la tua acqua “informata” con il FLOANIZER®
Finalmente dopo 2 anni di test siamo lieti di condividere con voi il nostro sistema di scrittura e programmazione dell’acqua FLOANIZER®. Ne avevamo già parlato “qualche post fa” ed adesso è una realtà.
FLOANIZER® è il risultato dell’applicazione della QFT (Quantum Field Theory), della SED (Stocastic Electrodynamics) e del ZPF (Zero Point Field) all’acqua per influenzarne per un tempo sufficientemente lungo (persistenza) i domini di coerenza ed “informarla” dal punto di vista vibrazionale ovvero caricarla con frequenze che si trasferiscono ai substrati organici generando una risposta biologica da parte dell’organismo che l’assume. Le frequenze armoniche ma non solo quelle possono essere assunte con un semplice bicchier d’acqua migliorando la salute contribuendo a rallentare l’invecchiamento.
FLOANIZER® costituisce il naturale ampliamento della piattaforma FLOAN® a onde sinusoidali nata per migliorare la qualità del sonno e l’ascolto della musica, rendendola ancora più versatile con un programmatore di frequenza ed un uscita HIFI sinusoidale.
Il sistema é stato pensato per essere interfacciato con l’uscita di un qualsiasi potabilizzatore o micro-filtro (al momento disponibile per tubi flessibili da 8 mm diametro).
La piattaforma Floanizer® è costituita da tre parti:
Scritto: da Paolo Petracchi
Finalmente dopo 2 anni di test siamo lieti di condividere con voi il nostro sistema di scrittura e programmazione dell’acqua FLOANIZER®. Ne avevamo già parlato “qualche post fà” ed adesso è una realtà.
FLOANIZER® è un generatore di frequenze sinusoidali HIFI da 7,83 Hz a 963 Hz che mediante specifici trasduttori sono trasferite all’acqua (Agua) che beviamo, all’ambiente (Space) in cui viviamo o direttamente al nostro corpo (Body) stimolandone una risposta fisiologica migliorando la nostra salute rallentando l’invecchiamento.
FLOANIZER® è il risultato dell’applicazione della QFT (Quantum Field Theory), della SED (Stocastic Electrodynamics) e del ZPF (Zero Point Field) all’acqua per influenzarne per un tempo sufficientemente lungo (persistenza) i domini di coerenza ed “informarla” dal punto di vista vibrazionale ovvero caricarla con frequenze che si trasferiscono ai substrati organici generando una risposta biologica da parte dell’organismo che l’assume. Le frequenze armoniche, ma non solo quelle, possono essere assunte con un semplice bicchier d’acqua.
FLOANIZER® costituisce il naturale ampliamento della piattaforma FLOAN® a onde sinusoidali nata per migliorare la qualità del sonno e l’ascolto della musica, rendendola ancora più versatile con un programmatore di frequenza ed un uscita HIFI sinusoidale.
Il sistema é stato pensato per essere interfacciato con l’uscita di un qualsiasi potabilizzatore o micro-filtro (al momento disponibile per tubi flessibili da 8 mm diametro).
Floanizer, Water Eraser e Water Writer
La piattaforma Floanizer® è costituita da tre parti:
il Mag Water Eraser® provvede all’eliminazione di eventuali frequenze precedentemente memorizzate all’acqua. Questo è necessario affinché l’informazione che poi viene trasferita non si trasformi in mero contributo entropico piuttosto che in un campo di onde coerente, persiste e risonante alla frequenza voluta.
Il Water Writer® provvede a trasferire l’informazione vibrazionale all’acqua che vi scorre all’interno.
Il Floanizer® costituisce il cuore della programmazione ed è un generatore programmabile di frequenze sinusoidali che poi vengono trasferite al Water Writer® e da questo ai dominii di coerenza dell’acqua che scorre nel tubo del “potabilizzatore” a valle dello stesso e prima del rubinetto. In questo modo si ha subito disponibile pronta per l’assunzione l’acqua informata con la frequenza scelta.
Floanizer® può anche essere interfacciato con un emettitore ambientale che diffonde la frequenza impostata in un raggio di circa 3 metri dall’emettitore. E’ l’evoluzione del Floan 7.83 HiFi Sleep con ulteriori frequenze.
Può essere utilizzato in una versione Cell® che sarà disponibile da giugno 2023, per trasferire all’acqua tramite una frequenza vettore l’informazione vibrazionale contenuta nei composti senza l’impatto chimico del composto sul substrato organico (L. Montagner 2011)
Il post potrebbe benissimo finire qui ma chi di voi è interessato ad approfondire, di seguito trova l’opportunità di comprendere le basi teoriche su cui si basa il principio di funzionamento della piattaforma Floanizer®.
Invece di descrivere puramente i sistemi quantistici (ovvero sistemi fisici descritti dalla teoria dei quanti, considerati simultaneamente sia come un'onda che come una particella, e non come l'una o l'altra secondo l’approccio della fisica classica), attraverso il formalismo convenzionale della QFT (Quantum Field Theory), la SED (Stocastic Electrodynamics) è in grado di svelare i meccanismi che spiegano il comportamento quantistico della materia. In questo modo, SED apre nuove prospettive che altrimenti rimarrebbero celate dietro il formalismo della QFT.
In sostanza, SED si basa sulla concezione che l'universo sia permeato da un campo elettromagnetico di fondo onnipervasivo, chiamato campo di punto zero (ZPF), che, nella sua forma originale, è un campo omogeneo, isotropo, invariante in termini di scala, un oceano di energia massimamente disordinato con modalità di campo completamente non correlate e una densità spettrale di potenza unica: in cui regna la massima entropia. Secondo la SED, le componenti elettricamente cariche di ogni sistema fisico interagiscono inevitabilmente con il fondo radiativo, provocando un'oscillazione stocastica delle componenti del sistema. Quindi, ogni sistema materiale può essere considerato come un sistema stocastico aperto in contatto permanente con un ZPF casuale, con ogni singolo sistema che risponde a un insieme specifico di modalità di campo rilevanti che sono selettivamente estratte dall'intero spettro di frequenze dello ZPF (De la Peña et al., 2015). Finché la forza di interazione tra le componenti oscillanti e queste relative modalità di campo, per le quali il sistema mostra un forte comportamento risonante, supera le forze di disturbo come il rumore termico, lo scambio di energia tra il sistema e lo ZPF può raggiungere l'equilibrio. Una tale situazione di equilibrio, in cui la potenza media assorbita dal sistema compensa esattamente la potenza media irradiata, impone vincoli alla dinamica dei componenti del sistema che si manifestano in condizioni di quantizzazione secondo gli stati stazionari previsti dalla teoria quantistica (De la Peña e Cetto, 1995, 2001, 2006). Detto diversamente, un sistema in equilibrio con lo ZPF cade in uno stato dinamicamente stabile, cioè un attrattore, e mostra un comportamento quantistico (De la Peña e Cetto, 1995). Il mantenimento della situazione di equilibrio è accompagnato da una modificazione e parziale organizzazione del campo locale in modo tale che le relative modalità ZPF diventino altamente correlate (De la Peña e Cetto, 2006; De la Peña et al., 2009). In altre parole, l'orchestrazione di un attrattore richiede che lo ZPF inizialmente caotico passi a uno stato parzialmente ordinato caratterizzato da un insieme specifico di attrattore di modalità di campo ad aggancio di fase. Di conseguenza, tutte le componenti del sistema sono effettivamente accoppiate attraverso la ZPF, dando origine alla cooperazione collettiva e alla coerenza a lungo raggio (De la Peña e Cetto, 2001).
In sintesi, SED rivoluziona la nostra nozione di realtà dando significato allo ZPF come agente creativo che modella la materia ed è la causa principale dei fenomeni quantistici. Una delle intuizioni chiave del SED è che i fenomeni quantistici sono fenomeni emergenti che possono essere ricondotti all'interazione risonante tra i componenti del sistema e l'onnipresente campo di fondo, il che significa che le proprietà di un sistema quantistico non sono proprietà intrinseche, ma acquisite dinamicamente: proprietà che possono essere attribuite a un sistema durante la vita di un attrattore. Le modalità ZPF ad aggancio di fase associate a un attrattore rappresentano uno stato informativo ZPF locale che mostra un contenuto informativo più elevato rispetto allo stato iniziale disordinato del campo di fondo. Ogni attrattore presenta il suo unico stato informativo ZPF e, quindi, un suo insieme specifico di modalità di campo ad aggancio di fase estratte dall'intero spettro di frequenze dello ZPF (Keppler, 2016). Questo contenuto informativo vibrazionale può essere immagazzinato per tempi più o meno lunghi come memoria a lungo termine e può essere utilizzato per spiegare le dinamiche dei sistemi quantistici (De la Peña-Auerbach e Cetto, 1977; Fort et al., 2010; Bush, 2015), queste intuizioni supportano la concezione dello ZPF come mezzo di conservazione delle informazioni che si arricchisce di un numero sempre crescente di stati informativi ZPF persistenti: memoria.
Questi studi rivelano che le speciali proprietà dell'acqua, in particolare dell'acqua adiacente a superfici idrofile, giocano un ruolo importante nella neutralizzazione degli effetti termici dirompenti (entropici) e che l'interazione tra le molecole d'acqua e il ZPF dà origine a domini di coerenza estesi (Del Giudice et al.,2005, 2010, 2013) ovvero all’informazione vibrazionale persistente. Il conferimento dell’informazione deve quindi essere preceduto dall’eliminazione (“cancellazione”) di eventuali informazioni vibrazionali preesistenti onde poterne caricare di nuove, modulando la potenza del segnale in modo da non superare la soglia degli effetti entropici che trasformerebbe l’informazione vibrazionale in mera agitazione termica delle molecole d’acqua e non in una persistente vibrazione risonante localizzata nei primi 3-4 strati di molecole d’acqua a contatto con la superficie di contenimento/idrofila. In altre parole all’interno di questo spessore di circa 100 nm di 3-4 strati di molecole d’acqua chiamato “Dominio di Coerenza”, le molecole d’acqua vibrano all’unisono “accordate" con la frequenza del campo elettromagnetico intrappolato nel dominio di coerenza.
La “cancellazione” delle informazioni vibrazionali preesistenti può essere ottenuta semplicemente facendo fluire l’acqua che si intende “informare” attraverso un forte campo magnetico che riallinei le molecole di acqua. Questo passaggio oltre ad essere necessario e propedeutico al conferimento dell’informazione vibrazionale coeerente, ha un effetto particolare sull’acqua nella quale sono immerse le cellule degli organismi pluricellulari in quanto influisce anche sulla capacità osmotica delle membrane cellulari. Sottoponendo infatti l’acqua ad un forte campo magnetico, gli ioni Calcio++ disciolti in essa vengono trasformati in microcristalli di “Aragonite”, evitando in questo modo che questi vadano ad occludere le “acqua-porine” (una sorta di canali formati da microtubuli proteici attraverso cui entra ed esce acqua dalle membrane cellulari) parzializzando il passaggio di acqua attraverso la membrana: acqua-porine libere significa una più facilitata capacità di fluire delle molecole d’acqua attraverso la membrana cellulare ed un minor stress sulla cellula stessa che in questo modo ha una vita facilitata.
Adesso intuite “perché” è possibile trasferire informazioni vibrazionali all’acqua e “come” lo abbiamo capito noi per voi costituisce il nostro knowhow. I presupposti teorici e la funzionalità sono gli stessi della medicina omeopatica. Quest’ultimo argomento lo avevamo accennato alla fine del post “Scrivere sull’acqua “ e verrà comunque trattato più avanti, intanto godetevi il Floanizer®.
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Riferimenti scientifici:
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Boyer, T. H. (1975). Random electrodynamics: the theory of classical electrodynamics with classical electromagnetic zero-point radiation. Phys. Rev. D 11, 790–808. doi: 10.1103/PhysRevD.11.790
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Bush, J. W. M. (2015). Pilot-wave hydrodynamics. Annu. Rev. Fluid Mech. 47, 269–292. doi: 10.1146/annurev-fluid-010814-014506
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Del Giudice, E., Tedeschi, A., Vitiello, G., and Voeikov, V. (2013). Coherent structures in liquid water close to hydrophilic surfaces. J. Phys. Conf. 442:012028. doi: 10.1088/1742-6596/442/1/012028
Meditare con il Floann 7.83 Hz Breathing Light
Credit to: Dott. Matthew Starwood
Nei post precedenti abbiamo parlato delle problematiche del sonno e di come queste possano essere ricondotte a cause ambientali indotte responsabili della modifica del campo morfogenetico in cui siamo immersi. Abbiamo esaminato alcuni metodi per ripristinare una corretta igiene del sonno e dell’utilizzo dell’armonizzatore della prima frequenza dello spettro di risonanza Schumann: 7,83 Hz.
Nell’ottica di creare uno strumento che potesse aiutare ulteriormente chi ha problemi relativi allo spettro del sonno e dell’insonnia, il centro Floating Flo e la Float & Co Srl hanno ulteriormente sviluppato il concetto di SRG (Schumann Resonance Guide) aggiungendo agli armonizzatori di loro produzione anche una guida a luce pulsata che, insieme all’emissione della frequenza a 7,83 Hz, quando osservata costituisca un modo per richiamare e sincronizzare il ritmo respirato dell’utilizzatore rallentandolo fino a 6 respiri il minuto inducendo di conseguenza il rilassamento e una volta entrato in fase theta, facendolo addormentare.
Credit to: Dott. Matthew Starwood
Nei post precedenti abbiamo parlato delle problematiche del sonno e di come queste possano essere ricondotte a cause ambientali indotte responsabili della modifica del campo morfogenetico in cui siamo immersi. Abbiamo esaminato alcuni metodi per ripristinare una corretta igiene del sonno e dell’utilizzo dell’armonizzatore della prima frequenza dello spettro di risonanza Schumann: 7,83 Hz.
Nell’ottica di creare uno strumento che potesse aiutare ulteriormente chi ha problemi relativi allo spettro del sonno e dell’insonnia, il centro Floating Flo e la Float & Co Srl hanno ulteriormente sviluppato il concetto di SRG (Schumann Resonance Guide) aggiungendo agli armonizzatori di loro produzione anche una guida a luce pulsata che, insieme all’emissione della frequenza a 7,83 Hz, quando osservata costituisca un modo per richiamare e sincronizzare il ritmo respirato dell’utilizzatore rallentandolo fino a 6 respiri il minuto inducendo di conseguenza il rilassamento e una volta entrato in fase theta, facendolo addormentare.
In particolare la luce pulsata dello strumento esegue una routine di 10 min: partendo da 11 respiri il minuto scende fino a 6, rallentando progressivamente il ritmo della respirazione; la durata delle fasi di ispirazione e di espirazione è studiata in modo da favorire un aumento dell’ossigenazione del sangue, ovvero la durata della fase di espirazione è maggiore di quella di inspirazione. Al termine dei 10 minuti la funzione Breathing Light si disattiva, la luce si spegne e rimane spenta fino a che non venga nuovamente riattivata con un semplice tocco. Si consiglia di eseguire una respirazione diaframmatica (respirare con la pancia) e di seguire l’intensità della luce inspirando mentre questa aumenta ed espirando mentre diminuisce. In questo modo si realizza un progressivo rilassamento che favorisce l’ingresso nella fase theta e quindi l’addormentamento.
Adesso ti starai chiedendo: e la meditazione che c’entra?
Una delle difficoltà principali di chi si avvicina alla pratica meditativa in una qualunque delle sue forme che sia mindfulness, trascendentale o meno, è rappresentata dal continuo uscire ed rientrare dagli stati meditativi che si cerca di approfondire ed il non riuscire a gestire i propri pensieri continuamente stimolati da disturbi di carattere ambientale che inevitabilmente riducono il profitto di quello che stiamo facendo o cercando di fare: meditare.
“La ricerca dello spazio vuoto fra i pensieri” specie per i neofiti, ma direi anche per i meditatori medi, ovvero, anche se odio classificare in gruppi di appartenenza perché ognuno di noi è un universo a se, quelli che hanno iniziato a praticare da meno di 3 anni in modo continuativo 2 volte al giorno per 20 min, risulta spesso difficoltosa e a volte è la causa della rinuncia alla pratica.
Risulta chiave almeno nella fase iniziale della meditazione passivare i nostri impulsi cognitivi e percettivi, permettendo al nostro cervello di rallentare e posizionare la propria frequenza di funzionamento a cavallo fra le onde Alpha e le onde Theta, idealmente nell’intorno degli 8 Hz.
Così come l’utilizzo di un armonizzatore di frequenza Schumann costituisca un valido aiuto per sincronizzare su 8 Hz le frequenze cerebrali dell’insonne durante la fase di addormentamento, lo stesso principio si può anche utilizzare per aiutare a rallentare il flusso dei pensieri nella mente del meditatore, e se a questo si unisce la possibilità di poter osservare una sorgente di luce che pulsa lentamente guidando il respiro diaframmatico, si realizza una condizione perfetta per indurre, richiamare e mantenere uno stato meditativo ottimale.
Chi non abbia ancora provato a meditare all’interno di un Floating Pod non ha idea di quanto velocemente e profondamente si possano approfondire gli stati di Samadhi, tuttavia per chi non avesse la fortuna di avere nelle vicinanze di casa un Floating Center dove poter praticare il Floating, può sicuramente trovare gran beneficio dall’utilizzo degli armonizzatori Floann 7,83Hz HiFi Sleep nella versione Breathing Light.
Buona vita a voi e buona meditazione qualunque essa sia.
Matthew.
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Scrivere sull’acqua: come cambiare la sua memoria
Avevo 12 anni e mentre passeggiavo in riva al mare osservando i segni che l’andare e venire dell’acqua sulla battigia lasciava sulla sabbia, Camillo, un vecchio e gentile signore incuriosito dalla mia attenzione per quel consueto fenomeno naturale mi disse:
“l’acqua... è sempre uguale, ma non è mai la stessa”
Quel che mi disse è rimasto sopito dentro di me per lungo tempo e ripensandoci adesso, forse era un preludio a quello di cui mi sarei occupato...
Ma cosa sappiamo davvero dell’acqua?
Ing. Paolo Petracchi, Float & Co Srl
Avevo 12 anni e mentre passeggiavo in riva al mare osservando i segni che l’andare e venire dell’acqua sulla battigia lasciava sulla sabbia, Camillo, un vecchio e gentile signore incuriosito dalla mia attenzione per quel consueto fenomeno naturale mi disse:
“l’acqua... è sempre uguale, ma non è mai la stessa”
Quel che mi disse è rimasto sopito dentro di me per lungo tempo e ripensandoci adesso, forse era un preludio a quello di cui mi sarei occupato...
Ma cosa sappiamo davvero dell’acqua?
Due atomi di Idrogeno un atomo di Ossigeno, il suo equilibrio di dissociazione è preso come riferimento di neutralità nella scala acido base delle sostanze: il famoso PH ovvero il Logaritmo in base 10 della concentrazione di ioni H3O+ che è uguale a 7 se una sostanza è Neutra, é minore di 7 se una sostanze rispetto all’acqua è Acida maggiore di 7 se è più Basica. E già con questo abbiamo un modo per discriminare tutte le sostanze conosciute.
E’ una molecola la cui forma tridimensionale entra in un tetraedro quasi perfetto (una piramide a base triangolare con 4 spigoli) con gli angoli degli spigoli di 104,45°: un tetraedro perfetto avrebbe gli angoli a 109°,5.
Data la sua polarità (più positiva dalla parte degli idrogeni, più negativa dalla parte dell’ossigeno) la rende uno dei migliori solventi in natura.
La sua transizione di fase da solido a liquido alla pressione di 1 atmosfera è stata presa come zero e il suo punto di ebollizione come 100 della scala centesimale di Celsius per la misura della temperatura.
1 litro di acqua pesa 1 Kg. Sul pianeta ci sono circa 1400 milioni di chilometri cubi di acqua ovvero circa 1400 milioni di miliardi di tonnellate.
Dei 510 milioni di Kmq di superficie terrestre l’acqua ne occupa 360 milioni di Kmq ovvero circa due terzi della superficie facendolo apparire il nostro pianeta di colore blu quando viene osservato dallo spazio. Sembrano numeri giganteschi ma la sua profondità comparata con le dimensioni del pianeta, che ha un raggio medio di circa 6400 km, la fanno apparire in proporzione come lo spessore della gomma che racchiude l’aria di un palloncino rispetto alle dimensioni del palloncino.
E’ probabilmente la sostanza più importante che abbiamo perché è alla base della vita (al 65÷68% siamo fatti di acqua) delle unità biologiche a base carbonio in quanto quasi tutti i processi fisiologici degli esseri viventi del pianeta terra avvengono in soluzione acquosa. Difficile pensare alla vita così come la conosciamo senza pensare all’acqua.
E’ arrivata sul nostro pianeta con le comete, tante comete nei vari miliardi di anni che hanno preceduto lo sviluppo della vita sulla terra...
E’ una delle pochissime sostanze che aumentano di volume passando dallo stato liquido a quello solido: è per questo che non potete mettere le bottiglie di vetro piene di acqua nel freezer perché quando gela si spaccano ed è per questo che il Titanic è affondato scontrandosi con un Iceberg che si era staccato dalla banchisa polare e vagava a quasi 500 miglia dall’isola di Terranova nell’atlantico nord occidentale.
Questa sua capacità di espandersi man mano che si raffredda è il motivo per il quale i laghi ed i fiumi di acqua dolce congelano in superficie mantenendo temperature intorno ai 4 °C al disotto del ghiaccio permettendo la vita. Ma è anche la ragione per la quale nell’oceano atlantico grazie ad un gioco fra salinità e temperatura esiste la corrente del golfo che lambisce le coste occidentali di Portogallo, Spagna, Francia, Islanda, Irlanda, Inghilterra e Scandinavia preservando i paesi più a Nord dal coprirsi di ghiaccio e dona un clima mite a quelli più centrali.
Corrente del golfo
La capacità di diventare meno densa quando congela è dovuta all’azione dei legami a ponte di idrogeno che fanno sì da creare un reticolo cristallino esagonale che occupa un volume maggiore a parità di peso dell’acqua liquida: infatti anche osservando i fiocchi di neve ci accorgiamo che tutti i cristalli di acqua pura assumo forme cristalline con varie geometrie ma sempre a 6 punte/vertici/rami o quasi, le cui forme sempre diverse dipendono anche da un’altra caratteristica: la sua elevata tensione superficiale che è anche la ragione dell’esistenza degli alberi, degli arbusti dei fili d’erba, in particolare l’elevata tensione superficiale è la causa della capillarità che fa fluire l’acqua attraverso gli Xilemi negli steli delle piante mantenendole idratate e trasportando i nutrienti che ne permettono la crescita.
Allo stato liquido le molecole di acqua non sono uniformemente distribuite in un caos disorganizzato anzi, a causa del continuo formarsi e rompersi dei legami a ponte d’idrogeno che per rispettare la neutralità elettrica, avvengono in una sorta di reazione a catena, le molecole si organizzano in filamenti da qualche decina a qualche centinaia di molecole chiamati Dominii che si formano e rompono in continuazione trasformandosi anche in macro ammassi di migliaia di molecole chiamati Clusters. Ai dominii fino a qualche tempo fa’ sono state attribuite le proprietà per l’acqua di poter memorizzare le informazioni per periodi brevi di qualche nano secondo. Un’altra peculiare caratteristica dell’acqua è quella di incapsulare i composti chimici formando dei veri e propri reticoli organizzati di molecole d’acqua attorno alle molecole di una sostanza non polare chiamati Clatrati e costituendo per questa un veicolo di trasporto e rilascio.
accrescimento di un Cluster
Clatrato con molecola all’interno
L’acqua ha un’elevato calore latente di evaporazione ovvero un’elevata capacità di accumulare tantissimo calore prima di cambiare stato da liquido a vapore e viceversa di poterlo cedere, qualità che insieme alla facile reperibilità ne ha fatto il principale fluido per macchine termodinamiche come caldaie, turbine, motori a pistoni dall’inizio dell’era industriale ad oggi e sicuramente anche nel futuro.
Attraverso l’evaporazione di 500.ooo chilometri cubi all’anno principalmente dagli oceani e la ricaduta di altrettanti sotto forma di precipitazioni, costituisce il principale elemento di termoregolazione della temperatura della troposfera ovvero il volume di atmosfera che utilizziamo per svolgere le nostre attività e che va dal livello del mare a +/- 15 km di altezza, mantenendola in media a circa 15°C.
L’energia viene immagazzinata dall’acqua sia sotto forma di vibrazioni fra gli atomi che ne compongono le molecole sia in movimento caotico delle molecole stesse. A seconda del livello dell’energia trasferita alcune molecole di acqua non più in equilibrio con la pressione esercitata sulla superficie hanno un’energia sufficiente tale da sfuggire dalla superficie dando luogo all’evaporazione. Le caratteristiche polari della molecola d’acqua vengono sfruttate nel principio di funzionamento che utilizziamo nei forni a micro onde per scaldare o cuocere i cibi irradiandoli con frequenze dell’ordine dei giga Herz: in pratica l’acqua viene sottoposta ad un capo elettromagnetico oscillante che induce un movimento di twist sulla molecola che tende a compiere una semi rotazione ed a rilasciare energia quando ritorna in posizione di riposo. Ad una ben determinata frequenza si ha l’entrata in risonanza di queste oscillazioni che trasferendo energia alle molecole circostanti ne aumentano la mobilità e l’energia rilasciata dagli scontri fra le molecole si trasforma in aumento progressivo di temperatura della massa irradiata. Per l’acqua la frequenza di risonanza è 2,45 GHz... vi ricorda nulla?
Esiste tuttavia un altro tipo di vibrazione a frequenze decisamente molto più basse che si presenta a livello del contatto fra l’acqua e una superficie che può ad esempio essere quella rappresentata dalla parete di un bicchiere di vetro così come quella di una membrana cellulare. Questa vibrazione è interessante perché può essere utilizzata per “informare” ovvero trasferire un tipo di informazione vibrazionale persistente.
In presenza di una superficie le molecole di acqua si organizzano in strati sovrapposti di spessori paragonabili a qualche molecola 100 nm, assumendo una forma molto più simile a quella di un cristallo piuttosto che a un liquido. Secondo una complessa teoria che viene utilizzata per spiegare fenomeni non lineari chiamata QFT (Quantum Field Theory) ovvero teoria dei campi quantici, alle molecole di questi strati può essere trasferita una vibrazione inducendoli a spostarsi in modo coerente come una sorta di Ola che si muove lungo la superficie di contatto e che si manifesta attraverso un movimento sincrono delle molecole con l’entrata in fase ad una certa frequenza pre-determinabile, “impostabile” e che ne influenza il comportamento. L’informazione vibrazionale sottostà alle leggi delle onde e agli effetti dell’interferenza o amplificazione dovuta alla coerenza delle vibrazioni. In queste condizioni l’equilibrio fra l’agitazione (entropia) molecolare dovuta agli scontri fra le molecole causata dal contributo energetico sulla coerenza della vibrazione delle molecole in una ben determinata regione chiamata Dominio di Coerenza che invece dipende dal comportamento elettrodinamico degli elettroni, è determinante per mantenere la coerenza stessa. Se l’acqua viene riscaldata l’agitazione molecolare distrugge la coerenza e oltre i 50°C non è più rilevabile: è per questo motivo che la coerenza si rileva solo su strati dello spessore di alcune molecole in contatto con le superfici che permettono la dissipazione del calore e quindi un minor contributo entropico ovvero di agitazione molecolare.
dominio coerente sferico omochirale
Poiché a livello di superficie di contatto l’acqua ha la capacità di copiare ed immagazzinare tutte le vibrazioni con cui viene in contatto le sue caratteristiche informative tendono a confondersi, attenuarsi o amplificarsi ed accumularsi man mano che le frequenze a cui viene soggetta nel tempo si susseguono. Questa caratteristica porta l’acqua ad un progressivo assorbimento di frequenze e a modifiche sostanziali dell’aggregazione delle molecole nei dominii tanto da alterarne le caratteristiche di bio-compatibilità.
Vi sorprendereste della differenza di sapore e di piacevolezza nel bere due bicchieri della stessa acqua alle stesse condizioni di temperatura e pressione il primo direttamente alla sorgente ed il secondo dopo che ha girato per un paio di giorni in un circuito di tubazioni anche se dal punto di vista chimico e batteriologico queste poi non risultino differenti. O di come innaffiando degli piante con queste due acque quelle innaffiate con acqua di sorgente abbiano una rigogliosità migliore delle seconde.
Per le sue caratteristiche l’informazione vibrazionale può essere acquisita dall’acqua trasferendola anche dalle sostanze disciolte in essa purché la soluzione sia messa in contatto con una superficie e sia molto diluita. E’ un po come avere un mucchio di gessetti colorati contenuti all’interno di un recipiente. Se li agitiamo per bene dopo qualche minuto i colori delle loro superfici si uniformano e non sono più riconoscibili. Per poterne apprezzare il colore dobbiamo tirarli fuori e scrivere con essi su una superficie: possiamo pensare a quei piccoli strati di gesso colorato che si adagiano sulla superficie della lavagna quando noi scriviamo su di essa come le vibrazioni che vengono impartite a quei 3-4 strati di molecole sovrapposte in contatto con la superficie del recipiente che contiene l’acqua pura o una soluzione acquosa e che in questo caso è la lavagna per i gessetti.
La selettività delle informazioni può essere realizzata attraverso un processo in due fasi:
1) la “spianatura”, la cancellazione di tutte le informazioni pre-esistenti ad opera di un forte campo magnetico e
2) la scrittura attraverso un campo elettromagnetico molto debole. Deve essere debole perché si deve evitare l’impatto negativo che un forte campo elettromagnetico avrebbe dal punto di vista entropico sulla messa in coerenza del movimento delle molecole in contatto con la superficie. Se il campo è troppo forte contribuisce solo ad agitare le molecole in modo caotico.
Il non attenersi a queste due operazioni si traduce nel non rendere efficace il trasferimento dell’informazione vibrazionale voluta all’acqua.
In passato sono state commercializzate attrezzature che o per mancanza della cancellazione o per la troppa potenza del campo elettromagnetico applicato per trasferire l’informazione, o per tutte e due le ragioni, si sono rivelati del tutto inefficaci allo scopo.
Cristalli di acqua a varie frequenze armoniche
L’intensità dei vari campi e la durata necessaria per trasferire l’informazione vibrazionale all’acqua rappresentano segreti industriali che spesso si rifanno all’esperienza empirica e alle metodologie di verifica tutt’altro che banali della presenza o meno della vibrazione trasferita. Spesso ci si rifà alle esperienze di Masaru Emoto ovvero prelevando campioni di “acqua informata” ed eseguendo in condizioni controllate e ripetibili repentini congelamenti per verificare le strutture dei cristalli di ghiaccio formati a parità di pressione, temperatura, umidità, tracce di specie chimiche disciolte, influenza di campi elettromagnetici ecc. ecc.
“L’acqua che sgorga da sorgenti vive crea cristalli più belli delle acque di falde acquifere trattate artificialmente.
L’acqua che forma cristalli in modo strutturato (acqua strutturata) ha maggiore potere vivente.”
Masaru Emoto
(Yokohama 22/7/1943 – 17/10/2014)
Scienziato e ricercatore
laureato all’Università municipale di Yokohama
Nel 1986 ha fondato IHM Corporation a Tokio.
Nell’ottobre 1992 ha ottenuto un attestato relativo
alle medicine alternative rilasciato dall’istituto privato
Open International University For Alternative Medicines.
Quando diluito in acqua a concentrazioni piccolissime 10-9 (dieci alla meno nove ovvero un miliardesimo) fino a 10-18 (dieci alla meno 18) il DNA emette frequenze rilevabili fra 500÷3000 Hz mentre l’RNA non emette niente.
L’omeopatia consapevolmente o inconsapevolmente si basa sulla possibilità di assorbire, memorizzare e trasferire nuovamente un’informazione vibrazionale. Dal punto di vista allopatico, ovvero quello di causare un qualche effetto grazie ad un farmaco che chimicamente risolve i sintomi o cura la patologia che ha generato i sintomi, viste le elevatissime diluizioni con cui vengono realizzati i rimedi omeopatici, non è certo il principio attivo che cura attraverso una qualche reazione chimica, quanto piuttosto l’informazione vibrazionale che è stata trasferita all’acqua e che, una volta nebulizzata sui granuli, ne modifica la superficie di contatto acqua granulo trasferendogli un’impronta vibrazionale. Una volta disciolti i granuli nella nostra bocca, l’informazione vibrazionale viene di nuovo trasferita all’acqua contenuta nella saliva e con essa viene messa in circolo nel nostro corpo generando una reazione, un cambiamento che cura la persona.
Le elevatissime diluizioni servono ad abbassare il contributo entropico e ad esaltare il contributo vibrazionale, le succussioni (sbattimenti) in numero da 100 a 100.000 servono ad accentuare il trasferimento dell’informazione a quanto più volume di acqua possibile perché questo può avvenire solo all’interfaccia liquido superficie.
I risultati sono indubbi ma il metodo è totalmente empirico e nonostante si sia creato tutta una serie di valide corrispondenze fra le varie sostanze impiegate come rimedi e le patologie che essi curano, non si è ancora capito bene come il meccanismo con cui essi agiscano proprio perché si approccia la tematica con una visione allopatica piuttosto che vibrazionale. Questo ha influenzato negativamente l’adozione della metodologia di cura da parte delle masse al punto dal non poter usare la parola cura o farmaco omeopatico ma piuttosto di rimedio omeopatico. Se la ricerca scientifica si muovesse nella direzione giusta potremmo iniziare a spiegarci molti aspetti “misteriosi” del meccanismo con cui agiscono i rimedi omeopatici, mettendo da una parte l’aspetto dogmatico romanticistico della “similitudine fra rimedio e problematica” e dei “trasferimenti energetici” che ha caratterizzato fino ad ora questa pratica medica che, seppur intriganti, ne ha inevitabilmente limitato la diffusione in confronto alla medicina allopatica nella quale si attribuisce un effetto ad una causa.
Per chi fosse interessato ad approfondire quanto sopra esposto consiglio la lettura di questi interessati articoli di Luc Montagnier, Martin Chapling e Claudio Verzegnassi e degli articoli essi collegati reperibili nelle varie referenze: https://www.researchgate.net/publication/230937823_DNA_waves_and_water
http://www.waterjournal.org/volume-11/germano
https://www.idras.org/TFF/index.php
Veniamo ora alla domanda e cosa c’entra tutto questo con Floating Flo? Quando sviluppiamo un prodotto lo facciamo partendo dall’intuizione ma soprattutto da basi teoriche scientifiche e studi pubblicati. Floann 7.83 Hz HiFi Sleep® è un esempio, il nuovo Floanizer®, sistema di armonizzazione dell’acqua con le frequenze della scala armonica che stiamo realizzando è un’altro. Flonizer® può essere facilmente installato all’uscita dei potabilizzatori di acqua (quelli che usano microfiltri e carbone attivo che tolgono il cloro per capirsi) così come su quelli a osmosi inversa, donando alla vostra acqua le caratteristiche vibrazionali dell’acqua di sorgente con frequenze impostabili a scelta fra quelle dello spettro di risonanza Schumann e della scala del solfeggio armonico.
Se dormi bene questo post non è per te!
Si dibatte molto sui motivi del perché l’essere umano debba Dormire per mantenersi in salute…
A livello fisiologico durante il sonno avviene l’eliminazione di tossine come l'adenosina che si formano come sotto prodotto di reazione dei vari processi cerebrali accumulandosi progressivamente durante tutta la veglia. Col formarsi dell’adenosina, aumenta la “voglia di dormire”, nota anche come pressione del sonno. Un segnale da non ignorare semplicemente bevendo caffè. Infatti, la caffeina, ostacola il percorso ricettivo dell'adenosina che comunque rimane in circolo nel nostro cervello e sopra certi livelli tende a danneggiarlo.
L’eliminazione avviene durante il sonno mediante il deflusso di queste tossine ad opera del sistema linfatico che le trasporta nel liquido cerebrospinale e da li, vengono poi eliminate da fegato e reni.
Altrimenti, se ti accade spesso una delle seguenti cose ti consiglio di leggerlo molto attentamente
non riesci a prendere sonno
ti svegli spesso durante la notte ed hai difficoltà a riaddormentarti e non ci riesci 2 volte su 3
credi di Non dormire più di 3-4 ore per notte
la mattina ti svegli non riposato
cadi spesso preda di sonnellini (mini nap) durante il giorno
hai problemi a concentrarti
ti dimentichi spesso le cose o non ricordi il passato
accade da più di due settimane
non sogni mai
Si dibatte molto sui motivi del perché l’essere umano debba Dormire per mantenersi in salute...
A livello fisiologico durante il sonno avviene l’eliminazione di tossine come l'adenosina che si formano quali sotto prodotti di reazione dei vari processi cerebrali accumulandosi progressivamente durante tutta la durata dello stato di veglia (essere svegli e presenti a se stessi, pensare, agire). Col formarsi dell’adenosina, aumenta la “voglia di dormire”, nota anche come pressione del sonno. Un segnale da non ignorare semplicemente bevendo caffè. Infatti, la caffeina, ostacola il percorso recettivo dell'adenosina che comunque rimane in circolo nel nostro cervello e, al disopra di certi livelli tende a danneggiarlo.
L’eliminazione avviene per l’appunto durante il sonno mediante il deflusso di questa ed atre tossine ad opera del sistema linfatico che le trasporta nel liquido cerebrospinale e da li, vengono poi eliminate da fegato e reni.
Adenosina
Se non dormiamo queste sostanze tossiche tendono inevitabilmente ad accumularsi nei nostri tessuti cerebrali portando tutta una serie di conseguenze i cui sintomi, prima elencati, si aggravano progressivamente trasformandosi in vere e proprie patologie quali stati infiammatori cronici, demenza, aumento della pressione sanguigna, diabete.
Risulta quindi chiaro che dormire e dormire bene si deve e prima lo facciamo meglio è!
Spesso le difficoltà a dormire sono dovute ad una scorretta “Igiene del Sonno” ovvero ad abitudini sbagliate e mancanza di routine (che può comunque essere facilmente ristabilita), così come all’influenza di fattori ambientali che non sempre sono eliminabili.
3, 4, 5G… ripetitori e WiFi
E’ vero che possiamo spostare fuori dalla stanza da letto radiosveglie, TV, Smartphone e spegnere anche il WiFi, ma rimangono tuttavia interferenze elettromagnetiche che non sono eliminabili (3, 4 e 5G, il WiFi del vicino) che influenzano la fisiologia e la funzionalità del nostro cervello spesso impedendo la corretta transizione fra veglia e il sonno (onde delta) che è a sua volta legata anche all’accoppiamento delle onde theta con la risonanza di Schumann. (reference: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16621850/ ; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12464096/ )
Il processo del prendere sonno rispecchia un progressivo rallentamento delle onde cerebrali (da gamma a beta a alpha a theta a delta) con abbassamento progressivo della frequenza fino ad arrivare al disotto dei 4 Hz tipica delle onde delta del sonno appunto.
L’insonne riesce male o non riesce affatto ad entrare e quindi attraversare la fase theta caratterizzata dal funzionamento del cervello su frequenze che vanno dai 4 agli 8 Hz e non potendo attraversarla, non è in grado di scivolare in delta e quindi non si addormenta. La fase theta è tipica di quelle sensazioni strane di caduta o movimenti a scatti improvvisi, o visualizzazioni di immagini multiformi, talvolta colorate chiamate ipnagogiche: non è il sonno, ma ne è il preludio e solitamente dura dai 10 ai 30 secondi. Tutto questo rimane valido sia che si prenda sonno per la prima volta, sia che si cerchi di riaddormentarsi dopo un risveglio.
Le interferenze elettromagnetiche sono uno dei problemi a cui vanno incontro gli astronauti quanto rimangono per lunghi periodi all’interno della stazione spaziale, al difuori della ionosfera non risentono più degli effetti regolatori della risonanza di Schumann e non più schermati dalla ionosfera, sono soggetti all’azione di forti campi elettromagnetici che ne influenzano pesantemente la fisiologia soprattutto per quanto riguarda il sonno e la capacità ad addormentarsi e l’insorgenza di veri e propri disturbi del sonno (https://www.space.com/26829-astronauts-space-station-sleep-deprivation.html ). Loro come noi per quelle ragioni dette sopra devono dormire pena la progressiva diminuzione delle prestazioni fisiche e cognitive. Per aiutarsi a ripristinare la capacità di addormentarsi utilizzano degli emettitori di frequenza Schumann a bassissima intensità posizionati all’interno dell’ambiente adibito al loro riposo: questo permette loro di “ri-sintonizzare” le proprie onde cerebrali sulle onde theta che precedono e onde delta caratteristiche del sonno facilitando la transizione alpha > theta > delta: dormo!
Le onde theta sono anche le onde su cui si posiziona il nostro cervello quando pratichiamo Floating nelle vasche di deprivazione sensoriale. L’andare e venire (entrare ed uscire) ma anche il permanere in questo stato Theta induce la capacità e la consapevolezza di poter ri-sintonizzare il nostro cervello su queste onde favorendo “l’addormentamento”. Con poche sessioni di Floating si riesce a ripristinare questa capacità così come la consapevolezza di potersi addormentare al bisogno che ne deriva e di uscire quindi da insonnia e da molti problemi indotti dalla privazione del sonno.
Chi, specie in periodi di lockdown come questi, non ha la possibilità di praticare floating regolarmente, può comunque riuscire a dormire in modo riposante e soddisfacente utilizzando gli armonizzatori Floann 7.83 Hz.
Ti invitiamo ad approfondire l’argomento sul post: “DORMIRE BENE O DORMIRE MALE: TUTTA UNA QUESTIONE DI RISONANZA”
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