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Se dormi bene questo post non è per te!

Si dibatte molto sui motivi del perché l’essere umano debba Dormire per mantenersi in salute…

A livello fisiologico durante il sonno avviene l’eliminazione di tossine come l'adenosina che si formano come sotto prodotto di reazione dei vari processi cerebrali accumulandosi progressivamente durante tutta la veglia. Col formarsi dell’adenosina, aumenta la “voglia di dormire”, nota anche come pressione del sonno. Un segnale da non ignorare semplicemente bevendo caffè. Infatti, la caffeina, ostacola il percorso ricettivo dell'adenosina che comunque rimane in circolo nel nostro cervello e sopra certi livelli tende a danneggiarlo.

L’eliminazione avviene durante il sonno mediante il deflusso di queste tossine ad opera del sistema linfatico che le trasporta nel liquido cerebrospinale e da li, vengono poi eliminate da fegato e reni.

Altrimenti, se ti accade spesso una delle seguenti cose ti consiglio di leggerlo molto attentamente

  • non riesci a prendere sonno

  • ti svegli spesso durante la notte ed hai difficoltà a riaddormentarti e non ci riesci 2 volte su 3

  • credi di Non dormire più di 3-4 ore per notte

  • la mattina ti svegli non riposato

  • cadi spesso preda di sonnellini (mini nap) durante il giorno

  • hai problemi a concentrarti

  • ti dimentichi spesso le cose o non ricordi il passato

  • accade da più di due settimane

  • non sogni mai

Si dibatte molto sui motivi del perché l’essere umano debba Dormire per mantenersi in salute...

A livello fisiologico durante il sonno avviene l’eliminazione di tossine come l'adenosina che si formano quali sotto prodotti di reazione dei vari processi cerebrali accumulandosi progressivamente durante tutta la durata dello stato di veglia (essere svegli e presenti a se stessi, pensare, agire). Col formarsi dell’adenosina, aumenta la “voglia di dormire”, nota anche come pressione del sonno. Un segnale da non ignorare semplicemente bevendo caffè. Infatti, la caffeina, ostacola il percorso recettivo dell'adenosina che comunque rimane in circolo nel nostro cervello e, al disopra di certi livelli tende a danneggiarlo.

L’eliminazione avviene per l’appunto durante il sonno mediante il deflusso di questa ed atre tossine ad opera del sistema linfatico che le trasporta nel liquido cerebrospinale e da li, vengono poi eliminate da fegato e reni.

 

Adenosina

 

Se non dormiamo queste sostanze tossiche tendono inevitabilmente ad accumularsi nei nostri tessuti cerebrali portando tutta una serie di conseguenze i cui sintomi, prima elencati, si aggravano progressivamente trasformandosi in vere e proprie patologie quali stati infiammatori cronici, demenza, aumento della pressione sanguigna, diabete.

Risulta quindi chiaro che dormire e dormire bene si deve e prima lo facciamo meglio è!

Spesso le difficoltà a dormire sono dovute ad una scorretta “Igiene del Sonno” ovvero ad abitudini sbagliate e mancanza di routine (che può comunque essere facilmente ristabilita), così come all’influenza di fattori ambientali che non sempre sono eliminabili.

 
Antenne 5G.png

3, 4, 5G… ripetitori e WiFi

 

E’ vero che possiamo spostare fuori dalla stanza da letto radiosveglie, TV, Smartphone e spegnere anche il WiFi, ma rimangono tuttavia interferenze elettromagnetiche che non sono eliminabili (3, 4 e 5G, il WiFi del vicino) che influenzano la fisiologia e la funzionalità del nostro cervello spesso impedendo la corretta transizione fra veglia e il sonno (onde delta) che è a sua volta legata anche all’accoppiamento delle onde theta con la risonanza di Schumann. (reference: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16621850/ ; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12464096/ )

Il processo del prendere sonno rispecchia un progressivo rallentamento delle onde cerebrali (da gamma a beta a alpha a theta a delta) con abbassamento progressivo della frequenza fino ad arrivare al disotto dei 4 Hz tipica delle onde delta del sonno appunto.

L’insonne riesce male o non riesce affatto ad entrare e quindi attraversare la fase theta caratterizzata dal funzionamento del cervello su frequenze che vanno dai 4 agli 8 Hz e non potendo attraversarla, non è in grado di scivolare in delta e quindi non si addormenta. La fase theta è tipica di quelle sensazioni strane di caduta o movimenti a scatti improvvisi, o visualizzazioni di immagini multiformi, talvolta colorate chiamate ipnagogiche: non è il sonno, ma ne è il preludio e solitamente dura dai 10 ai 30 secondi. Tutto questo rimane valido sia che si prenda sonno per la prima volta, sia che si cerchi di riaddormentarsi dopo un risveglio.

 
onde cerebrali.jpg
 

Le interferenze elettromagnetiche sono uno dei problemi a cui vanno incontro gli astronauti quanto rimangono per lunghi periodi all’interno della stazione spaziale, al difuori della ionosfera non risentono più degli effetti regolatori della risonanza di Schumann e non più schermati dalla ionosfera, sono soggetti all’azione di forti campi elettromagnetici che ne influenzano pesantemente la fisiologia soprattutto per quanto riguarda il sonno e la capacità ad addormentarsi e l’insorgenza di veri e propri disturbi del sonno (https://www.space.com/26829-astronauts-space-station-sleep-deprivation.html ). Loro come noi per quelle ragioni dette sopra devono dormire pena la progressiva diminuzione delle prestazioni fisiche e cognitive. Per aiutarsi a ripristinare la capacità di addormentarsi utilizzano degli emettitori di frequenza Schumann a bassissima intensità posizionati all’interno dell’ambiente adibito al loro riposo: questo permette loro di “ri-sintonizzare” le proprie onde cerebrali sulle onde theta che precedono e onde delta caratteristiche del sonno facilitando la transizione alpha > theta > delta: dormo!

Astro Samanta Floating dormire Floann 7.83.jpg

Le onde theta sono anche le onde su cui si posiziona il nostro cervello quando pratichiamo Floating nelle vasche di deprivazione sensoriale. L’andare e venire (entrare ed uscire) ma anche il permanere in questo stato Theta induce la capacità e la consapevolezza di poter ri-sintonizzare il nostro cervello su queste onde favorendo “l’addormentamento”. Con poche sessioni di Floating si riesce a ripristinare questa capacità così come la consapevolezza di potersi addormentare al bisogno che ne deriva e di uscire quindi da insonnia e da molti problemi indotti dalla privazione del sonno.

Chi, specie in periodi di lockdown come questi, non ha la possibilità di praticare floating regolarmente, può comunque riuscire a dormire in modo riposante e soddisfacente utilizzando gli armonizzatori Floann 7.83 Hz.

Ti invitiamo ad approfondire l’argomento sul post: DORMIRE BENE O DORMIRE MALE: TUTTA UNA QUESTIONE DI RISONANZA

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dormire bene o dormire male: tutta una questione di risonanza

Dormire bene o male, svegliarsi completamente riposati o stanchi pare essere una delle più ricorrenti problematiche che influenzano il nostro benessere quotidiano.

Una corretta igiene del sonno può certamente contribuire a migliorare il nostro riposo, ma una volta eliminate le principali cause di disturbo per molti di noi le difficoltà rimangono a meno di non isolarci in un eremo sperduto.

E se tutto dipendesse dall’ambiente in cui dormiamo? Dall’inquinamento elettromagnetico in cui siamo immersi?

Secondo Rupert Shaldrake siamo entità vibrazionali inserite in un campo morfogentico posto in vibrazione la cui frequenza è influenzata da tutte le frequenze che noi generiamo e da cui siamo influenzati a nostra volta. Questa influenza a seconda dell’ambiente in cui si manifesta può trasformarsi in risonanza o interferenza o semplicemente in rumore di fondo.

Un’esplicitazione del campo morfogenetico terreste sono le frequenze di Schumann dal nome del fisico tedesco Winfried Otto Schumann che per primo le calcolò, ovvero quelle frequenze a cui risuona per la sua conformazione volumetrica lo spazio compreso fra la superficie terreste e la ionosfera ed i cui picchi tipicamente sono riconoscibili alle frequenze: 7.83 Hz, 14.1 Hz, 20.3 Hz, 26.4 Hz e 32.4 Hz. Si è visto infatti che a causa della frequenza di abbattimento dei fulmini, i loro canali di irradiazione (quelle principali linee brillanti ramificate che si vedono quando si manifestano) si comportano come antenne che emettono impulsi con frequenze al disotto dei 100 K Hz. Questi segnali seppur molto deboli a causa dell’effetto risonante della guida d’onda generato dalla cavità fra superficie terrestre e ionosfera vengono amplificati e si ha l’entrata in risonanza di questa cavità.

In realtà la cavità fra superficie terrestre e ionosfera tuttavia non è una guida d’onda perfetta e a causa delle perdite di conduttività elettrica della ionosfera, dell’assorbimento delle calotte polari, del campo magnetico terrestre, delle asimmetrie geomorfologiche orizzontali, della transizione giorno/notte di metà del globo terrestre, si ha di fatto l’entrata in risonanza di questo sistema a frequenze molto più basse e caratterizzate dallo spettro fra 7.83 Hz, 14.1 Hz, 20.3 Hz, 26.4 Hz e 32.4 Hz.

Credit to Ing. Paolo Petracchi e Dr. Mattew Starwood

Dormire bene o male, svegliarsi completamente riposati o stanchi pare essere una delle più ricorrenti problematiche che influenzano il nostro benessere quotidiano.

Una corretta igiene del sonno può certamente contribuire a migliorare il nostro riposo, ma anche una volta eliminate le principali cause di disturbo, per molti di noi le difficoltà rimangono, a meno di non isolarci in un eremo sperduto.

E se tutto dipendesse dall’ambiente in cui dormiamo? Dall’inquinamento elettromagnetico in cui siamo immersi?

Secondo Rupert Shaldrake siamo entità vibrazionali inserite in un campo morfogentico posto a sua volta in vibrazione ad un frequenza che è influenzata da tutte le frequenze che noi generiamo e da cui siamo influenzati a nostra volta. Questa influenza a seconda dell’ambiente in cui si manifesta può trasformarsi in risonanza, interferenza o semplicemente rimanere un rumore di fondo.

 
Canali di irradiazione fulmini

Canali di irradiazione fulmini

 

Un’esplicitazione del campo morfogenetico terreste sono le frequenze di Schumann dal nome del fisico tedesco Winfried Otto Schumann che per primo le calcolò, ovvero sono quelle frequenze a cui risuona per la sua conformazione volumetrica, lo spazio compreso fra la superficie terreste e la ionosfera ed i cui picchi tipicamente sono riconoscibili alle frequenze: 7.83 Hz, 14.1 Hz, 20.3 Hz, 26.4 Hz e 32.4 Hz. Si è visto infatti che a causa della frequenza di abbattimento dei fulmini, i loro canali di irradiazione (quelle principali linee brillanti ramificate che si vedono quando si manifestano) si comportano come antenne che emettono impulsi con frequenze al disotto dei 100 K Hz. Questi segnali seppur molto deboli, a causa dell’effetto risonante della guida d’onda generato dalla cavità fra superficie terrestre e ionosfera, vengono amplificati e si ha l’entrata in risonanza di questa cavità.

In realtà la cavità fra superficie terrestre e ionosfera non è una guida d’onda perfetta e a causa delle perdite di conduttività elettrica della ionosfera, dell’assorbimento delle calotte polari, del campo magnetico terrestre, delle asimmetrie geomorfologiche orizzontali, della transizione giorno/notte di metà del globo terrestre, si ha di fatto l’entrata in risonanza di questo sistema a frequenze molto più basse e caratterizzate dallo spettro fra 7.83 Hz, 14.1 Hz, 20.3 Hz, 26.4 Hz e 32.4 Hz.

 
credits to Wikipedia

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credits to Wikipedia

 

L’essere umano, gli animali e le piante terrestri si sono evoluti in questo campo morfogenetico caratterizzato proprio da queste specifiche frequenze e di conseguenza si è creato una sorta di legame fra queste e le frequenze che tipicamente ne caratterizzano la fisiologia un’accordatura di riferimento in relazione alla quale si sono sviluppati e si regolano i ritmi circadiani degli esseri viventi. Nell’uomo in particolare il cervello emette onde che possono essere raggruppate in intervalli di emissione caratteristici.

Ne riconosciamo 5, ciascuno relativo ad un ben preciso stato di coscienza:

Intervallo delle onde Gamma: è compreso tra 32 e 90 hertz e relativo a stati di grande energia, pensiero concitato, lotta, telecinesi.

Intervallo delle onde Beta: è compreso tra 14 e 31 hertz. Movimento, fare, apprendere, il soggetto è cosciente

Intervallo delle onde Alfa: è compreso tra 8 e 14 hertz. Caratterizza stati di rilassamento profondo, Apprendimento guidato: guardo la tv, ascolto musica, leggo il Giornale. Meditazione

Intervallo delle onde Theta: è compreso tra 4 e 8 hertz. Fugace (10-30 secondi) stato vibrazionale fra le onde alpha e le onde delta del sonno. Difficile da ricordare perché a cavallo fra lo stato di veglia ed il sonno. Durante esso si generano flash di immagini e movimenti a scatti detti ipnagogici la cui origine ancora non risulta troppo chiara; in questo stato gli emisferi cerebrali destro e sinistro tendono a lavorare in modo sincrono. E’ lo stato della “trance”: la porta di accesso alla nostra mente inconscia. In Theta le difese dell’io sono abbassate e si manifesta uno stato di apprendimento perfetto, totale. I bimbi al disotto dei primo anno di vita trascorrono il 70% del tempo in questo stato sviluppando l’80 % di tutte le connessioni neurali permanenti rispetto a quelle che svilupperanno nel resto della loro vita. In questo stato di attivazione e sincronizzazione degli emisferi cerebrali si manifesta al massimo la nostra creatività, l’intuizione ed altre abilità percettive extrasensoriali, come la telepatia. E’ lo stato in cui si permane per decine di minuti quando pratichiamo Floating nelle vasche di deprivazione sensoriale. Ed è stato dimostrato dal dottor Ankermueller e da Herbert König (successore di Schumann all’università di Monaco di Baviera) che le onde theta emesse dal cervello sono tali proprio in virtù della correlazione col primo picco della risonanza di Schumann 7,83 Hz. Per intenderci: se ci fossimo evoluti in un altro pianeta con ad esempio caratteristiche geomorfologiche e elettromagnetiche differenti, queste avrebbero generato uno spettro di risonanza diverso e le nostre onde theta sarebbero sicuramente state molto vicine se non sovrapponibili a questo diverso spettro.

Intervallo delle onde Delta è compreso 0 e 4 hertz: Stato associato al sonno profondo o al coma, ai sogni vividi, ai sogni lucidi. E’ lo stato in cui vengono rilasciati particolari ormoni che controllano la rigenerazione cellulare, il nostro sistema immunitario, regolano il ritmo sonno veglia sincronizzando il nostro orologio biologico. E’ per questo che il sonno, in particolare quello ristoratore è necessariamente associato ai processi di guarigione.

 
Onde Cerebrali

Onde Cerebrali

 

Una caratteristica del funzionamento del nostro cervello è anche quella di non poter saltare da un intervallo di funzionamento all’altro senza attraversare quello intermedio.

Siamo analogici... non digitali !

Per cui per accedere al dominio delle onde delta del sonno e finalmente dormire dobbiamo imprescindibilmente passare per il dominio delle onde Theta: “No Theta, No Sonno”... Questo passaggio è per taluni difficoltoso e sempre più persone dormono male, si svegliano durante la notte e non riescono a riprendere sonno.

Se inserito in un campo morfogenetico in cui sono presenti frequenze che fanno parte dello spettro di frequenze proprie dello spettro relativo al suo regolare funzionamento, il nostro cervello tende naturalmente a sintonizzarsi su una di queste frequenze come i pendoli dei metronomi in questo video che, se pur all’inizio assolutamente indipendenti, si sincronizzano gradualmente fino a oscillare tutti all’unisono grazie alla frequenza a cui è soggetto il piano su cui sono appoggiati che funziona da “guida”. Una progressiva sintonizzazione dei pendoli insomma che gradualmente sparirebbe se togliessimo la frequenza guida con cui oscilla il piano e sulla quale tutti tendono a sintonizzarsi, facendoli ritornare gradualmente a oscillare in modo totalmente asincrono.

 
 

Un effetto simile si riscontra anche nell’acqua. Infatti se questa viene sottoposta prima a forti campi magnetici per eliminare i cluster di molecole e tutte le informazioni vibrazionali in essa contenute, poi ad un campo elettrico debole (che ha la funzione del piano oscillante dei metronomi), si riesce a conferirgli un’informazione vibrazionale che altro non è che l’entrata “in fase” ovvero la sintonizzazione con la frequenza del campo elettrico applicato, del movimento delle molecole di acqua sul bordo in contatto con il recipiente che le contiene o con la membrana cellulare di una cellula del nostro corpo: visualizzabile come una sorta di “Ola” -quella dello stadio per capirci-. In questa zona, ovvero per uno spessore di alcuni strati sovrapposti di molecole, l’acqua assume caratteristiche più simili ai cristalli piuttosto che ai liquidi definendo così il suo quarto stato: quello cristallino... la vibrazione conferita può essere immagazzinata ed influenza il comportamento delle cellule che ne vengono ia contatto, ma questa è un’altra storia ed il tema di un futuro post dove parleremo anche di omeopatia.

Che c’entra il sonno ora?

La capacità di attraversare questa porta di accesso al sonno è pesantemente influenzata dalle interferenze ambientali generate dai campi elettromagnetici non antropici ovvero quelli non direttamente generati dalla nostra fisiologia, ma dovuti a dispositivi elettronici come wifi, smartphone, alimentatori degli elettrodomestici, la rete elettrica domestica. la domotica, il 5g, radar, onde radio, che tendono ad influenzare il funzionamento del nostro cervello interferendo pesantemente con i campi elettromagnetici da esso generati. Questa interferenza si manifesta con la riduzione della capacità dell’individuo di attraversare la fase transitoria fra la veglia ed il sonno, conosciuta come dominio Theta e quindi nell’incapacità di accedere alle onde Delta del sonno con l’insorgenza di veri e propri disturbi del sonno che possono sfociare ben presto in insonnia. All’allontanamento da queste fonti disturbanti invece, il nostro cervello tende a ritornare ad un funzionamento corretto e sincrono con il campo morfogenetico terrestre.

 
Spettro Risonanza di Schumann

Spettro Risonanza di Schumann

 

Purtroppo per noi il “buglione elettromagnetico” disturbante in cui siamo immersi quotidianamente non è totalmente eliminabile o attenuabile, almeno per tutto quello che non è alla nostra portata: non possiamo spegnere il wifi del vicino o il ripetitore 5g sul lampione in strada che irradia proprio in direzione della finestra della nostra camera da letto, così come non possiamo spegnere il ripetitore 3G, 4G della rete a cui sono agganciati i nostri smartphone, per non parlare di tutti gli altri campi elettromagnetici generati da apparecchiature di trasmissione, ecc., ecc.

C’è tuttavia una buona notizia: all’aumentare della frequenza i campi elettromagnetici ad alte frequenze tendono a diminuire di intensità più rapidamente man mano che ci si allontana dalla sorgente rispetto a quelli a frequenze più basse: è per questo che piazzano un’antenna 5G (26 giga Hz ovvero 26 x 10 alla 9 Hz) ogni 80÷100 mt per esempio. E’ una buona notizia perché è possibile riuscire a superare i loro effetti allontanandosi il più possibile da essi e “riportando” il nostro cervello a funzionare correttamente nel dominio Theta per tutto il tempo che vogliamo mediante alcuni particolari apparecchi sviluppati dalla NASA così come dall’agenzia Spaziale Russa, e da quella Cinese, con lo scopo di proteggere i propri astronauti quando sono in volo al difuori dell’atmosfera terrestre ed esposti quindi ai forti campi elettromagnetici ad alte frequenze per lunghi periodi di tempo (reference: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16621850/ ; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12464096/ ).

 
NASA Floann 7.83.png
 

Sono dei particolari emettitori che replicano la prima frequenza di Schumann 7,83 Hz e tendono a “rifasareri-sintonizzare il funzionamento del nostro cervello riportandolo alla sua naturale sincronizzazione con il campo morfognetico terrestre e con la frequenza di Schumann riattivando la nostra capacità di attraversare il dominio delle onde Theta e quindi da lì scendere in Delta e finalmente dormire. Una sorta di pace-maker per il nostro cervello da tenere sul comodino. La potenza di questi emettitori è limitatissima, il loro raggio di azione efficace è giusto di qualche metro e la frequenza di 7,83 Hz non è udibile, né percepibile a livello tattile ma interagisce positivamente con il funzionamento del nostro cervello. La risonanza di Schumann non ha effetti soltanto sul sonno ma si è riscontrato che influenza il funzionamento le’’ippocampo nel fissare la memoria a lungo termine.

Ritornare “coerente” con la risonanza di Schumann significa ritornare coerente con il battito del cuore del pianeta armonizzarsi con esso.

Un interessante articolo in lingua inglese sugli effetti della risonanza i Schumann può essere consultato qui: https://www.biologicalmedicineinstitute.com/post/2019/09/20/schumann-resonances-and-their-effect-on-human-bioregulation

Una piccola nota tecnica: e’ importante tenere presente che lo strumento deve emettere solo la frequenza cercata 7,84 Hz HIFI e non un segnale massicciamente inquinato da armoniche dispari con ampiezza anche della metà del segnale voluto. Esistono in commercio “aggeggi” (made in china a bassa tecnologia) che emettono un’onda quadra (digitale on-off) che però per il modo con cui viene generata introduce appunto altre frequenze spurie che con la risonanza Schumann non hanno nulla a che spartire ma che invece risultano altamente disturbanti.

Onda+Quadra+.jpg

Nel realizzare tali emettitori, in virtù del fatto che le frequenze sono così basse è necessario mantenere un’elevata fedeltà di segnale (HIFI) e questo può essere raggiunto soltanto con segnali sinusoidali (analogici continui oscillanti) e una particolare elettronica.

Onda+Sinusoidale.jpg

Questi emettitori di frequenza Schumann con segnale sinusoidale HIFI sono stati da sviluppati da Float & Co Srl per facilitare l’entrata e la permanenza nello stato Theta durante le sessioni di Floating (deprivazione sensoriale) e sono installati su richiesta su ogni Floating Pod di nostra produzione. Nel nostro centro Floating Flo di Firenze sono uno standard da diversi anni. Visti i benefici effetti abbiamo deciso di farne un prodotto da poter utilizzare anche a casa che è anche acquistabile da Marzo 2020 presso il nostro centro Floating Flo di Firenze e sullo shop on line del nostro sito web col nome di

Floann® 7.83 Hz HiFi Sleep

Funzionano con l’alimentatore di un qualsiasi smartphone o con un pacco batteria ausiliario per estenderne la carica. Ha la connessione universale con USB A e vanno quindi su tutti gli alimentatori degli smartphone prodotti negli ultimi 8 anni. Da tenere sul comodino o vicino al letto ha un raggio di azione efficace di 4 mt.

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Vuoi Fare un sogno Lucido? Prima parte

Il “Sogno lucido è un sogno consapevole”… cioè un sogno in cui il sognatore si accorge di stare sognando e pilota il sogno a suo piacimento. Significa che ci si proietta in un mondo fantastico generato dalla nostra mente in cui si può essere e fare tutto quello che si vuole come in una virtualità aumentata generata dal più potente computer che esista (per ora): la “nostra mente”… e lo si fa senza ovviamente temere le eventuali conseguenze che deriverebbero al farlo nel mondo reale, consapevoli che si sta riposando nel nostro letto, nel floating pod o in qualche altro luogo.


Scritto da Dr. Matthew Starwood

Introduzione.

Il “Sogno lucido è un sogno consapevole”… cioè un sogno in cui il sognatore si accorge di stare sognando e pilota il sogno a suo piacimento. Significa che ci si proietta in un mondo fantastico generato dalla nostra mente in cui si può essere e fare tutto quello che si vuole come in una virtualità aumentata generata dal più potente computer che esista (per ora): la “nostra mente”... E lo si fa senza ovviamente temere le eventuali conseguenze che deriverebbero al farlo nel mondo reale, consapevoli che si sta riposando nel nostro letto, nel floating pod o in qualche altro luogo.

Si può volare come degli uccelli o levitare, spostare oggetti col pensiero o abbandonarsi ai nostri desideri più intimi, comporre musica, dipingere, esplorare un pianeta in un’altra galassia... Le possibili applicazioni sono pressoché infinite e limitate solo dalla nostra fantasia e dalla nostra propria abilità nel sognare e dirigere il sogno lucido. 

Un esempio di sogno lucido potrebbe per esempio essere il viaggio di “Alice nel paese delle meraviglie”...

Se vi siete incuriositi allora vi chiederete - “Ok, mi interessa ma... Come posso fare un sogno lucido?” A questa domanda non corrisponde una risposta univoca ed esatta dato che siam tutti diversi gli uni dagli altri e dotati di facoltà mentali diverse a cui corrispondono ricette diverse. Quindi la risposta giusta come in molte altre attività attinenti la nostra mente è: “Dipende”... tuttavia, per i sognatori lucidi “non naturali”, si possono identificare poche semplici regole base alle quali attenersi per creare lo status mentale idoneo per raggiungere e sviluppare il proprio sogno lucido. Lo stato di meditazione profonda raggiunto durante le sessioni di floating da almeno 90 min di durata costituisce un’ottima opportunità per sfruttare almeno 45-60 minuti della sessione ed accedere a questa incredibile esperienza.

Desiderio di avere un sogno lucido.

Può sembrare una banalità ma, per qualcuno il semplice desiderio di avere un sogno lucido può essere sufficiente ad averne uno davvero. La forte motivazione contribuisce a stabilire una certa costanza ed impegno necessari per tenere un Diario Onirico su cui appuntare tutte le proprie esperienze oniriche, meditare e se necessario svegliarsi di notte per riflettere e prendere appunti. Non succederà subito magari, ma state certi che tutto l’impegno verrà ampiamente ripagato al primo sogno lucido che farete.

Dormire bene

Sembra una banalità ma non lo è... dormire non serve solo a recuperare l’energia necessaria ad affrontare gli impegni della giornata che segue, a rigenerare il nostro fisico e riorganizzare le esperienze vissute memorizzandole in modo da poterle richiamare al bisogno, serve soprattutto perché un buon sonno regolare e adeguato ci permette di avere un’adeguata presenza della fase REM (Rapid Eye Movement), durante la quale si sogna e durante la quale si hanno i “Sogni Lucidi”. Il sonno si realizza in cicli di circa 90 minuti durante i quali si ha un’alternanza di onde delta proprie della fase NON REM e la fase REM; con un’aumento in durata di quest’ultima man mano che ci si avvicina alla fine del sonno. C’è quindi una più alta facilità di avere i sogni lucidi dalle 5 alle 7 del mattino se ad esempio le 7 sono l’orario tipico al quale dobbiamo svegliarci. 

Ovviamene dormire poco e male diminuisce il numero dei cicli di 90 minuti e con essi anche le durate delle corrispondenti fasi REM e quindi la probabilità di sognare ed avere sogni lucidi.

Stabilire una routine serale che si conclude con l’addormentarsi è estremamente utile. Com’è utile non utilizzare la luce blu degli smartphone nelle 4 ore antecedenti l’orario abituale a cui andiamo a coricarci. Ma per questo vi rimandiamo ai nostri post sul sonno in cui troverete molti altri utili suggerimenti per un buon sonno ristoratore.

Se dormiamo in modo regolare possiamo pensare di sfruttare le ore intorno all’alba per fare una sessione di Floating e massimizzare la durata della fase REM aumentando moltissimo la probabilità di fare un sogno lucido e di pilotarlo a nostro piacimento.

Cicli+del+sonno.jpg
Sonno e Sogni Lucidi

Ricordare cosa SI E’ sognato

Un primo obiettivo da raggiungere quando iniziamo questo percorso verso il sogno lucido è riuscire a ricordare cosa si è sognato. Tutti noi sognamo durante la notte, ma non sempre ci ricordiamo quello che abbiamo sognato e questo perché i sogni sono impressi nella memoria a breve termine 10-15 min che di per se è una “cache” che si sovrascrive ogni 10-15 min. 

L’unico modo per riuscire a ricordare quel che si è sognato è un risveglio improvviso e un’immediata analisi di quel che ci ricordiamo dell’esperienza appena vissuta; se invece si continua a dormire il ricordo svanisce. La cosa interessante per l’aspirante sognatore lucido è il fatto che ricordarsi i sogni è un’abilità che si può apprendere ed il miglior strumento che ci consente di farlo è tenere un “diario onirico” in cui appuntare tutti i ricordi dei sogni anche i più insignificanti.

Meditare

Praticare la meditazione e la Mindfulness costituiscono tecniche indirette perché esistono studi che confermano che i sogni lucidi si verificano soprattutto come effetto secondario in soggetti che praticano regolarmente meditazione o mindfulness . Questo sembra sia dovuto al fatto che la queste pratiche mirano a sviluppare la consapevolezza del proprio stato mentale mediante il ricorso alla visualizzazione di immagini, oggetti, pensieri. Ovviamente si deve riuscire a meditare con profitto ed anche in questo caso la vasca di deprivazione sensoriale ed il Floating sono l’ambiente più idoneo a farlo perché privo di distrazioni e dove tua mente è libera di attivarsi e pensare solo a sé stessa. 

Una pratica molto utile per abituarsi a ricapitolare e predisporsi per le esperienze successive è la “meditazione riepilogativa”ovvero l’analisi delle esperienze vissute durante la giornata fatta prima di addormentarsi. Questo permette di vagliare le esperienze in base alla loro significatività, importanza e di scaricare eventuali conseguenze o pensieri ad esse associate in modo da avere la mente sgombra prima di addormentarsi.

Test di Realtà

Ci si deve abituare a dubitare della realtà in cui si sta vivendo. Strano? Forse un po’, ma l’abituarsi a mettere in dubbio la realtà ci avvicina sempre di più al sogno e funziona...

Ok, ma come fare a dubitare della realtà?

Facile: basta chiedersi spesso durante la giornata in quale realtà ci si trovi e provare per un po’ a fingere di credere di essere realmente in un sogno e di fare un reality check o (RC), immaginandoci per un istante che tale test evidenzi che ci si trovi in un sogno e di conseguenza ad esempio ci si sfreghi le mani, ci si dia un pizzico per verificare che alla fine non è così. Pare un po contorto ma... funziona. Un’unica raccomandazione, non fatevi notare mentre lo fate: è molto probabile che chi vi osserva lo ritenga parecchio strano…

Il reality check è in grado di aumentare la probabilità di fare un certo tipo di sogni lucidi di tipo DILT che descriveremo più avanti, ma che in poche parole sono sogni in cui si acquisisce la lucidità (consapevolezza) quando il sogno è già in corso. 

Come indurre il sogno lucido

Quando riuscirete a ricordare almeno un sogno a notte, SARETE PRONTI PER INIZIARE con le tecniche di induzione vere e proprie. 

Queste possono essere suddivise in 2 categorie in base al fatto che il sogno lucido venga o meno indotto durante un sogno o uno stato di veglia. 

  1. Tecniche mnemoniche: la tradizionale DILT (Dream Induced Lucid Dream) ovvero sogno lucido iniziato (direttamente) dal sogno: è molto semplicemente un sogno in cui l’onironauta si accorge di stare sognando. DILT indica anche quelle tecniche che aiutano l’induzione del sogno lucido mentre si sta già sognando e che si contrappongono a quelle tecniche che che cercano di indurre il sogno lucido direttamene da uno stato di veglia WILD ovvero sogno lucido iniziato da uno stato di veglia.

  2. Tecniche di transizione: la WILD (Wake Initiated Lucid Dream) ovvero sogno lucido iniziato da uno stato di veglia. Mediante questa tecnica l’onironauta riesce a ad entrare in un sogno direttamene dallo stato di veglia senza alcuna perdita di coscienza.

Della categoria 1 fanno parte la Reflection e la MILD (Mnemonic Induction of Lucid Dreams) ovvero “induzione mnemonica di sogni lucidi” che fu sviluppata da Steven La Berge mentre investigava sulla possibilità di avere sogni lucidi a piacimento. Questa tecnica prevede di utilizzare la memoria prospettica allo scopo di avere sogni lucidi. 

Della categoria 2 fanno parte la WILD e la DEILD (“dream Exit Initiated Lucid Dream”). In questa tecnica si sfrutta la tendenza del cervello a rimanere nella fase REM per qualche secondo anche dopo essersi svegliato da un sogno purché si rimanga immobili, fermi. In pratica questa tecnica permette di rimanere nella fase REM corrente e di iniziare in modo consapevole un nuovo sogno lucido dallo stato di veglia.

Scelta della Tecnica di Induzione più adatta

Veniamo alla pratica: come si sceglie la tecnica di induzione più adatta? Dato che il rapporto con il mondo dei sogni è molto personale, la scelta varia molto da individuo a individuo, ed è per questo che ci sono persone più portate per una tecnica piuttosto che per un’altra. Un consiglio: iniziate con una tecnica di tipo Mnemonico, la MILD, perché più facile da praticare ed anche molto più proficua. Le tecniche di transizione necessitano di una predisposizione naturale e sono anche molto più difficili da utilizzare con profitto, specialmente la WILD.

Qualsiasi tecnica deciderete di utilizzare potrà essere comunque potenziata con la WBTB (“Wake Back to Bed”: svegliarsi e tornare a letto), ed è esattamente quello che il nome suggerisce. Dato che i sogni sono composti da quello che si trova nella nostra mente, lo svegliarsi da un sogno e pensare di voler fare un sogno lucido è stato dimostrato essere un metodo molto efficace per aumentare la possibilità di averne uno: praticamente è un risveglio notturno dedicato ad “attivare” la mente e a istruirla con nozioni sui sogni lucidi. Di per se la WBTB da sola può essere sufficiente ad ottenere un sogno lucido ma associarla ad una delle tecniche di induzione aumenta esponenzialmente la possibilità di avere un Lucido. Raccomandiamo la pratica del Floating con sessioni di deprivazione sensoriale di almeno 90 minuti di durata per imparare ad entrare ed uscire dalla fase di veglia in modo volontario accedendo alla fase REM e praticando la WBTB… una ricetta che con un po do pratica è infallibile: provare per credere!

La costanza

Una raccomandazione: tutto quello che fate non ve lo ha ordinato il dottore e lo fate ovviamente solo se vi piace: non deve essere un obbligo e neppure un peso, deve essere fatto con entusiasmo e soprattutto con costanza. I lucidi non arrivano per caso, vanno maturati, vanno desiderati profondamente, ma siamo sicuri che con la costanza ed un po' di Floating ci riuscirete senza alcun dubbio. Idealmente vi consigliamo di utilizzare le varie tecniche di induzione tutti i gironi e di fare una sessione di Floating da 90 min a settimana per almeno 3 settimane.

L’ultimo consiglio: NON ARRENDETEVI e non demoralizzatevi! Molto probabilmente saranno necessarie alcune settimane prima di ottenere un Lucido, ma quando ci riuscirete, ed inizierete ad averne in successione, sarete ampiamente ripagati di tutto l’impegno e la fatica!

Un altro strumento per stimolare la creatività nei sogni lucidi è l’armonizzatore sinusoidale Floann 7.83 Hz. Lo strumento favorisce la sincronizzazione degli emisferi cerebrali facendoli lavorare all’unisono stimolando in questo modo la possibilità di sviluppare sogni più complessi e duraturi fungendo come una guida che riporta la frequenza di funzionamento del nostro cervello su quella di accesso all’attività onirica circa 8 Hz. L’efficacia di questo strumento Floann 7.83 Hz rispetto ad altri in commercio consiste nel fatto della specificità dellla frequenza emessa è una sinusoidale pura e non un’onda quadra che per come viene realizzata emette anche armoniche parassite che riducono gli effetti di guida.

Sogni d'oro ... ma lucidi, lucidi.  

                               Matthew

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Cosa accade se non dormi in modo regolare e a sufficienza per lunghi periodi.

Nel 1965, Randy Gardner, un giovane studente di 17 anni, restò sveglio per 264 ore: ovvero 11 giorni, per scoprire cosa sarebbe accaduto senza dormire. Al secondo giorno, la sua concentrazione diminuì. Successivamente perse la capacità di identificare gli oggetti al tatto. Alla fine del terzo giorno sperimentò malumore e disorientamento. Al termine dell'esperimento faceva fatica a concentrarsi, a ricordare fatti recenti, divenne paranoico e iniziò ad avere delle allucinazioni. Benché Gardner si sia ripreso senza danni permanenti a livello fisico o psicologico, per altri, l'insonnia, può essere causa di squilibri ormonali, di stati d’infermità, o, in casi estremi, di morte.

Credits to TED ED e Claudia Aguirre

Nel 1965, Randy Gardner, un giovane studente di 17 anni, restò sveglio per 264 ore: ovvero 11 giorni, per scoprire cosa sarebbe accaduto senza dormire. Al secondo giorno, la sua concentrazione diminuì. Successivamente perse la capacità di identificare gli oggetti al tatto. Alla fine del terzo giorno sperimentò malumore e disorientamento. Al termine dell'esperimento faceva fatica a concentrarsi, a ricordare fatti recenti, divenne paranoico e iniziò ad avere delle allucinazioni. Benché Gardner si sia ripreso senza danni permanenti a livello fisico o psicologico, per altri, l'insonnia, può essere causa di squilibri ormonali, di stati d’infermità, o, in casi estremi, di morte.

Iniziamo solo adesso a capire il motivo per il quale dormiamo, ma di certo sappiamo che è essenziale. Gli adulti necessitano dalle 7 alle 8 ore di sonno a notte, mentre gli adolescenti circa una decina.

Ci viene sonno quando il nostro corpo invia segnali al cervello per riferire che siamo stanchi, e quando segnali esterni indicano che fuori è notte. L'aumento delle sostanze che stimolano il sonno, come l'adenosina e la melatonina, induce ad un sonno leggero che man mano diventa sempre più profondo, rallentando la respirazione e il battito cardiaco, mentre i muscoli si rilassano. In questa fase non-REM del sonno il DNA viene rigenerato e l'organismo si rifocilla per il giorno successivo e vengono fissati i ricordi dalla memoria a breve a quella a lungo termine mediante l’intermediazione dell’Ippocampo.

Negli Stati Uniti, si stima che il 30% degli adulti e il 66% degli adolescenti soffrano regolarmente di insonnia, e questo è un dato da non sottovalutare. Restare svegli può causare seri problemi al nostro organismo.

Quando dormiamo poco: l'apprendimento, la memoria, l'umore e la prontezza di riflessi  vengono danneggiati!

L'insonnia, peraltro, può causare infiammazioni, allucinazioni, un aumento della pressione, ed è perfino collegata ad alcune cause di diabete e obesità.

Nel 2014, un accanito fan di calcio decedette dopo essere rimasto sveglio a guardare la Coppa del Mondo per 48 ore di fila. Sebbene sia stato l'infarto a causare la morte prematura, studi dimostrano che dormire sistematicamente meno di 6 ore a notte aumenta il rischio d'infarto per ben più di 4 volte e mezzo rispetto a chi, invece, dorme regolarmente dalle 7 alle 8 ore.

Per un piccolo numero di persone nate con una rara alterazione genetica, l'insonnia rappresenta una realtà quotidiana. Questa malattia, nota come Insonnia Familiare Fatale, intrappola il corpo in uno stato di veglia privandolo della tranquillità del sonno. Nell'arco di mesi o di anni, lo stato peggiorativo di questa malattia può portare alla demenza o alla morte. 

Molte persone affette da questa patologia e dalla più comune insonnia hanno un notevole sollievo praticando il Floating: i primi perché è l'unico modo per recuperare, i secondi perché il Floating rappresenta una via di uscita sicura ed efficace dalla spirale dell'insonnia in quando chi lo pratica ricomincia a gestire la fase theta del sonno facilitando l'addormentamento sia all'inizio che in caso di risvegli e, in più, costituisce un recupero formidabile da stati di indolenzimento muscolare.

Com'è possibile che la deprivazione del sonno causi così tanti problemi? 

Gli scienziati ritengono che la risposta stia nell'accumulo di scorie nel cervello. Durante le ore di veglia, le cellule sfruttano le risorse energetiche quotidiane, che, demolite, generano vari sotto-composti, tra cui l'adenosina. Col formarsi dell’adenosina, aumenta la voglia di dormire, nota anche come pressione del sonno. Infatti, la caffeina, ostacola il percorso recettivo dell'adenosina.

Nel cervello, inoltre, si generano altri rifiuti che se non vengono espulsi finiscono per ammassarsi, diventando la causa di numerosi sintomi negativi della deprivazione del sonno.

Quando dormiamo, cosa accade nel cervello per evitare tutto questo? Gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di un sistema linfatico, ovvero un meccanismo di pulizia che rimuove le sostanze di scarto e che risulta essere molto più efficiente quando dormiamo.

Attraverso un liquido cerebrospinale, il sistema defluisce le sostanze tossiche che si sono accumulate tra le cellule.

Alcuni vasi linfatici, che fanno da recipienti per le cellule immuni, sono stati scoperti, di recente, nel cervello e contribuiscono anche a ripulirlo dalle sostanze di scarto.

Il Floating è un ottimo metodo per recuperare riattivare lo smaltimento dell'adenosina e delle altre sostanze di scarto dal vostro cervello e dal punto di vista del recupero psicofisico un’ora di Floating equivale a 6-7 ore di sonno profondo.

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Mentre gli scienziati esplorano i processi rigenerativi notturni possiamo starne certi, dormire è una vera e propria necessità se vogliamo preservare la nostra salute fisica e mentale e praticare Floating regolarmente ci aiuta a dormire meglio.

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Leonardo da Vinci, il sonno Polifasico e il Floating per avere 22 ore al giorno di attività

Tranquilli non vi racconterò che Leonardo faceva Floating, anche se sono convinto prima o poi ci sarebbe arrivato… in questo Post parleremo di Sonno, di come organizzarlo al meglio per renderlo efficace nel ristorarci profondamente e di come il Floating riesca ad esser un metodo molto efficace per eseguire questa riprogrammazione. Attenzione, una riprogrammazione che è molto indicata a chi soffre di problematiche relative al sonno, anche gravi come l’insonnia, non solo per aumentare l’efficienza di “ristorazione” (passatemi il termine) e di avere anche diverse ore in più a disposizione per le nostre attività. 

Scritto da Dr. Matthew Starwood

Tranquilli non vi racconterò che Leonardo faceva Floating, anche se sono convinto prima o poi ci sarebbe arrivato… in questo Post parleremo di Sonno, di come organizzarlo al meglio per renderlo efficace nel ristorarci profondamente e di come il Floating riesca ad esser un metodo molto efficace per eseguire questa riprogrammazione. Attenzione, una riprogrammazione che è molto indicata a chi soffre di problematiche relative al sonno, anche gravi come l’insonnia, non solo per aumentare l’efficienza di “ristorazione” (passatemi il termine) e di avere anche diverse ore in più a disposizione per le nostre attività. 

Cominciamo col descrivere come funziona il sonno tralasciando per il momento il perché si dorme (o si dovrebbe) e a cosa serve indicandolo con una generica necessità di ristorare mente e corpo.

Cicli Sonno Normale.jpg

Nella norma il nostro sonno è un’alternarsi di cicli NON REM (sonno Delta) e REM (Rapid Eye Movement) di circa 70- 90 min l’uno con un aumento della durata della fase REM rispetto all’altra man mano che si dorme e ci si avvicina al risveglio.

La fase NON REM corrisponde alla massima efficacia dal punto di vista del recupero e la sua lunghezza è massima subito dopo l’addormentamento e diminuisce progressivamente man mano che progredisce nel dormire durante l’alternanza con le varie fasi REM.  

La fase REM è la fase in cui si sogna (anche se la mattina non ce ne ricordiamo) ed è una fase in cui la natura dei sogni può causare affaticamento o depressione. Diminuendo la fase REM si tende ad aumentare la fase NON REM a tutto vantaggio del recupero.

Durante la vita una persona utilizza quattro abitudini o modi di dormire:  Il neonato proprio per sua natura ha un sonno Polifasico: “dorme ogni poco” e non è possibile definire un periodo continuativo in cui dorme di più. Man mano che cresce attraversa un periodo in cui dorme con un ritmo Bifasico: influenzato dal ritmo solare (melatonina, ritmo circadiano ecc) e dalle abitudini sociali; il bambino dorme molto a lungo anche durante il pomeriggio. Dall’adolescenza si una marcata prevalenza di sonno Monofasico: si dorme solo durante la notte. E man mano che s’invecchia e la senilità avanza, si ritorna al un ritmo Polifasico Ultradiano.

Nikola Tesla

Nikola Tesla

Napoleone, Thomas Jefferson, Thomas Edison, Buckminster Fuller e Benjamin Franklin, sono alcuni dei personaggi che hanno cambiato la storia di questo pianeta insieme Nikola Tesla, e Leonardo da Vinci che invece hanno creato praticamente l’80% di quello di cui ci serviamo tutti i giorni: loro erano tutte persone che non dormivano in modo “tradizionalmente monofasico” ma è documentata la loro predilezione per il Sonno con Ritmo Polifasico.

Perché? Si ritiene che in questo modo riuscivano a ristorarsi, recuperare le loro energie e mantenere al massimo le loro facoltà mentali massimizzando la durata della veglia che in Leonardo da Vinci ad esempio arrivava anche a 22 ore. Leonardo infatti alternava 4 ore di veglia a periodi di “trance” di 20 min raggiunta chiudendo gli occhi ed isolandosi in un logo tranquillo. Il tutto lo portava ad avere 6 periodi di sonno/riposo per un totale di 2 ore e ad avere 22 ore di veglia per tutte le altre attività. 

Ma come è possibile tutto questo se ci hanno sempre detto di dormire almeno 7-8 ore di sonno e possibilmente durante la notte?

E’ un modo diverso di dormire, più efficace per certi aspetti fra i quali l’Attenzione, Creatività, meno per altri.

Non è infatti la durata a garantire il massimo recupero.

Il Sonno Polifasico Ultrabreve fatto da Sonnellini brevi di 20-30 min fa guadagnare 3 ore di “autonomia”.

Quindi come fare? Si deve forzare il nostro corpo per 2-3 giorni facendo dei sonnellini di 20-30 min ogni 3 ore. Facile? … mica tanto! dobbiamo arrivarci per gradi sfruttando ed espandendo la fase di onde Theta che precede il sonno caratterizzato da onde Delta proprio della fase NON REM: quella più riposante. Si può fare in due modi: 1) soffrendo e trascinandosi come degli zombi in preda alla stanchezza, o facendo una sessione di recupero di Floating al giorno per 2-3 giorni. Il Floating ti permette di recuperare la stanchezza senza tuttavia dormire. Un volta entrato nella vasca di deprivazione sensoriale si consiglia di praticare una tecnica di meditazione per facilitare l’entrata in questo stato Theta propedeutico alla fase NON REM in modo da imparare a gestire l’ingresso volontario in Delta. Una volta imparato a gestire questa fase si è pronti per programmare una serie di “Sonnellini” ad orari fissati (ogni 3 ore dalla fine di ogni sonnellino). In circa 7 giorni si riesce ad entrare in questo regime Polifasico e beneficiare grandemente dell’energia e della vitalità sia fisica che mentale che ne deriva, aumentano il numero delle ore produttive della propria giornata.  

Se fate un’attività che necessita di massima attenzione e vigilanza come controllori di volo, piloti, astronauti, circumnavigatori solitari. il Sonno Polifasico è per voi. Navy Seals, Astronauti e Navigatori solitari imparano ad utilizzare il sonno Polifasico per massimizzare le loro prestazioni, acuire l’attenzione ed avere più tempo per attività produttive.

Ovviamente non si deve esagerare: un regime Polifasico prolungato per troppi mesi comporta uno sbilanciamento del sistema vegetativo (Parasimpatico) endocrino, immunitario che può comunque esse ribilanciato con un protocollo mirato di 3-4 sessioni di Floating.

Adesso sapete come aumentare la vostra produttività, gestire la vostra insonnia e magari essere un po' più Nikola Tesla, Leonardo o Napoleone.

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