Alcuni studi hanno dimostrato che la terapia con il floating può ridurre i sintomi di una varietà di condizioni, tra cui il disturbo d’ansia generalizzato , nonché la depressione e l’ansia . La terapia sembra anche abbassare la pressione sanguigna e diminuire il dolore dopo l'esercizio ad alta intensità . La ricerca preliminare suggerisce che potrebbe ridurre al minimo il desiderio nelle malattie legate alla dipendenza.
Una revisione del 2021 della ricerca sulla terapia del floating per condizioni di salute mentale ha trovato “prove limitate” da due studi randomizzati e controllati che il floating può ridurre l’ansia e i sintomi associati all’ansia, tra cui tensione muscolare, difficoltà del sonno e depressione.
Marc Wittmann, ricercatore sul cervello e sulla percezione del tempo con sede a Freiberg, in Germania, paragona l'esperienza del floating alla meditazione. "Durante la meditazione, senti di perdere i confini del tuo corpo e di essere più tutt'uno con l'ambiente", ha detto Wittmann, che utilizza vasche di Floating per alcune delle sue ricerche.
Dice che questo senso di dissoluzione del proprio corpo è correlato a una minore ansia, secondo la sua ricerca che non è stata ancora pubblicata.
Una spiegazione dei potenziali benefici del floating per la salute mentale è che può migliorare un processo biologico noto come “interocezione”. L’interocezione è definita come il processo attraverso il quale il sistema nervoso “percepisce, interpreta e integra” i segnali provenienti dal corpo – essenzialmente il modo in cui il cervello comprende il corpo. La disfunzione dell’interocezione può svolgere un ruolo nell’ansia e nei disturbi alimentari, tra le altre condizioni di salute mentale.
Un problema nella valutazione di terapie specifiche, come il floating, è quello di individuare i vari meccanismi in gioco, ha affermato Wen Chen, capo del ramo del National Institutes of Health per la ricerca di base e meccanicistica nella salute complementare e integrativa. "C'è qualcosa di speciale nel floating, oppure no?" lei disse. "Forse ti trovi semplicemente in un ambiente molto rilassante, quindi quanto è unico rispetto ad altre tecniche di rilassamento che abbiamo?"
Terapia di floating per i disturbi alimentari
Alcuni ricercatori stanno studiando se la terapia di floating può aiutare le persone con disturbi alimentari. Uno studio finanziato dall’NIH, che sta attualmente reclutando pazienti, indagherà come aumentare la terapia di floating con la psicoterapia focalizzata sull’interocezione può migliorare l’ansia e l’immagine corporea nei pazienti con anoressia nervosa.
In un altro studio, uno studio randomizzato e controllato che ha incluso 68 donne e ragazze ricoverate in ospedale per anoressia, i ricercatori hanno riferito che sessioni di float due volte settimanali hanno migliorato i livelli di insoddisfazione corporea dei pazienti, un segno distintivo della malattia.
Ai pazienti sono state mostrate immagini di diverse forme e dimensioni del corpo e è stato chiesto di scegliere l'immagine che meglio si adattava al loro corpo e al loro corpo ideale.
Subito dopo la terapia con il floating, e ancora sei mesi dopo, i pazienti hanno mostrato riduzioni “significative” dell’insoddisfazione corporea, nel senso che hanno scelto immagini di corpi che corrispondevano più da vicino al proprio, dimostrando un’immagine corporea meno distorta, hanno detto i ricercatori.
"Il floating potrebbe spostare l'attenzione dall'aspetto del corpo a come ci si sente, promuovendo un'immagine corporea più sana", ha affermato Khalsa, autore senior dello studio.
Come si sente con la terapia del floating
La domanda dei consumatori di sessioni di Floating è in crescita. Secondo una stima , ci sono ora quasi 400 centri float negli Stati Uniti, rispetto ai circa 50 del 2010, con costi che vanno da circa $ 50 a $ 100 per sessione di 60 o 90 minuti. Molti dei nuovi centri Floating sono ben lontani dalle vasche di “deprivazione sensoriale” rese famose nella cultura pop con film come “ Altered States ”. Al giorno d'oggi, le persone possono aggiungere musica rilassante e luci serene alle loro esperienze di floating e scegliere piscine meno claustrofobiche che sono più simili a vasche idromassaggio in stile aperto.
Justin Feinstein, direttore e presidente dell'organizzazione no-profit Float Research Collective , che sta raccogliendo fondi per condurre ulteriori ricerche, ha affermato che molti medici hanno ancora opinioni obsolete su questa pratica.
"Il floating è stato definito 'deprivazione sensoriale', che penso sia un termine improprio", ha detto Feinstein. Al contrario, ha detto, i pazienti hanno riferito un “miglioramento” delle sensazioni interne durante il floating, come notare il respiro e il battito cardiaco.
Per alcuni individui, il floating può offrire un profondo sollievo.
Dopo una serie di trattamenti infruttuosi per i disturbi alimentari, Emily Noren, 28 anni, di San Diego, ha provato a fare floating.
All'inizio ha detto di aver trovato l'esperienza scomoda. Ma è riuscita a superare i primi 90 minuti di floating ed è tornata per altro.
"La vasca di Floating mi ha aiutato a prendermi una pausa dal mondo reale, una pausa dal mio corpo per un po'", ha detto Noren, che ha autopubblicato un libro, " Unsinkable ", sull'esperienza. “Prima sentivo la voce dei disordini alimentari, la voce della pubblicità della dieta, l'influencer che ha perso peso, la voce del trauma del papà. Nella vasca di Floating, potevo sentire la mia stessa voce.
Marty Gibbons, il proprietario di un'impresa appaltatrice a Portland, Oregon, ha usato il floating per evitare di prendere antidolorifici dopo essersi rotto una gamba in un incidente di paracadutismo.
"Ho iniziato a fare floating tre giorni alla settimana per sei mesi di fila", ha detto Gibbons, che è sobrio e non vuole prendere farmaci antidolorifici. “Non ho preso un oppiaceo. Ho fatto Floating e ho usato il ghiaccio. Questo era il mio regime antidolorifico.
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FLOATING ENERGETICO VIBRAZIONALE
Ho meditato 30 min 2 volte al giorno per 30 giorni e fatto 4 sessioni di Floating e questo è quello che è successo
Sono stata una delle più conviente anti-meditatrici che uno possa aver mai incontrato fino a Gennaio di quest'anno.
La meditazione non mi è mai stata facile. Non capivo come qualcuno potesse semplicemente sedersi lì e calmare milioni di pensieri che gli passavano per la mente. Il massimo che potevo fare erano forse 5 minuti, poi mi arrendevo.
Ti ricorda forse qualcosa? Se è così, spero che questa storia ti ispiri a fare un altro tentativo.
Conoscevo così tante storie su come la meditazione può cambiarti la vita, ma finora non riuscivo a capirlo...
Ero consapevole? SÌ !
Avevo imparato a lasciare andare la maggior parte delle mie abitudini che non mi servivano, come lamentarmi, incolpare, giudicare, vergognare, confrontare e complicare. Sì, ce n’erano molte, ma nonostante tutto non riuscivo proprio a stare ferma. Ero così ansiosa di "fare" le cose piuttosto che semplicemente di "essere". Pensavo che stare ferma fosse improduttivo, noioso e una perdita di tempo.
Durante le mie ultime vacanze in Italia ho trascorso un meraviglioso soggiorno a Firenze e sono venuta in contatto con il Floating. E’ stato più per una necessità fisica, infatti appena arrivata in città stavo cercando disperatamente un massaggio che mi facesse recuperare i postumi di un allucinante volo, che per meditare. Ma grazie ai consigli del team di Floating Flo ho approfittato di questa opportunità per provare a meditare. E devo a loro la mia scelta di iniziare questa sfida nella quale mi sono lanciata per i successivi 30 giorni, e questo è quello che è successo.
Una confessione di un'ex anti-meditatrice che non avrebbe mai pensato di poter calmare la mente
Emy Knazhovik
Sono stata una delle più convinte anti-meditatrici che uno possa aver mai incontrato fino a Gennaio di quest'anno.
La meditazione non mi è mai stata facile. Non capivo come qualcuno potesse semplicemente sedersi lì e calmare milioni di pensieri che gli passavano per la mente. Il massimo che potevo fare erano forse 5 minuti, poi mi arrendevo.
Ti ricorda forse qualcosa? Se è così, spero che questa storia ti ispiri a fare un altro tentativo.
Conoscevo così tante storie su come la meditazione può cambiarti la vita, ma finora non riuscivo a capirlo...
Ero consapevole? SÌ !
Avevo imparato a lasciare andare la maggior parte delle mie abitudini che non mi servivano, come lamentarmi, incolpare, giudicare, vergognare, confrontare e complicare. Sì, ce n’erano molte, ma nonostante tutto non riuscivo proprio a stare ferma. Ero così ansiosa di "fare" le cose piuttosto che semplicemente di "essere". Pensavo che stare ferma fosse improduttivo, noioso e una perdita di tempo.
Durante le mie ultime vacanze in Italia ho trascorso un meraviglioso soggiorno a Firenze e sono venuta in contatto con il Floating. E’ stato più per una necessità fisica, infatti appena arrivata in città stavo cercando disperatamente un massaggio che mi facesse recuperare i postumi di un allucinante volo, che per meditare. Ma grazie ai consigli del team di Floating Flo ho approfittato di questa opportunità per provare a meditare. E devo a loro la mia scelta di iniziare questa sfida nella quale mi sono lanciata per i successivi 30 giorni, e questo è quello che è successo.
L’esperienza di Floating è stata una scoperta, un percorso di due ore e un’ora di fluttuazione sola con me stessa non mi ha solo fatto superare i postumi del viaggio, mi ha riportato a centrarmi e recuperare il ritmo circadiano che il volo intercontinentale aveva alterato. All’interno della vasca nel buio e silenzio assoluti ho sperimentato cosa volesse dire “nulla” niente pensieri, niente sensazioni, niente bisogni. La mia meditazione è stata facile, molto facile, inaspettatamente facile. La sera ho dormito in modo profondo e la mattina ero rigenerata e pronta per affrontare la sfida.
Il giorno successivo ho iniziato le mie sessioni di meditazione aiutandomi con delle audioguide.
I primi giorni ero frustrata...
La mia mente vagava su cos'altro avrei potuto fare invece di limitarmi ad ascoltare musica lenta e noiosa e la voce di uno sconosciuto. Ero impaziente e ho scoperto che il mio corpo voleva arrendersi quasi all'istante. Ho continuato. Volevo delle prove e vedere quale fosse tutto quel trambusto sulla meditazione.
Sono rimasta seduta li, anche se non ero in grado di prestare troppa attenzione a causa di un milione di pensieri che fluttuavano follemente nella mia testa. Non era come quando ero nella vasca di Floating... Ma sono andata avanti.
Trenta minuti due volte al griono sembravano un tempo lungo, come un'eternità.
Tenevo un diario e annotavo ogni giorno i miei sentimenti.
Il terzo giorno sono riuscita a sopportarlo senza molta fatica.
Ho persino iniziato ad ascoltare più profondamente e a prestare maggiore attenzione alla voce dell’audioguida, conducendomi verso una pacifica serenità.
Dopo una settimana, ho notato alcune cose cambiare nel mio umore: Mi sono sentita meno irritata e più paziente. Ero meno reattiva e più intenzionale. Ho iniziato a prestare maggiore attenzione alle persone nella mia vita piuttosto che limitarmi a precipitarmi nelle conversazioni. Ho cominciato a parlare con più attenzione a me stessa e agli altri.
Questa era solo la prima settimana. Ero sbalordita.
Ho iniziato la seconda settimana con la seconda Sessione di Floating ed ho sperimentato uno stato di approfondimento ancora più spinto e mentre continuavo a meditare per tutta la seconda settimana, le chiacchiere nella mia testa sembravano scomparire dopo circa 10-20 minuti di meditazione. Ero in uno stato d'animo più calmo senza l'interruzione dovuta ai continui pensieri che si palesavano prima che iniziassi questa sfida.
Ho cominciato a sentirmi più leggera, più innamorata di me stessa, dei miei cari e della vita stessa.
Alla terza settimana ero davvero eccitata e non vedevo l'ora di trascorrere le mie 2 ore di pace, armonia e serenità dentro la vasca di Floating e di continuare poi da sola nelle mie due sessioni di meditazione giornaliere.
Ho pensato: “Come ho potuto vivere finora senza meditare? ...Avrei dovuto iniziare prima!" ...e come dice il proverbio: “meglio tardi che mai!”
Entro la quarta settimana e alla fine dei 30 giorni, la mia vita era completamente cambiata.
Non perdevo più la pazienza così spesso come prima per piccole cose che non avevano importanza.
Ho prestato maggiore attenzione a come mi sentivo in un dato momento.
Ho eliminato dalla mia vita abitudini che mi facevano sentire altro che innamorata della vita.
Ho smesso di correre e spingere. La sindrome del “sono così occupata” è scomparsa.
Ho iniziato a creare invece di reagire e a permettere a ogni momento semplicemente di ESSERE.
Ho apprezzato ogni momento come una parte meravigliosa della mia vita, comprese le emozioni scomode.
Mi sono scoperta a parlare in modo negativo e ho cambiato le mie parole per essere più autorevole e meno nichilista.
Ho lasciato andare la maggior parte delle mie emozioni represse del passato.
Mi sono innamorata della vita.
Durante la quarta sessione di Floating e poi successivamente durante le mie meditazioni, che sono passate da 30 a 60 poi 120 minuti, ho anche avuto magnifiche esperienze fuori dal corpo (OBE) e ho incontrato un arcangelo mentre meditavo. So che sembra un po' woo-woo, ma è vero e mi sento meglio di qualsiasi cosa abbia mai sperimentato nel nostro mondo materiale.
Condividerò questi momenti magici nei miei prossimi articoli, ma per ora, se sei una persona che sta studiando la meditazione ma ha difficoltà a iniziare o a stare ferma, spero che questa storia ti abbia ispirato a provarla.
Emy
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COSA SONO E A COSA SERVONO LE FREQUENZE DEL "SOLFEGGIO ARMONICO"
come manifestare i nostri desideri affinchè si avverino
Trovo molto interessante il concetto di "coerenza" e amplificazione dei nostri pensieri e desideri secondo il quale l"assoluto" ti restituisce amplificato quello per cui risuoni. Quello per cui risuoni dipende da “come sei” ovvero dai tuoi pregiudizi a loro volta frutto delle tue esperienze pregresse in questa realtà, da “cosa desideri” e da “come manifesti quello che desideri”.
In fisica classica il concetto di risonanza ed amplificazione dice che un mezzo (oggetto o sistema) sottoposto ad una sollecitazione periodica (ritmica) con frequenza vicina o esattamente usuale ad una particolare frequenza chiamata "frequenza propria" che dipende dalle caratteristiche del mezzo o sistema (il com'e è), inizia ad oscillare (vibrare) ampliando le proprie oscillazioni. Se la sollecitazione viene mantenuta nel tempo alla stessa frequenza (in fase), l'ampiezza delle oscillazioni ovvero l'ampiezza delle vibrazioni aumenta esponenzialmente; mentre se la frequenza ovvero il ritmo a cui questa sollecitazione viene applicata al mezzo cambia, il sistema inizia a vibrare con oscillazioni via via meno ampie fino a non muoversi più…
credit to: Paolo Petracchi
Trovo molto interessante il concetto di "coerenza" e amplificazione dei nostri pensieri e desideri secondo il quale l"assoluto" ti restituisce amplificato quello per cui risuoni. Quello per cui risuoni dipende da “come sei” ovvero dai tuoi pregiudizi a loro volta frutto delle tue esperienze pregresse in questa realtà, da “cosa desideri” e da “come manifesti quello che desideri”.
In fisica classica il concetto di risonanza ed amplificazione dice che un mezzo (oggetto o sistema) sottoposto ad una sollecitazione periodica (ritmica) con frequenza vicina o esattamente usuale ad una particolare frequenza chiamata "frequenza propria" che dipende dalle caratteristiche del mezzo o sistema (il com'e è), inizia ad oscillare (vibrare) ampliando progressivamente le proprie oscillazioni. Se la sollecitazione viene mantenuta nel tempo alla stessa frequenza (in fase), l'ampiezza delle oscillazioni ovvero l'ampiezza delle vibrazioni aumenta esponenzialmente; al contrario se la frequenza ovvero il ritmo a cui questa sollecitazione viene applicata al mezzo cambia, il sistema inizia a vibrare con oscillazioni via via meno ampie fino a non muoversi più. Come quando da bambini, spingevate un vostro amico sull'altalena e, mentre all'inizio facevate molta fatica per farlo oscillare, una volta in movimento vi accorgevate che spingendolo in un certo punto ad un certo ritmo, con piccole spinte lui saliva molto e sempre di più rispetto a quando stavate iniziando a muoverlo: eravate in risonanza e le vostre spinte erano in fase con l'oscillazione dell'altalena su cui lui era seduto.
"Quantisticamente", passatemi il termine, l'assoluto ti restituisce (Si) quello per cui tu risuoni che dipende sia dalla "tua frequenza propria" ovvero da "come sei" sia da come manifesti ovvero dalla tua capacità di entrare in risonanza (in fase) mentre comunichi i tuoi desideri. Ma non ti restituisce (No) quello per cui non risuoni. E' un po' come gli spin delle particelle "Su" e "Giù": ad esempio se sei Si (Su) crei un universo in cui una volta manifestati i tuoi desideri questi si avverano, altrimenti ne crei uno No, (Giù), in cui i tuoi desideri non si avverano.
Sempre quantisticamente, nel momento in cui "manifesti" sei tu che mentre comunichi in risonanza o meno i tuoi desideri (cosa vuoi) determini, influenzando la tua realtà ovvero scegliendo, ovvero creando un nuovo universo, l'avverarsi di quanto manifesti: non c'è prima, o dopo, esiste solo il qui ed ora!
L'universo ti restituisce amplificato quanto desideri ma lo fa in modo quantistico: si, no.
Non esiste passato o futuro purché tutto esiste già nel momento in cui tu determini che sia!
Come manifestare
La chiave di tutto sta quindi 1) nel "purificare" le tue manifestazioni, nell'eliminare tutto quello che possa influenzarti negativamente: le distrazioni, i preconcetti che derivano dalle tue esperienze passate e dal modo in cui percepisci la realtà che è sempre "filtrata" dai tuoi sensi ed interpretata dall'emisfero sinistro del tuo cervello. 2) nel comunicare i tuoi desideri ovvero manifestarli attraverso l'emisfero destro più immaginativo, più prospettico e creativo. Devi quindi portare la tua mente in una situazione di unificazione con l'assoluto.
Gli emisferi cerebrali entrano in risonanza lavorando all'unisono quando le frequenze cerebrali sono in un particolare intervallo che va da 5 a 7 Hz: è la trance profonda. In questo intervallo di frequenze la parte sinistra è passivata e la nostra mente è capace di manifestare in modo "purificato" e più efficace i nostri desideri. Per portare la nostra mente a lavorare in questo intervallo di frequenze che corrisponde alla onde Theta ovvero lo stato theta dobbiamo rilassarci molto profondamente eliminando le stimolazioni provenienti dall'ambiente esterno. La meditazione è una via anche se molto complessa e che necessita di pratica continua, un altro modo è utilizzare un sistema per passivare le stimolazioni sensoriali la cui interpretazione e controllo occupa l'85% delle nostre facoltà cerebrali; questo può essere ottenuto praticando il Floating esclusiva tecnica di rilassamento fisico ma sopratutto mentale che si utilizza nelle vasche di deprivazione sensoriale in modo completamente passivo, galleggiando al buio ed in silenzio assoluto su una soluzione salina di acqua e solfato di magnesio mantenuta alla temperatura della superficie della nostra pelle. Dopo 10-15 min in questa particolarissima condizione la parte sinistra del nostro cervello tende ad ignorare le stimolazioni sensoriali e a portarsi in uno stato di quiescenza rallentando e dando modo alla parte destra necessaria per manifestare in modo efficace, di sincronizzarsi con essa. Ma questo se avete letto i post precedenti lo sapevate gia...
L’entaglement quantistico
Per l’entaglement quantistico le nostre particelle, una volta che abbiano coesistito insieme, se vengono poi separate anche se portate ad anni luce di distanza l’una dall’altra influenzano il loro stato (comportamento) nello stesso istante indipendentemente dalla distanza. Questo significa che ogni volta che operiamo una scelta generiamo un universo parallelo che coesiste con tutti gli universi scaturiti da ognuna delle nostre scelte passate in cui noi coesistiamo nello stesso istante: il famoso qui ed ora.
I déjà-vu non sono altro che quantum jumps apparentemente casuali che si generano fra un universo e l’altro legandoli perché in essi si compiono le stesse azioni scaturite dalle stesse scelte che a noi appaiono già passate ed è come se le stessimo rivivendo, ma in realtà sono locali e si manifestano nello stesso istante nei due universi.
Niente è come appare.
Ciò che sembra essere una realtà fisica solida è, in realtà, un sistema complesso di energie vibranti. Ciò che i nostri occhi vedono effettivamente sono schemi danzanti che riconosciamo come oggetti o esseri viventi. Siamo collegati a ciò che vediamo tramite onde pulsanti di energia luminosa.
La fisica quantistica dimostra che la realtà che sperimentiamo non è che un’onda tra un enorme numero di onde di possibilità. L'onda delle possibilità è la sovrapposizione quantistica che contiene tutti i potenziali. Quali onde si manifestino nella realtà dipende dall'osservatore (principio di Eisenberg).
Tutte le informazioni nel multiverso coesistono come una forma d'onda intrecciata, e sono le nostre menti (o meglio, i programmi codificati in simboli all'interno delle nostre menti) che le organizzano in spazio, tempo e oggetti.
Tutto ciò che percepiamo è una traduzione della realtà eseguita dal complesso sistema operativo che è il nostro cervello.
La domanda quindi è…qual è la realtà che esiste al di fuori del nostro cervello? In che modo le rappresentazioni esterne acquisiscono un nuovo significato quando prescriviamo un nuovo significato al nostro mondo interiore?
Connettersi al "nostro centro" ci permette di connetterci al tutto nella realtà in un modo nuovo. Quando siamo centrati su noi stessi, il mondo appare più armonioso, bello e orchestrato divinamente... non che prima non lo fosse... ma potresti non averlo notato.
La realtà?
La realtà è un costrutto fluido. È proiettato da una base sensibile di credenze, prospettive e immaginazioni che hanno fatto "collassare" la funzione d'onda della probabilità e sono diventate realtà manifesta.
Tuttavia, più ingrandiamo la realtà, più la realtà della realtà si dissolve per rivelare l’illusione alla base di tutto ciò. Tutto ciò che crediamo sia fisso, permanente o solido nella realtà è solidificato dalla nostra convinzione che quell'aspetto della realtà sia davvero solido.
La realtà è annidata nella consapevolezza che attribuiamo al nostro ambiente. Questa diventa la nostra realtà, poiché tutti noi esistiamo in un’unica matrice spazio-temporale, ma la sperimentiamo su uno spettro infinitamente variabile ma semre filtrata attraverso la percezione limitata dei nostri sensi.
Non c’è alcuna certezza nel gioco dell’esperienza della vita. Questo spiega perché, per alcuni, la vita è un'altalena di emozioni piene di adrenalina come paura, eccitazione e desiderio di essere o di eliminare se stessi dalla "simulazione", mentre, per altri, la realtà è semplicemente un paesaggio di probabilità che loro osservano e consapevolmente cavalcano le onde di quei potenziali scegliendo di comprendere i significati che esse originano nel loro mondo.
Forse l'aspetto più curioso della realtà è l'infinita variabilità che si esprime attraverso una scelta infinita.
Questa è la caratteristica più soggettiva ed enigmatica della realtà, poiché ciò che riteniamo reale deve prima passare attraverso il filtro di un pregiudizio selettivo.
La realtà diventa il costrutto che è perché gli osservatori hanno scelto di creare quella data esperienza, e chiunque giustifichi la presenza di quell'esperienza perpetua quella realtà. Ma non appena inseriamo un punto di vista alternativo – non appena cambiamo le azioni che hanno contribuito a creare la realtà – diamo origine a una nuova realtà mettendo in atto una nuova serie di possibilità creando un nuovo universo.
Quale realtà stai creando?
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LE TECNICHE GATEWAY E LA VASCA DI FLOATING - COME PERCEPIRE L'ASSOLUTO - PARTE 2 DI 2
SPAZIO LIMINALE: COS'È E IN CHE MODO INFLUISCE SULLA SALUTE MENTALE?
COME ACCEDERE AL VOSTRO CERVELLO CREATIVO
SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
LA TUA ACQUA “INFORMATA” CON IL FLOANIZER®
COSA SONO E A COSA SERVONO LE FREQUENZE DEL "SOLFEGGIO ARMONICO"
Cos’è il Floating anche conosciuto come sensory deprivation
Il floating prende il nome dalla sensazione di fluttuazione senza peso che si raggiunge all’interno di particolari contenitori in cui si galleggia su una soluzione di acqua e solfato di magnesio, al buio ed in silenzio assoluto.
Ma facciamo un passo indietro per capire come funziona e perché funziona. Per fare questo dobbiamo capire come funziona il nostro apparato sensoriale.
I nostri sensi Vista, Udito, Tatto (temp e pressione), Gusto, Olfatto, ed Equilibrio sono capaci di percepire differenze non valori assoluti. Ad esempio posso dire che qui in alto fa più caldo che quaggiù in basso ma non che in alto percepisco 28 gradi ed in basso 20.
Il cervello impiega circa l’85% delle sue capacità per mantenere sotto controllo l’ambiente ed il nostro corpo…
Credit to Ing. Paolo Petracchi
Il floating prende il nome dalla sensazione di fluttuazione senza peso che si raggiunge all’interno di particolari contenitori in cui si galleggia su una soluzione di acqua e solfato di magnesio, al buio ed in silenzio assoluto.
Ma facciamo un passo indietro per capire come funziona e perché funziona. Per fare questo dobbiamo capire come funziona il nostro apparato sensoriale.
I nostri sensi Vista, Udito, Tatto (temperatura e pressione), Gusto, Olfatto, ed Equilibrio sono capaci di percepire differenze non valori assoluti. Ad esempio posso dire che qui in alto fa più caldo che quaggiù in basso ma non che in alto percepisco 28 gradi ed in basso 20.
Il cervello impiega circa l’85% delle sue capacità per mantenere sotto controllo l’ambiente ed il nostro corpo.
Le nostre terminazioni nervose inviano circa 11 milioni di segnali al secondo al cervello, che al massimo ne può gestire 8000… la natura ci ha dotato di un sistema per evitare di sovraccaricare il cervello ed il sistema che usa è quello di ignorare le segnalazioni sensoriali che non variano nel tempo: un po’ quel che accade quando entrando in un ambiente percepiamo un odore o un profumo, lo percepiamo per 10-15 min poi non più e comunemente si dice mi sono assuefatto. Ovviamente i nostri sensori olfattivi non sono bruciati e l’odore non è scomparso, è il cervello che non sentendolo variare nel tempo lo identifica come una sensazione facente parte del “fondo” e non lo ritiene pericoloso per la conservazione dell’individuo parcheggiandolo perché ha altro da fare; ma se l’intensità o la composizione dell’odore cambia il cervello ricomincia a monitorarlo per altri 10-15 min. Lo stesso principio vale per tutti gli altri sensi.
Ecco che forse cominciate ad intuire: se si trova un modo per attenuare e mantenere costanti nel tempo le stimolazioni sensoriali, ovvero annullare le differenze fra prima e dopo e fra un punto o l’altro, arriviamo all’omeostasi sensoriale, in cui il cervello ignora completamente quanto gli arriva dalle terminazioni nervose perché tali segali sono costanti. Venendo meno la richiesta di elaborazione il nostro cervello fa una cosa molto particolare: rallenta ed abbassa la sua frequenza di funzionamento passando dalle onde Beta ad Alpha e posizionandosi in theta: lo stato Theta.
Le onde cerebrali sono costituite da schemi ritmici di attività neuronale o impulsi elettrochimici sincronizzati provenienti da gruppi di neuroni nel sistema nervoso centrale
Esistono diversi modelli comunemente consolidati di intervalli delle onde cerebrali quelli più condivisi le identificano come segue:
Gamma (30-70 Hz)
Beta (13-30 Hz)
Alfa (8-13 Hz)
Theta (4-8 Hz)
Delta (1-4 Hz)
Ognuna di queste bande di frequenza è correlata a particolari stati di coscienza, come il sonno, la veglia, l’essere rilassato, movimenti oculari rapidi (REM), nonché le fasi del sonno non REM.
Theta o stato theta è quell’intervallo di frequenze che va da poco sopra i 4 Hz delle ode Delta del sonno a poco sotto gli 8 Hz delle onde Alpha dell’apprendimento guidato.
Quando siamo in Theta siamo sulla soglia del sonno, ma ancora coscienti. Solitamente attraversiamo theta per 10-20 secondi quando ci addormentiamo e similmente quando ci risvegliamo. Quando pratichiamo Floating permaniamo in questo stato per 45-90 min.
Lo stato Theta è anche quella soglia propedeutica alla discesa nelle onde Delta del sonno che gli insonni non riescono più ad attraversare ma che praticando floating tornano a dominare migliorando la qualità del proprio sonno tornando alle canoniche 7-8 ore di sonno ristoratore.
Non è un’anestesia che inabilita completamente le sinapsi fino a completo smaltimento della sostanza anestetizzante, ma il suo effetto è molto vicino a questa con la differenza che se voglio mi posso muovere e recuperare immediatamente le percezioni sensoriali.
L’assenza di riferimenti visivi e giroscopici (“dove sono”), tattili (“come sono”) e uditivi (“quando sono”) inducono il cervello a generare una sensazione di fluttuazione senza peso in una qualsiasi posizione da qui il nome: fluttuazione o Floating.
A causa della temporanea desensibilizzazione e l’assenza di movimento, non si devono quindi comprimere o tendere muscoli per mantenersi in una qualsiasi posizione: tutta la muscolatura responsabile dei nostri movimenti viene rilasciata, la tonicità muscolare si riduce con la conseguenza che i vasi sanguigni non essendo più compressi tendono ad aumentare di sezione offrendo minore resistenza al passaggio del sangue e quindi un maggior apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti, parimenti anche i vasi linfatici tendono ad allargarsi aumentando notevolmente il deflusso dei liquidi e delle tossine.
La sospensione degli input nervosi diretti ai muscoli induce un progressivo accumulo di endorfine a livello della corteccia cerebrale. Le endorfine sono oppiacei endogeni che vengono emessi dal cervello anche per sottolineare un appagamento o compensare un dolore e il loro effetto è quello di suscitare uno stato di estremo appagamento e beatitudine.
La natura ci ha equipaggiati con un sistema di ottimizzazione delle risorse che attiva certi apparati e ne passiva temporaneamente altri quando non necessari. Avrete certamente sentito parlare del sistema Fight or Fly grazie al quale il nostro cervello qualora rilevi una situazione di incapacità a rispondere ad una richiesta esterna (pericolo, prestazioni, ecc) stressa il nostro corpo inducendo la secrezione di particolari ormoni: cortisolo e adrenalina che preparano il nostro corpo a reagire a tali richieste. La secrezione di questi ormoni se da una parte prepara il corpo all’azione, dall’altra passiva altri sitemi il cui funzionamento non risulta critico se disabilitato per brevi periodi, fra questi il sistema immunitario. Il Fight or Fly si è evoluto considerando una reazione la cui durata doveva essere piuttosto breve e limitata nel tempo, un combattimento o una fuga: qualche decina di secondi o qualche minuto necessari per affrontare un pericolo, una belva feroce o la lotta con un propio simile. Tuttavia oggi la richiesta prestazionale a cui siamo quotidianamente sottoposti induce il nostro corpo a mantenere livelli di cortisolo e adrenalina molto elevati e parimenti a deprimere per lo stesso periodo il sistema immunitario rendendoci più soggetti a malattie causate da agenti patogeni esterni ma anche all’incapacità di tenere sotto controllo cellule impazzite nei nostri tessuti che se non distrutte degenero in tumori.
Già con una sola ora di floating il contenuto di cortisolo nel sangue si abbassa del 28% aiutandoci ad abbattere efficacemente il livello di stress che ne ha innalzato il contenuto e passivato la funzionalità del sistema immunitario. Il sistema immunitario si riattiva.
Ma veniamo all’aspetto mentale
La peculiarità dello stato Theta è quella di sincronizzare e far lavorare all’unisono le due parti del nostro cervello, tradizionalmente identificate come emisfero destro e sinistro e beneficiare delle caratteristiche specialistiche di ognuna di esse. Solitamente funzioniamo al 95% in modalità monitoraggio ed analisi razionale in dettaglio di quanto ci accade utilizzando principalmente l’emisfero sinistro che sovrasta quello destro dove sono presenti i processi intuitivi, immaginativi, creativi, strategici. Diminuendo il carico di lavoro sulla parte sinistra permettiamo a quella destra di manifestarsi.
Se vogliamo “più mente” dobbiamo rallentare e scendere in Alpha e Theta facendo lavorare sincronicamente i due emisferi. Se vogliamo “meno mente” dobbiamo eccitarci portandoci in beta e far lavorare quasi esclusivamente l’emisfero sinistro.
L’ispirazione, l’intuizione, l’idea geniale che risolve problemi apparentemente irrisolvibili avviene proprio nell’istante in cui queste due parti del nostro cervello lavorano all’unisono e questo avviene proprio fra 5 e 7 Hz. Inutile forzare soluzioni usando soltanto la parte sinistra essenzialmente procedurale e incapace di lavorare in modo olistico: piuttosto usare la parte sinistra come “pre-processore” di input per immagazzinare dati e richieste che poi vengono soddisfatte dal lavoro sincronico dei due emisferi.
Non essendo soggetti a “distrazioni” provenienti dalle percezioni sensoriali, la nostra mente è concentrata esclusivamente sui processi interni. Pensare, visualizzare, manifestare un’obiettivo, un’aspettativa, un desiderio e la gratitudine legate al loro ottenimento è particolarmente facile ed efficace se effettuato nello stato Theta. Grazie all’assenza di disturbi esterni Meditare praticando floating è molto facile e produttivo. così come programmare la propria mente ad eseguire determinati processi o perseguire gli obiettivi desidrati.
Praticando regolarmente Floating ti accorgerai che le tue esperienze introspettive apriranno ad una nuova consapevolezza, la vasca di floating diventerà uno strumento per i tuoi viaggi mentali e ad esperienze spirituali che influenzeranno in meglio la tua vita. Arriveranno le prime esperienze di distacco dal corpo, prima casuali e con proiezioni speculari, poi se vorrai far parte anche tu del team gateway, seguirai i nostri consigli e ti sarai reso conto che “tu sei l'universo che prende coscienza di se stesso”, le tue esperienze di distacco dal corpo diventeranno veri e propri viaggi astrali chiamati anche OBE (Out of the Body Experience) in cui lascerai il tuo corpo fisico per “localizzarti” ovunque tu voglia andare: passato, presente, futuro, interagendo con presenze spirituali che potranno guidarti e farti crescere ampliando la tua coscienza fino ad incontrare l’assoluto.
La soluzione in cui si è immersi contiene circa il 29% in peso di Solfato di Magnesio un sale minerale che costituisce un’importante fonte di Magnesio, minerale che può essere assorbito dalla nostra pelle durante il galleggiamento. Il Magnesio è coinvolto in 225 reazioni enzimatiche nella nostra fisiologia ed è forse uno dei minerali più importanti di cui è composto il nostro corpo.
Tutto questo e molto altro senza fare assolutamente nulla, semplicemente entrando in una confortevole e spaziosa capsula accedendo al nulla e fluttuando in essa in completo abbandono e relax.
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SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
IL DNA UMANO SUONA CONTINUAMENTE...
È una scoperta davvero straordinaria quella fatta dallo scienziato russo P. Garyaev. Secondo le sue ricerche, il DNA umano emette una musica costante, una melodia unica per ogni individuo. Questa scoperta ci invita a riflettere sul potere e sulla bellezza nascosti all'interno dei nostri corpi.
Il DNA è come un testo scritto, composto da nucleotidi che contengono informazioni cruciali per la formazione e lo sviluppo della vita. Ma ciò che rende ancora più affascinante questa scoperta è che ogni nucleotide ha uno spettro di frequenze unico, che, se tradotto in frequenze udibili per l'orecchio umano, diventa una vera e propria musica.
Immaginate solo se potessimo davvero ascoltare la musica che il nostro DNA sta suonando. Sarebbe un'esperienza incredibile, una melodia armoniosa e affascinante. Sento che questo ci porterebbe a riconsiderare il nostro rapporto con la vita e gli esseri senzienti.
Secondo Garyaev, il nostro DNA segue le leggi della bellezza e dell'armonia. Questo significa che, essendo parte di questo meraviglioso universo, potremmo considerarci tutti incredibilmente belli. Ma come in tutte le cose, anche qui c'è la presenza del caos che può disturbare l'armonia.
È una scoperta davvero straordinaria quella fatta dallo scienziato russo P. Garyaev. Secondo le sue ricerche, il DNA umano emette una musica costante, una melodia unica per ogni individuo. Questa scoperta ci invita a riflettere sul potere e sulla bellezza nascosti all'interno dei nostri corpi.
Il DNA è come un testo scritto, composto da nucleotidi che contengono informazioni cruciali per la formazione e lo sviluppo della vita. Ma ciò che rende ancora più affascinante questa scoperta è che ogni nucleotide ha uno spettro di frequenze unico, che, se tradotto in frequenze udibili per l'orecchio umano, diventa una vera e propria musica.
Immaginate solo se potessimo davvero ascoltare la musica che il nostro DNA sta suonando. Sarebbe un'esperienza incredibile, una melodia armoniosa e affascinante. Sento che questo ci porterebbe a riconsiderare il nostro rapporto con la vita e gli esseri senzienti.
Secondo Garyaev, il nostro DNA segue le leggi della bellezza e dell'armonia. Questo significa che, essendo parte di questo meraviglioso universo, potremmo considerarci tutti incredibilmente belli. Ma come in tutte le cose, anche qui c'è la presenza del caos che può disturbare l'armonia.
Quando il DNA viene alterato dalla manipolazione transgenica, ad esempio, la melodia si trasforma in discordia, in una cacofonia caotica di suoni. Le leggi della bellezza e dell'armonia vengono violate. E come conseguenza, potremmo iniziare a soffrire a livello fisico, fino ad arrivare alla morte. È quindi fondamentale preservare l'integrità della struttura del DNA e riflettere sui pericoli degli esperimenti transgenici che portano solo distruzione.
Il gruppo di scienziati che ha lavorato con Garyaev ha sfruttato questa scoperta in modo molto interessante. Hanno letto le informazioni genetiche da una goccia di sangue umano e le hanno tradotte in musica, registrandola su un disco. Quando una persona ascolta questa musica, ascolta la stessa stessa melodia interiore, e incredibilmente tutti i sistemi del proprio organismo cominciano a lavorare in armonia. Persone affette da malattie croniche sono state curate grazie a questa pratica innovativa.
Il segreto del nostro genoma risiede nella sua interazione con l’acqua perché i legami a ponte d’idrogeno che caratterizzano la forma elicoidale del DNA sono gli stessi che si formano fra le molecole d’acqua nei cluster di molecole in cui può essere immagazzinata e propagata un’informazione vibrazionale. E’ l’interazione di questa informazione vibrazionale con le nostre cellule e con il loro DNA che viene ad essere il mezzo con cui funzionano le medicine omeopatiche e l’acqua strutturata.
Il lavoro di Garyaev si basa anche sulle scoperte e sperimentazioni russe nel campo della fisica, in particolare sui campi torsionali. Questi studi hanno contribuito a comprendere meglio le interazioni tra l'energia e la materia, a livello microscopico. È affascinante vedere come la fisica, la genetica e la musica si intreccino in questo modo, aprendo nuove strade per la nostra comprensione del mondo.
In definitiva, la scoperta che il DNA umano emette una musica continua ci spinge a riflettere sulla bellezza e l'armonia presenti nel nostro corpo e nell'universo che ci circonda. Dobbiamo proteggere la straordinaria complessità del nostro DNA e promuovere la ricerca scientifica che si basa su principi etici e precauzioni. Solo allora potremo continuare ad ascoltare la melodia che vibra dentro di noi e vivere in armonia con la natura che ci circonda.
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COSA SONO E A COSA SERVONO LE FREQUENZE DEL "SOLFEGGIO ARMONICO"
3, 6, 9 il protocollo dei tuoi desideri in 17 secondi
Appunta su un foglio 3 affermazioni con gratitudine di quello che desideri: 3 frasi della durata di almeno 17 secondi ringraziando per l’abbondanza e/o dell’aver ottenuto quello che desideri (che ancora non hai ottenuto) vivi le sensazioni di positività e soddisfazione e gratitudine quando le ripeti a te stesso
3 affermazioni
6 ripetizioni al giorno
9 giorni
Perciò, inizia il tuo viaggio verso la manifestazione seguendo questo metodo. Dedica del tempo a concentrarti sui tuoi desideri e a mantenere la tua affermazione positiva per almeno 17 secondi che ripeterai per 6 volte al giorno per 9 giorni. Con un impegno costante e una mente focalizzata, potrai attrarre nella tua vita tutto ciò che desideri.
Ti sorprenderai nel costatare come l’universo allineerà gli eventi affinché tu ti possa effettivamente trovare in quegli stati di gratitudine e appagamento e di conseguenza avverare quello che hai desiderato.
Buon viaggio nella realizzazione dei tuoi sogni! Ma sempre con gratitudine per l’abbondanza che hai ricevuto e che riceverai.
Manifestare i tuoi desideri: il potere dei 17 secondi
Per raggiungere i nostri obiettivi, spesso ci troviamo di fronte a complessità e sfide che sembrano insormontabili. Tuttavia, secondo il metodo di Esther e Jerry Hicks, c'è un modo semplice ma potente per semplificare il processo di manifestazione: iniziare con la chiara intenzione di ciò che desideriamo.
Il primo passo del metodo consiste nel mettere in chiaro nella nostra mente ciò che veramente vogliamo. Dobbiamo immergerci profondamente nei nostri desideri, immaginando vivamente come ci sentiràmo quando avremo raggiunto l'obiettivo. Ad esempio, se desideri una carriera gratificante, immagina come ti sentirai quando realizzerai il tuo lavoro ideale e come influenzerà positivamente la tua vita.
Una volta che hai fissato il tuo obiettivo, è importante formare una dichiarazione positiva al presente. Scrivi questa affermazione nel tuo quaderno, usando frasi che iniziano con "Io sono" o "Io ho", per dare l'idea che tutto ciò che desideri è già una realtà nella tua vita. Ad esempio, se desideri una relazione amorevole, scrivi "Io sono coinvolta in una relazione amorevole e appagante".
Esther e Jerry Hicks hanno introdotto il concetto dei 17 secondi come il tempo necessario per caricare il pensiero di intento e volontà. Mantenere l'affermazione nella tua mente per almeno 17 secondi permette al pensiero di radicarsi profondamente e di generare l'energia necessaria per realizzare il tuo desiderio. Possono sembrare solo pochi secondi, ma è un punto cruciale nel processo di manifestazione.
Il trucco per mantenere l'affermazione per 17 secondi sta nel concentrarsi completamente su di essa. Quando pensieri distrattivi o dubbi invadono la tua mente, sforzati di riportare l'attenzione all'affermazione e immagina come si sentirà nella tua vita. Puoi aiutarti anche utilizzando tecniche come la visualizzazione, l'incoronazione e la ripetizione dell'affermazione ad alta voce per mantenere la tua concentrazione.
Ricorda che la chiave principale del metodo di Esther e Jerry Hicks è il potere dell'intenzione e della visualizzazione. Immagina vivamente ciò che desideri, sentendolo come se già fosse tuo. Libera la tua mente da dubbi e lascia che l'energia positiva si accumuli, perché solo allora la manifestazione diventerà una realtà tangibile.
Prenditi il tempo per chiudere gli occhi, per immaginare vividamente i tuoi desideri e per ripetere le tue affermazioni positive. Ricorda che questo processo richiede praticità e perseveranza. Avrai bisogno di fiducia in te stesso e nelle tue capacità, ma una volta che sarai in sintonia con le tue intenzioni, potrai aprire le porte alla realizzazione dei tuoi desideri.
Appunta su un foglio 3 affermazioni con gratitudine di quello che desideri: 3 frasi della durata di almeno 17 secondi ringraziando per l’abbondanza e/o dell’aver ottenuto quello che desideri (che ancora non hai ottenuto) vivi le sensazioni di positività e soddisfazione e gratitudine quando le ripeti a te stesso
3 affermazioni
6 ripetizioni al giorno
9 giorni
Perciò, inizia il tuo viaggio verso la manifestazione seguendo questo metodo. Dedica del tempo a concentrarti sui tuoi desideri e a mantenere la tua affermazione positiva per almeno 17 secondi che ripeterai per 6 volte al giorno per 9 giorni. Con un impegno costante e una mente focalizzata, potrai attrarre nella tua vita tutto ciò che desideri.
Ti sorprenderai nel costatare come l’universo allineerà gli eventi affinché tu ti possa effettivamente trovare in quelli stati di gratitudine e appagamento e di conseguenza avverare quello che hai desiderato.
Buon viaggio nella realizzazione dei tuoi sogni, ma sempre con gratitudine per l’abbondanza che hai ricevuto e che riceverai.
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LE TECNICHE GATEWAY E LA VASCA DI FLOATING - COME PERCEPIRE L'ASSOLUTO - PARTE 2 DI 2
SALUTE È EQUILIBRIO RAGGIUNTO RISTABILENDO IL CORRETTO FLUSSO ENERGETICO
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COSA SONO E A COSA SERVONO LE FREQUENZE DEL "SOLFEGGIO ARMONICO"
FLOATING ENERGETICO VIBRAZIONALE
Floating come terapia medica contro Dolore, Stress, Ansia e altre condizioni correlate
Nell'estate del 2022, il Float Research Collective (FRC) è stato ufficialmente costituito come organizzazione no-profit 501(c)(3). La sua missione è quella di stabilire l'accettazione a livello mondiale della Floatation-REST (terapia di stimolazione ambientale ridotta) come trattamento per alleviare naturalmente il dolore, lo stress, l'ansia e altre condizioni correlate. In questa presentazione della Float Conference del 2022, il presidente e direttore della FRC, il dottor Justin Feinstein, svela come la FRC realizzerà questa missione lunare di far accettare il galleggiamento come trattamento medico, inclusa una serie rivoluzionaria di studi che confrontano direttamente il Floatation-REST con l'oro trattamenti medici standard per la rapida riduzione dell’ansia e del dolore, vale a dire benzodiazepine e oppioidi…
La società moderna ha creato un ambiente in cui siamo costantemente stimolati. Il nostro cervello e il nostro corpo hanno poche occasioni per rilassarsi e staccarsi da questa situazione. Questa continua e incontrollata stimolazione porta sempre più persone a soffrire di dolore, ansia, depressione e altri disturbi fisici e mentali.
Nell'estate del 2022, il Float Research Collective (FRC) è stato ufficialmente costituito come organizzazione no-profit 501(c)(3). La sua missione è quella di stabilire l'accettazione a livello mondiale della Floating - REST (terapia di stimolazione ambientale ridotta) come trattamento per alleviare naturalmente il dolore, lo stress, l'ansia e altre condizioni correlate. In questa presentazione della Float Conference del 2022, il presidente e direttore della FRC, il dottor Justin Feinstein, svela come la FRC realizzerà questa missione “lunare” di far accettare il galleggiamento come trattamento medico, inclusa una serie rivoluzionaria di studi che confrontano direttamente il Floatation-REST con l'oro trattamenti medici standard per la rapida riduzione dell’ansia e del dolore, vale a dire benzodiazepine e oppioidi.
Farmaci che creano dipendenza come Xanax (a base di benzodiazepina) e OxyContin (a base di oppioide) hanno ucciso oltre 1 milione di americani dall’inizio del millennio a causa di overdose. Altri milioni sono fisiologicamente dipendenti da questi farmaci soggetti a prescrizione e non sono in grado di smettere di assumerli senza sintomi di astinenza gravi e spesso pericolosi per la vita. In sostanza, il nostro sistema medico ha cercato di curare le forme di sofferenza più onnipresenti della società utilizzando quelle che si sono rivelate le sostanze che creano più dipendenza sulla Terra. La FRC sta sfidando tutta questa mentalità arretrata secondo cui l’unico modo per alleviare rapidamente la sofferenza è prendere una pillola. La ricerca scientifica che documenta il rapido sollievo del galleggiamento sia dall’ansia che dal dolore fornisce una solida base di prove iniziali per perseguire questi studi clinici testa a testa. Per saperne di più sugli effetti clinici di Floatation-REST, visitare ClinicalFloat.org e visualizzare l'archivio della FRC di tutti gli articoli sottoposti a revisione paritaria pubblicati fino ad oggi: https://ClinicalFloat.org/publications
Nel giugno 2023 è stata pubblicato una ricerca dal titolo “Terapia di stimolazione ambientale ridotta (REST) nell'ansia e nella depressione: uno studio di campionamento dell'esperienza” dove 75 adulti con ansia e/o depressione sono stati randomizzati per completare 6 sessioni di Floating REST. Gli effetti post-REST sono stati monitorati utilizzando il campionamento dell'esperienza su uno smartphone con un sondaggio di dieci elementi somministrato in 6 punti temporali per ciascuna sessione (ovvero, immediatamente prima e dopo REST e poi 4, 8, 24 e 48 ore dopo). Utilizzando l'analisi delle componenti principali, le risposte agli elementi del sondaggio sono state ridotte ad ampi gruppi di sintomi di ansia, depressione e serenità e sono state utilizzate in modelli lineari a effetti misti per determinare l'entità e il decorso temporale degli effetti post Floating - REST.
Risultati sono stati sorprendentemente positivitanto da far intraprendere la strada della certificazione di trattamento medico per la terapia del Floating:
Il Floating - REST è stato associato a diminuzioni significative di ansia e depressione e ad aumenti significativi della serenità, con effetti che durano per 48 ore. L'esposizione ripetuta al REST è stata associata a livelli basali di ansia più bassi nelle sessioni successive.
Pensi disoffrire di questi disturbi ma non sai quanto sia grave?
Fai questo test per scoprirlo!
Vuoi saperne di più e sperimentare i benefici del Floating di persona?
Spazio liminale: cos'è e in che modo influisce sulla salute mentale?
Ti senti come se fossi bloccato nel limbo? Potresti effettivamente essere in uno “stato liminale”.
Derivato dalla parola latina “limen” che significa “soglia”, lo spazio liminale è un concetto che può sembrare poco familiare, ma è qualcosa che probabilmente hai sperimentato nella tua vita quotidiana.
"Lo spazio liminale può essere meglio descritto come l'attraversamento di un cambiamento o il passaggio da un luogo all'altro, da una cosa all'altra", afferma l'esperta di transizioni Melissa Cohen, assistente sociale clinico autorizzata a New York e fondatrice del sito web sul benessere mentale A Refined. Voi. "È lo spazio tra ciò che è e ciò che accadrà dopo", afferma. In altre parole, lo spazio liminale si riferisce allo spazio o al tempo reale in cui si passa da una fase all’altra.
La cosa interessante di questo concetto non è solo che tutti lo sperimentano ad un certo punto della loro vita, ma che alcune persone lo tollerano meglio di altri, dicono gli esperti. E psicologicamente può avere conseguenze positive o negative. Ma ci sono modi per imparare a prosperare nella liminalità.
Cos'è lo spazio liminale?
Ti senti come se fossi bloccato nel limbo? Potresti effettivamente essere in uno “stato liminale”.
Derivato dalla parola latina “limen” che significa “soglia”, lo spazio liminale è un concetto che può sembrare poco familiare, ma è qualcosa che probabilmente hai sperimentato nella tua vita quotidiana.
"Lo spazio liminale può essere meglio descritto come l'attraversamento di un cambiamento o il passaggio da un luogo all'altro, da una cosa all'altra", afferma l'esperta di transizioni Melissa Cohen, assistente sociale clinico autorizzata a New York e fondatrice del sito web sul benessere mentale A Refined. Voi. "È lo spazio tra ciò che è e ciò che accadrà dopo", afferma. In altre parole, lo spazio liminale si riferisce allo spazio o al tempo reale in cui si passa da una fase all’altra.
La cosa interessante di questo concetto non è solo che tutti lo sperimentano ad un certo punto della loro vita, ma che alcune persone lo tollerano meglio di altri, dicono gli esperti. E psicologicamente può avere conseguenze positive o negative. Ma ci sono modi per imparare a prosperare nella liminalità.
Cos'è lo spazio liminale?
Lo spazio liminale si riferisce al luogo in cui si trova una persona durante un periodo di transizione. È un divario e può essere fisico (come una porta), emotivo (come un divorzio) o metaforico (come una decisione). Estremizzando ma non troppo la nascita e la morte sono stati liminali di passaggio della nostra anima/coscienza: il primo più sfumato nel tempo in quanto non sappiamo esattamente quando la nostra anima s’incista nel nostro essere fisico, il secondo più puntuale dal punto di vista temporale e di consapevolezza in quanto “o si è vivi o si è morti”, ma che comunque è un passaggio di cui molti che hanno avuto esperienze premorte descrivono con ricorrenti similarità come una successione di passaggi.
E’ uno stato liminale la fase del distacco del corpo astrale da quello fisico nelle esperienze ascetiche, viaggi astrali che iniziano comunque attraversando una transizione delle onde cerebrali da alpha a delta attraverso theta. Più in particolare l’intervallo di frequenze da 5 a 7 Hz può essere ricondotto all’apertura di un portale, una soglia, un limen che spesso abbiamo paura ad attraversare. E’ questa paura impedisce temporaneamente il distacco del nostro corpo astrale da quello fisico.
"Qui è dove una cosa finisce e un'altra sta per iniziare, ma non ci sei ancora del tutto, sei nello spazio di mezzo", afferma Kirsten Franklin, esperta di mentalità con sede a New York, una coach di trasformazione che lavora regolarmente con atleti professionisti e dirigenti di alto livello.
La parte difficile nell’affrontare questo vuoto è che contiene anche un’enorme parte dell’ignoto. E in generale, dicono gli esperti, agli esseri umani non piace esistere in uno spazio imprevedibile.
Quando sei in uno spazio liminale?
Le persone si muovono attraverso innumerevoli spazi fisici liminali durante il giorno e nella maggior parte dei casi non se ne accorgono. Come quando sei in un corridoio che va da un ufficio all'altro, o seduto in una sala d'attesa. "Di solito lo noti solo quando qualcosa non è normale nello spazio", afferma Franklin. "Ad esempio, mentre cammini per una strada buia della città, ma è completamente silenziosa e puoi sentire le tue scarpe sul marciapiede e inizi a dare di matto."
Tuttavia, lo spazio liminale emotivo è probabilmente il luogo in cui è più probabile che si provi disagio, afferma Franklin. Anche solo la tua esistenza come essere umano rientra in questa categoria, perché lo spazio tra nascita e morte potrebbe essere considerato liminale.
"Questo è ciò di cui vogliamo davvero parlare poiché ha un effetto importante sulla nostra salute mentale, se lo permettiamo", afferma Franklin. "Quando ti trovi in uno stato di inconsapevolezza, ciò può essere estremamente spaventoso, scomodo e creare ansia."
I 2 tipi di spazio liminale
Anche se potrebbe essere più semplice comprendere il concetto di liminalità a livello fisico, è più probabile che sia psicologico dove noterai e sentirai lo spazio liminale. Tuttavia è importante riconoscere la differenza tra i due.
Spazi fisici liminali
Uno spazio fisico liminale è qualcosa di tangibile che puoi riconoscere come un percorso, un passaggio o un portale. Questi luoghi sono transitori, nel senso che dovresti attraversarli per raggiungere qualcos'altro. Se rimani troppo a lungo in uno spazio liminale, le transizioni possono invece diventare una destinazione.
"Ogni volta che ti trovi nello spazio tra due spazi definiti, quello è uno spazio liminale fisico", afferma Franklin. "Ciò vale anche se stai saltando da una scogliera all'altra: quando lasci una scogliera e sei in aria diretto verso la scogliera successiva, quello è lo spazio liminale."
Altri esempi di spazi liminali fisici che potresti riconoscere includono:
Scale
Corridoi
Porte
Ponti
Spazi liminali psicologici
Meno tangibile e più emotivo, uno spazio psicologico liminale può essere riconosciuto più come una transizione di vita o uno spostamento tra due modi di pensare. Di conseguenza, dicono entrambi gli esperti, gli spazi liminali psicologici vengono spesso definiti stati liminali. Questa differenziazione riconosce gli aspetti mentali e spesso le sfide legate all’essere impantanati tra gli spazi.
"Fondamentalmente, alla tua mente piace che le cose siano regolari e coerenti: desidera e crea prevedibilità", afferma Franklin. "Il nostro cervello da cavernicolo ci ha addestrato a evitare qualsiasi cosa di cui non conosciamo al 100% il risultato." Di conseguenza, aggiunge Franklin, quando le persone si trovano in stati liminali, sono spesso accompagnate da sentimenti di ansia.
Secondo gli esperti, esistono due tipi principali di stati liminali psicologici: emotivi e metaforici.
Gli stati emotivi liminali tendono ad accompagnare le transizioni o le pietre miliari della vita. Ad esempio, la transizione dall'essere bambino a quello adulto è uno spazio liminale pesante (a meno che l'adolescenza non sia stata facile per te, e allora probabilmente non sei una specie di unicorno).
Da una prospettiva emotiva, uno spazio liminale descrive il tempo che intercorre tra la fine di una parte della vita di una persona e l'inizio della fase successiva. Ulteriori esempi di transizioni che accompagnano gli stati emotivi liminali includono:
La laurea
In movimento
Fidanzamento/matrimonio
Separazione/divorzio
Gravidanza/parto
Diagnosi di una malattia grave o terminale
Cambio/pensionamento di carriera
Morte di un genitore
L’altro spazio liminale psicologico è metaforico. In questo stato mentale, lo spazio liminale è letteralmente nella mente di una persona.
Nello spazio liminale metaforico, di solito c'è una decisione di qualche tipo da prendere, e finché la persona non decide in un modo o nell'altro, oscillerà in un perpetuo stato di incertezza liminale, dice Cohen. Esempi inclusi:
Scegliere quale università frequentare
Prendere una decisione tra due potenziali partner
Decidere se accettare o meno un lavoro
Accettare o rifiutare una proposta
Scegliere una destinazione per le vacanze
È importante ricordare che non tutti sono attrezzati per gestire gli spazi liminali allo stesso modo.
Impatti sulla salute mentale dello spazio liminale
"L'incertezza può essere molto scomoda, solitaria, travolgente, paralizzante, emotivamente impegnativa e mentalmente estenuante", afferma Cohen. “Ma può anche essere trasformativo e prezioso, fornendo creatività, forza e l’opportunità di andare avanti, evolvere, crescere e sviluppare una mentalità secondo cui tutto è possibile”.
"Ci ritroviamo a cercare di adattarci a ciò che una volta sapevamo come comodo, ma continuiamo a lottare perché non è più adatto", aggiunge. “Ma riconoscendo che questo spazio ora è scomodo, un individuo ha la possibilità di muoversi verso un’espressione più autentica di sé stesso”.
E qui sta il paradosso dello spazio liminale. Da un lato, quando ci sei dentro, c'è la possibilità che ti senti a disagio o di cattivo umore. Ma è anche grazie a queste transizioni che hai la possibilità di crescere e vedere la tua vita evolversi in qualcosa di nuovo.
Ci sono alcune prove che essere in uno stato liminale è collegato alla creatività. Poiché le emozioni sono spesso accentuate nella liminalità, canzoni, libri, poesie e dipinti sono emanati da artisti che cercano di dare un senso a questa condizione umana transitoria e talvolta dolorosa. "Questo può diventare il luogo in cui nascono grandi idee", afferma Franklin.
L’identità è un’altra area in cui emerge la liminalità. Abbiamo già accennato a come gli adolescenti spesso si trovino in uno spazio liminale (ad esempio “non una ragazza, non ancora una donna”). Ma questo può entrare in gioco anche quando le persone mettono in discussione le loro preferenze sessuali o la loro identità di genere.
Più cambiamenti hanno risultati sconosciuti, più ci sentiamo a disagio. "Questo può arrivare al livello di sentirsi come la morte", dice Franklin. "Se non adeguatamente tenuto sotto controllo, può portare alla sensazione di 'non abbastanza' - non abbastanza intelligente, non abbastanza forte - e può metterti in uno stato di paura e disagio e, peggio ancora, depressione o persino ideazione suicidaria."
Evita di rimanere "bloccato" in uno spazio liminale
Anche se in alcuni casi trovarsi in uno spazio liminale può generare buoni risultati, c'è anche la possibilità che possa amplificare lo stress. "Diventare così a disagio con l'ignoto da diventare ansioso o avere attacchi di ansia è il pericolo di rimanere bloccati in uno spazio liminale", afferma Franklin. "Le interruzioni nella routine o i problemi inaspettati diventano sproporzionati e all'improvviso stai procrastinando o, peggio, incapace di muoverti o funzionare."
"Come un termostato, siamo impostati su una certa temperatura e se quella temperatura cambia, diventa scomodo", afferma Franklin. Il trucco sta nel capire come ribaltare il copione per vedere uno spazio liminale non come qualcosa da temere, ma piuttosto come qualcosa da sfruttare per la crescita personale.
Come gestire efficacemente la permanenza nello spazio liminale
Esistono molti modi diversi in cui puoi imparare a stare in uno spazio liminale con grazia. L’obiettivo è “mettersi a proprio agio nell’essere a disagio”, afferma Franklin. E la buona notizia è che se riesci a farlo, probabilmente troverai una ricompensa dall'altra parte.
Ecco alcune tecniche che ti aiuteranno a navigare in questo spazio nebuloso:
Considera lo spazio liminale come un modo sano per chiederti: "Perché no?" non "E se?" "'E se' può essere pericoloso e portare ad una maggiore ansia perché ci sono troppe opzioni, nessun fatto e tendiamo a concentrarci su quelli negativi", afferma Cohen. “Ma se ci chiediamo 'perché no?' e concentrandoci sui risultati positivi, possiamo evitare il catastrofismo”. Sfidando te stesso a esplorare lo spazio liminale in modo pieno di speranza e come opportunità di trasformazione, puoi uscire dalla tua zona di comfort e fare le cose in modo diverso.
Impara a meditare. "La meditazione sarà come uno strano trucco magico", afferma Franklin. "Lo fai per mesi e pensi di non avere risultati finché un giorno succede qualcosa, e ti trovi nello spazio liminale e realizzi: 'Wow, non sono poi così infastidito.' Questo è solo un gioco di mentalità e se ci giochi abbastanza, passerà dalla necessità di lavorarci consapevolmente a diventare il tuo nuovo stato predefinito.
Praticare regolarmente il Floating, che alla fine può risultare come una vera e propria terapia per aiutare i più “liminali” aiuta a gestire l’ansia dell’attraversamento delle soglie, a prendere decisioni importanti che compartano un cambiamento.
Pratica l’accettazione e l’essere presente. Più accetti il punto in cui ti trovi e non lo combatti, più facile sarà. "Le cose cambiano e non possiamo fare nulla per fermarlo: è una parte normale della vita", afferma Cohen. “Più lo combattiamo, più difficile può essere. Il cambiamento è il modo in cui cresciamo e impariamo. La flessibilità è fondamentale”.
Ricorda le esperienze trasformative positive. Scava in profondità per ricordare altri momenti difficili della tua vita e cosa hai fatto per avere successo in quelle situazioni. “Forse alcuni degli strumenti utilizzati in passato si applicheranno al presente”, suggerisce Cohen. "Esempi di resilienza personale possono aiutare a creare le basi per costruire il tuo percorso attuale."
Annota le cose. Dai ai tuoi pensieri, sia positivi che negativi, un posto dove vivere. "Quando pensiamo alle cose, queste hanno la tendenza a crescere e a prendere il sopravvento su tutto il resto", afferma Cohen. “Ma quando li scriviamo e diamo loro una casa, diventano più piccoli e più gestibili”. Questa non deve essere una storia o anche frasi coerenti, devono solo essere i tuoi pensieri e le tue idee. Anche una parola o un'immagine aiutano. Una volta scritti, puoi sempre tornare indietro e guardare cosa stavi pensando. Ciò renderà più facile riconoscere il percorso che alla fine vuoi intraprendere.
Usa parole che migliorano, non sminuiscono. "Per ogni affermazione negativa, prova a riscriverla in qualcosa di positivo", afferma Cohen. Ad esempio, invece di dire "non posso", "non voglio" o "non posso", prova a riformulare con frasi come "Non vedo l'ora" o "Mi piacerà quando". Piccoli cambiamenti nella semantica possono anche spostare la tua prospettiva verso un futuro pieno di speranza.
Vai a "sette livelli" in profondità. Continua a chiederti “perché” finché non arrivi alla radice del tuo disagio. Franklin chiama questo “andare a sette livelli di profondità” e offre quanto segue come esempio: “Perché mi sento così a disagio nel non conoscere X? Perché P. Perché P mi mette così a disagio? Perché P è ingiusto. Perché P è ingiusto e perché il fatto di essere ingiusto mi dà davvero fastidio? E così via. "Una volta trovata la causa principale, a volte scompare e talvolta dobbiamo utilizzare altre tecniche e pratiche per liberarci dell'impatto emotivo di quella causa", afferma.
Concentrati su ciò che puoi controllare e non su ciò che non puoi. Ad esempio, puoi controllare te stesso, il tuo ambiente e le tue risposte, ma non puoi controllare le altre persone. "Quindi non concentrarti su ciò che pensi che gli altri pensino di te o su ciò che pensi che dovrebbero fare", afferma Cohen.
Quando ottenere aiuto
Potrebbero esserci momenti in cui essere intrappolati in uno stato liminale sembra troppo opprimente per andare avanti da soli. Se ti senti immobilizzato e incapace di muoverti, se non credi di avere gli strumenti per andare avanti da solo o se il pensiero di andare avanti è troppo spaventoso e ti senti paralizzato, è tempo di cercare un aiuto professionale, dice Cohen.
"È sempre bello avere intorno professionisti qualificati e non fa mai male parlare con qualcuno perché non puoi vedere la situazione se ci sei dentro", dice Franklin. "A volte non possiamo premere un interruttore e decidere che guarderemo intenzionalmente qualcosa in un modo diverso senza aiuto."
Parlare con un terapista qualificato o un coach mentale è un buon modo per iniziare a comprendere lo spazio liminale in cui potresti trovarti. Possono aiutarti a sbloccarti aiutandoti a elaborare la tua situazione e dandoti anche gli strumenti per riformulare questa fase come un'opportunità di crescita.
Ma questo non significa che devi solo pensare positivo e tutto andrà bene. Tuttavia, puoi decidere di non vedere questo spazio come cattivo o negativo. "Sii bravo a sapere che tutte le emozioni hanno valore", afferma Franklin. “L’unica domanda da porsi ora è cosa farai al riguardo, se non altro? Quindi passa al risultato desiderato.
Infine, tieni presente che la maggior parte dello spazio liminale che sperimentiamo non ci pensiamo nemmeno. È solo un modo per definire una transizione tra due luoghi, pensieri o fasi.
"È dove dobbiamo prendere decisioni e correre rischi in modo da poter crescere e svilupparci come persone, sia fisicamente che emotivamente", afferma Cohen. “Ovunque possiamo vedere un’opportunità può essere considerato uno spazio liminale”.
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